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    Mendicante ha salvato i parrocchiani durante sparatoria in Daghestan

    © Sputnik . Vladimir Vyatkin
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    La mendicante Irina Melkomova ha salvato dai proiettili circa 50 parrocchiani della chiesa ortodossa in Dagestan a Kizlyar. Lo riferisce lunedì 19 febbraio la Komsomolskaya Pravda riferendosi all'abate della chiesa di Paul Kalikin.

    L'abate ha detto che Irina Melkomova era sempre "seduta su una panchina vicino al tempio, chiedeva l'elemosina, benediva i passanti e sorrideva", così la congregazione aveva pensato di farla beata contribuendo con denaro e cibo.

    Il giorno dell'attentato, anche lei era in chiesa e, quando ha visto il terrorista, si è precipitata verso di lui. "La donna ha urlato picchiando l'attentatore con la sua borsa. Lui le ha sparato al petto. Poi di nuovo una seconda volta" ha detto Kalikin.

    Quando la donna è caduta, l'attentatore è stato distratto dal cosacco Sergey Presnyakov. "L'attentatore, con la barba, con cappello e armato di fucile si è diretto verso la chiesa, sparando e gridando "Allahu Akbar, vi sgozzeremo, maiali russi! Vedendo che mirava di nuovo alle donne ho iniziato a gridare: Spara a me, vigliacco! Ha sentito, si è girato, ha preso la mira, ha sparato un paio di volte, ma mi ha mancato" ha spiegato Presnyakov all'edizione.

    Grazie alla Melkomova e a Presnyakov, il prete della chiesa è riuscito a chiudere i cancelli e le porte con i catenacci dove stava per entrare l'attentatore. Così le donne incinte e i bambini che erano rimasti nel tempio si sono salvati.

    La sparatoria a Kizlyar in Daghestan è avvenuta domenica mattina 18 febbraio. Il 22enne Khalil Khalilov ha aperto il fuoco da un fucile da caccia ai parrocchiani mentre lasciavano la chiesa. Al momento dell'incidente c'erano circa 500 persone nella chiesa, la maggior parte donne e bambini. Di conseguenza, cinque persone sono state uccise, quattro sono rimaste ferite. L'aggressore è stato ucciso sul posto dal personale della Guardia Nazionale.

    Il comitato investigativo sta elaborando tutte le possibili motivazioni dell'attacco, compreso l'atto terroristico. Lo Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità della sparatoria. Poche ore prima, è stato trovato un video nel quale, presumibilmente, l'attentatore di Kizlyar giurava fedeltà al Daesh.

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