19:48 23 Ottobre 2018
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La Polonia costruirà il suo gasdotto baltico come alternativa al Nord Stream

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La Polonia prosegue la sua lotta contro il gas russo e il Nord Stream–2 motivata dal desiderio di essere energicamente indipendente e ora ha anche deciso di costruire il suo gasdotto nel Mar Baltico. Lo scrive il Frankfurter Allgemeine.

I partner europei di Gazprom sono scontenti della resistenza della Polonia. Essi sostengono che Varsavia chiede la solidarietà dagli altri paesi nel settore dell'energia, ma segue i suoi interessi economici.

Polonia e USA sono i principali critici del nuovo gasdotto Nord Stream-2, che unirà la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico.

A Varsavia hanno creato un piano per la costruzione di un gasdotto baltico, che però andrà in Danimarca. Il partito conservatore ha ridato vita al progetto Baltic Pipe, sperando di connettersi al sistema del gas norvegese.

Il gasdotto con la capacità di 10 miliardi di metri cubici l'anno, circa un quinto della capacità del Nord Stream, inizierà a funzionare nel 2022.

L'UE parteciperà al finanziamento del gasdotto nell'ambito del programma di sostegno dei maggiori progetti europei per lo sviluppo dell'energia con l'ammontare di circa 33 milioni euro. In precedenza l'UE ha già investito 300 milioni per la costruzione del terminale per il gas liquefatto. Sostenendo questi progetti, l'Unione Europea cerca di liberare la Polonia dalla dipendenza delle forniture di gas russo, scrive il giornale.

La pubblicazione ricorda che tra la Bielorussia e la Polonia passa anche il gasdotto Yamal, con la capacità di 30 miliardi di metri cubi. Anche questa quantità supera quasi di due volte la quantità di gas che la Polonia usa in un anno (16 miliardi di metri cubi) ed equivale alla sesta parte del consumo di gas in Germania. C'è anche la possibilità di ricevere il gas dall'Ucraina, Slovacchia, Repubblica Ceca, Germania e Lituania.

Secondo l'esperta dell'Istituto tedesco per la politica internazionale e la sicurezza Kirsten Westphal, con la sua politica il governo polacco sta cercando di diminuire la dipendenza dalle forniture del gas dalla Russia. Vogliono prendere le distanze dalla Russia nella politica estera e prendere una posizione da leader tra i paesi dell'Europa dell'Est. Inoltre, il governo polacco vuole far sviluppare il suo mercato del gas.

Delle intenzioni di Varsavia di consolidare la propria posizione sul mercato regionale del gas se ne parla anche in una relazione della compagnia petrolifera statale PGNiG.

"Stiamo incrementando la nostra presenza sul mercato globale del gas e del gas liquefatto", si legge nella relazione.

A gennaio la compagnia ha informato sulle forniture record all'Ucraina che hanno superato il livello di un miliardo di metri cubi.

L'esperta ha notato anche i piani per la costruzione del corridoio del gas da nord a sud fino al futuro terminale del gas liquefatto all'isola croata Krk nal mar Adriatico. Il progetto è sostenuto dagli USA e dall'UE. Però secondo l'esperta sarà difficile da realizzare a causa del prezzo. "È probabile che il gas norvegese e il gas liquefatto non si potranno comprare ad un prezzo più conveniente del gas russo", sostiene.

Secondo il rappresentante di Wintershall, una società di BASF, il gas naturale non ha nessun ruolo significativo nel rifornimento energetico della Polonia: "Il nostro vicino per la produzione dell'energia continua a bruciare il carbone".

Nonostante questo, la Polonia continua la lotta contro il gas russo. E non solo dei motivi politici.

"Il sogno della Polonia è fornire ai mercati europei il gas naturale dagli USA. La Polonia chiede la solidarietà agli altri però continua a seguire i suoi interessi economici", sostengono alla Wintershall.

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Nord Stream 2, gasdotto, gas, Forniture, Polonia
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