01:49 17 Dicembre 2018
Ukrainian President Petro Poroshenko speaks during a news conference in Kiev, Ukraine May 14, 2017

Media ucraini esortano Poroshenko a fermare annullamento di libertà di parola

© REUTERS / Valentyn Ogirenko
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I caporedattori dei media ucraini si sono rivolti al presidente Petro Poroshenko con la richiesta di porre fine all’annientamento della libertà di parola nel paese, si legge nella dichiarazione del gruppo mediatico Era-Media.

L'appello è stato già firmato dal direttore generale della Media Holding ZIK, dal direttore generale del canale televisivo NewsOne, dal direttore generale ed ex deputato del canale 112 Ucraina e il caporedattore di Era-Media.

I giornalisti affermano che il livello di minaccia alla libertà di parola in Ucraina ha raggiunto un punto critico: l'anno scorso, le organizzazioni pubbliche hanno registrato circa 300 violazioni in quest'area.

"L'uso della forza fisica nei confronti dei nostri colleghi, gli incendi dolosi delle redazioni, gli arresti, le perquisizioni, le aggressioni paramilitari, i cyberattacchi con bot dell'esercito, le pressioni da parte della forze dell'ordine, le pressioni fiscali e di altri organismi è un elenco incompleto degli "argomenti" del dialogo del potere con i media" si legge nella dichiarazione.

I direttori dei media chiedono al Presidente di prendere misure per fermare la pressione sui media e di "fornire una spiegazione per quanto riguarda l'intervento del capo dello Stato o dei suoi subordinati nelle attività di rilascio delle licenze e nell'organizzazione dei controlli."

Essi hanno inoltre chiesto di ritirare i rappresentanti delle autorità dal Consiglio Nazionale per la televisione e la radio, in quanto le effettive responsabilità di questo organismo sono state ridotte alla censura, alle costanti ispezioni non programmate e ai ricatti per quanto riguarda il rinnovo delle licenze.

Gli autori dell'appello ritengono che l'Ufficio del Procuratore Generale debba riferire pubblicamente sulle indagini sui crimini contro i giornalisti, nonché controllare i fatti di pressione sui lavoratori dei media.

Infine, si sono rivolti alle missioni diplomatiche dei paesi europei per organizzazione la conferenza "Il giorno della mancanza di libertà di parola in Ucraina" sotto l'egida del Congresso degli Stati Uniti, Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, il Consiglio d'Europa e del Parlamento europeo.

All'inizio di gennaio, il caporedattore della pubblicazione Country.ua Igor Guzhva ha abbandonato l'Ucraina e ha chiesto asilo politico in Austria a causa della "pressione da parte delle autorità". Ha dichiarato di essere stato minacciato di violenza fisica e omicidio. Gli agenti di polizia ucraini hanno intentato due procedimenti penali contro Guzhva per estorsione ed evasione.

La settimana scorsa, il quotidiano Vesti ha riferito che il proprio ufficio è stato nuovamente perquisito, ai giornalisti non è stato permesso di lavorare. Gente a volto coperto si è barricata nei locali della redazione, e in seguito ha lanciato gas lacrimogeni contro i dipendenti del giornale. L'Agenzia nazionale ucraina per l'indagine sulle attività e dei reati di corruzione (ARMA) ha dichiarato di aver preso l'ufficio di Vesti sotto il proprio controllo con una decisione giudiziaria. I giornalisti hanno chiesto di punire i colpevoli di saccheggio e ostruzione alle attività giornalistiche, così come le dimissioni del capo del'ARMA, Anton Yanchuk, che ha ordinato la perquisizione della redazione.

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