12:41 20 Ottobre 2018
Polonia

Lo scontro storico-diplomatico tra Polonia ed Israele

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L'opinionista del canale israeliano ITON.TV Alexander Gur-Arie commenta il discorso del presidente polacco Andrzej Duda relativo alla firma degli emendamenti alla legge sull'Istituto di Memoria Nazionale.

La decisione del presidente della Polonia Andrzej Duda di firmare gli emendamenti sulla legge che regola l'Istituto di Memoria Nazionale suscita scalpore e reazioni negative in Israele. Di che cosa è colpevole Varsavia?

— In effetti gli emendamenti alla legge sull'Istituto di Memoria Nazionale della Polonia possono essere divisi in due parti.

In primo luogo viene reso punibile, anche con responsabilità penale, l'uso del termine "campi di sterminio polacchi". Questo termine è entrato in uso molto di recente, ma solo geograficamente. Le giovani generazioni in Europa, a proposito anche in Israele, quando sentono questa espressione restano sorpresi e non capiscono. Ma dopo tutto i "campi di sterminio polacchi" sono polacchi solo geograficamente. Tutti sanno che questi sono i campi di sterminio nazisti costruiti dalla Germania e tutte le attività al loro interno erano gestite dalla Germania.

Naturalmente c'erano dei collaborazionisti tra i polacchi, ma il termine "campi di sterminio polacchi" è usato in modo errato. Distorce la realtà nelle fragili menti delle giovani generazioni.La seconda parte degli emendamenti alla legge sull'Istituto di Memoria Nazionale, che ha causato le reazioni più calde, consiste nel fatto che è vietato incolpare il governo polacco e il popolo polacco per il genocidio del popolo ebraico

Il governo polacco è privo di colpe, semplicemente perché non c'era fisicamente: la Polonia era stata occupata dai nazifascisti, c'era un governo polacco in esilio a Londra. Inoltre il governo in esilio aveva ripetutamente chiesto ai leader dei Paesi europei di prestare attenzione a quello che la Germania nazista stava facendo in Polonia.

Ora non si può dire nemmeno che i polacchi abbiano aiutato i nazisti ed abbiano preso parte ai rastrellamenti e alle fucilazioni, ma questo non è scritto nella legge. I miei colleghi polacchi hanno tradotto i punti della legge. In effetti la legge proibisce di accusare il popolo polacco nel suo complesso. Allo stesso tempo nessuno nega che ci fossero dei collaborazionisti, che ci fossero dei complici dei fascisti e che ci siano stati dei processi: è successo in tutti i Paesi.

Serve ricordare il termine "persone giuste dei popoli del mondo". Sono le persone che hanno salvato gli ebrei durante l'Olocausto. Il più grande numero di queste persone lo si conta tra i polacchi.

Allo stesso tempo l'antisemitismo in Polonia c'è sempre stato, esiste ancora, è stupido negarlo. In certa misura, questa reazione della società polacca è scaturita dall'ondata di negatività proveniente da Israele. Il nostro ministro della pubblica istruzione Naftali Bennet doveva recarsi a Varsavia…La parte polacca ha annullato la visita, per molti aspetti per queste dichiarazioni. Ma per amore della giustizia, bisogna notare che la legge dice solo quello che c'è scritto.

Probabilmente alcune formulazioni devono essere chiarite. Quando il nostro primo ministro ha parlato al telefono con la leadership polacca, hanno concordato di scrivere più correttamente alcuni passaggi in modo da non permettere ambiguità.

In Israele e a Varsavia si parla del richiamo dell'ambasciatore israeliano in Polonia per consultazioni, ma spero che non accada. Penso che tutto si possa risolvere attraverso il dialogo.Le relazioni tra Israele e Polonia erano abbastanza buone. Credo che ci sia solo un malinteso dietro tutto questo, spero che tutto finirà solo con schermaglie verbali.

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olocausto, Israele, Polonia
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