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16:39 12 Novembre 2019
Logo della CIA nel quartier generale di Langley, Virginia

La CIA nega il pagamento di 100 mila dollari "all'informatore russo"

© AFP 2019 / SAUL LOEB
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La Central Intelligence Agency USA smentisce le informazioni degli articoli del giornalista del The New York Times, Matthew Rosenberg, e del giornalista di Intercept James Riesen in cui si afferma che i servizi segreti hanno pagato 100 mila dollari a un certo "russo, un informatore" per informazioni non verificate.

Lo ha detto a Sputnik il portavoce del dipartimento Nicole de Hay.

"Le persone che hanno gonfiato i dati reali, sono James Riesen e Matt Rosenberg, è una storia di fantasia, che la CIA abbia pagato 100 mila dollari, in assoluto non è vero" ha detto de Hay.

Il quotidiano The New York Times citando fonti americane ed europee del settore dei servizi di sicurezza ha riferito che si aveva l'intenzione di pagare un milione di dollari ad un russo, che aveva promesso di restituire ciò che aveva rubato dalle agenzie di intelligence USA con armi informatiche per fornire prove incriminanti contro il presidente Donald Trump. 

Secondo la pubblicazione, gli agenti dell'intelligence hanno chiarito al russo, che non vogliono compromettere il presidente, tuttavia, hanno insistito su questa parte della transazione. Come scrive il giornale, l'intelligence americana ha incontrato  sconosciuti in piccole città della Germania, che hanno trasmesso informazioni attraverso un hotel a cinque stelle di Berlino e anche attraverso l'account ufficiale dell'Agenzia della Sicurezza nazionale (NSA) su Twitter. Dopo pochi mesi di negoziati gli agenti segreti dei servizi segreti americani hanno fatto il primo pagamento di 100 mila dollari in contanti, in una valigia, in una camera dell'hotel a Berlino, ha riferito il quotidiano.

Citando fonti degli agenti americani, i servizi segreti non hanno ricevuto i dati degli hacker. Come si riferisce, non informazioni ottenute con armi informatiche sono state consegnate agli agenti, ma informazioni "non verificate e, presumibilmente, fabbricate" su Donald Trump e altre persone, compresi i dati di conti bancari, email e "informazioni sull'intelligence russa".

L'accordo della CIA è saltato, potrebbe essere un'operazione dei servizi segreti russi per l'intervento nel lavoro del governo americano. Inoltre, gli agenti credono che l'acquisizione di questi dati potrebbe portare a una crisi politica a Washington. Più tardi, i servizi segreti hanno detto che il russo, che era stato arrestato, è tornato in Europa Occidentale.

In precedenza è stato riferito che un gruppo di hacker, gli ShadowBrokers, ha annunciato un cyberattacco, con l'Equation Group, un altro gruppo di hacker, presumibilmente legati all'NSA. I dati rubati dagli ShadowBrokers sono stati in parte pubblicati su internet. Gli esperti hanno sottolineato che hanno programmi che consentono di rubare dati e si usano in caso di attacchi contro le grandi aziende. Come ha osservato il quotidiano The New York Times, la NSA ha usato il malware per infiltrarsi nel dispositivo della rete in tutto il mondo, il furto ha provocato "conseguenze disastrose" per l'agenzia.

Il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov precedentemente ha detto ai giornalisti che i messaggi sul possesso di Mosca di informazioni compromettenti su Trump sono fabbricati. L'indagine sull'intervento russo nelle elezioni americane, ma anche i presunti legami di Trump con la Russia, sono stati smentiti da Casa Bianca e Cremlino, sono oggetto di indagine del procuratore speciale Robert Muller, e anche del Congresso degli USA. Peskov ha definito le accuse di ingerenza nelle scelte "assolutamente infondate".

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Tags:
hacker, CIA, Donald Trump, USA
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