06:34 19 Agosto 2018
Bandiera della Francia

"Forse avrei dovuto chiedere il permesso"

© AFP 2018 / PATRICK KOVARIK
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Il primo deputato del partito di Macron ha rilasciato un'intervista a Sputnik France.

"Forse avrei dovuto chiedere il permesso", dice, sorridendo con ironia, Joachim Son-Forget, che è diventato il primo membro del partito "Avanti, Repubblica!", che ha accettato di essere intervistato da Sputnik. Il deputato aggiunge che ritiene una questione d'onore di parlare con tutti.

Joaquim Son Forget è un medico, è uno dei più giovani deputati dell'Assemblea Nazionale di Francia, del partito "Avanti, Repubblica!" e rappresenta i cittadini francesi residenti all'estero. Nato in Corea del Sud, è a capo del gruppo parlamentare dell'amicizia "Francia-Corea", membro della commissione per gli affari internazionali, esperto di Balcani, conosce la lingua albanese.

Sulla crisi migratoria e le richieste di asilo politico di albanesi in Francia, (gli albanesi sono il più grande gruppo di richiedenti asilo nel paese), ha detto: 

"Oggi la migrazione degli albanesi rappresenta un importante fenomeno, una delle componenti importanti della migrazione economica in Francia. Su questo problema — il problema della migrazione economica, tra i due paesi c'è dialogo. Vogliamo ancora ospitare chi ha bisogno di asilo politico, ma la gente non dovrebbe, come accade ora, venire qui e chiedere asilo politico, mentre dietro ci sono ragioni economiche".

Sul Kosovo ha detto:

"La situazione nel nord del Kosovo non deve necessariamente essere vista attraverso la lente di confronto tra kosovari albanesi e kosovari serbi. Sarebbe sbagliato e potrebbe portare ad un ulteriore peggioramento della situazione. Spiegare quanto è accaduto solo con l'opposizione etnica potrebbe incidere negativamente sul paese, che deve rimanere multiculturale, anche se gli albanesi sono la maggioranza".

Sulla situazione in Corea del Nord ha detto:

"Può essere solo salutare l'inizio di un dialogo tra le due Coree. La situazione in Corea del Nord è abbastanza difficile per il problema delle relazioni internazionali: da un lato, è necessario continuare a insistere sul rispetto delle regole, sulla non proliferazione delle armi nucleari, e dall'altro, alleviare la tensione nella penisola".

Dopo i Giochi Olimpici le sanzioni contro la Corea del Nord continueranno ad agire, perché ancora permane il rischio che avanzino test e programma nucleare, che preoccupano i membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite".

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Intervista, Intervista, Francia
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