12:07 29 Gennaio 2020
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Il telescopio orbitale "Hubble" ha trovato una galassia estremamente lontana nella costellazione del Sagittario, quasi invisibile alle sue apparecchiature grazie alle particolari proprietà del cosiddetto "eco del Big Bang" scoperto dai fisici sovietici alla fine degli anni '60, scrive il sito ufficiale del telescopio orbitale.

Si ritiene che l'universo nella sua struttura sia simile ad una gigantesca ragnatela tridimensionale. I suoi fili sono accumuli di materia oscura, i cosiddetti filamenti. Nei punti di intersezione di questi filamenti sono visibili grumi densi di materia, ovvero galassie e gruppi di stelle.

L'equipe di astrofisici di "Hubble" è riuscita ad ottenere le immagini dell'accumulo di materia della galassia invisibile PLCK G004.5-19.5 nella costellazione del Sagittario, situata ad una distanza di 6,6 miliardi di anni luce dalla Terra, sfruttando le proprietà insolite di questa ragnatela teoricamente previste dai fisici sovietici Yakov Zeldovich e Rashid Sunyaev nel 1969.

Gli scienziati sovietici avevano notato che le grandi concentrazioni di materia sono un modo speciale per influenzare l'aspetto della cosiddetta radiazione di fondo dell'universo, una sorta di "eco" del Big Bang.

In questo modo Hubble e il telescopio europeo Planck, osservando l'eco del Big Bang, hanno recentemente scoperto l'ammasso di galassie PLCK G004.5-19.5, la cui esistenza in precedenza non era ipotizzata dagli astrofisici.

 

Tags:
Fisica, Astronomia, Scienza e Tecnica, Spazio
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