03:54 22 Febbraio 2018
Roma+ 6°C
Mosca-11°C
    The US Congress building. (File)

    Il governo USA ha bloccato le sue attività a causa della mancanza di fondi

    © AFP 2018/ MLADEN ANTONOV
    Mondo
    URL abbreviato
    7101

    Il governo federale degli USA è stato costretto a porre fine alle sue attività dalla mezzanotte di sabato, a causa della mancanza di fondi. Ciò è accaduto dopo che repubblicani e democratici al Senato non si sono accordati sull'adozione di una nuova legge che avrebbe consentito il trasferimento di fondi alle attività delle istituzioni statali.

    Gli USA sono uno dei pochi paesi in cui i finanziamenti governativi hanno scadenze che devono essere prorogate quando scadono. Il precedente disegno di legge, che prevedeva l'assegnazione di fondi per le attività delle strutture statali, ha smesso di essere in vigore dopo venerdì.

    In precedenza, la Camera dei rappresentanti del Congresso ha adottato la propria versione del documento per il 18 febbraio. È stata inviata al Senato, dove sono stati richiesti 60 voti per la sua approvazione.

    Fin dall'inizio il voto sembrava problematico dal momento che i Repubblicani al Senato avevano solo 51 voti, e avevano bisogno dell'appoggio di almeno nove democratici che si rifiutavano di sostenere il documento in modo incondizionato.

    Di conseguenza, il disegno di legge ha vinto solo per 50 voti, 49 senatori hanno votato contro. L'unico che non ha preso parte al voto è stato il repubblicano John McCain, che non era a Washington.

    L'ultimo a parlare è stato il leader della maggioranza repubblicana, Mitch McConnell. Ha votato dopo la mezzanotte, quando tutto era già ovvio.

    "La chiusura del governo poteva essere evitata, e ora è diventata inevitabile", ha detto McConnell in un discorso al Senato. Dell'accaduto ha incolpato naturalmente  i democratici.

    Uno degli argomenti principali della disputa era lo status degli immigrati clandestini. I democratici insistevano sull'inclusione della disposizione contro la deportazione dei bambini e dei minorenni degli immigrati clandestini che sono entrati negli USA. I repubblicani al Senato, così come la Casa Bianca, lo consideravano impossibile.

    Di conseguenza, la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders ha minacciato che l'amministrazione non avrebbe discusso lo status degli immigrati illegali fino a quando i democratici non avessero approvato l'assegnazione di fondi per il lavoro delle agenzie federali. "Non discuteremo lo status dei migranti illegali, mentre i democratici tengono in ostaggio i nostri legittimi cittadini con le loro richieste imprudenti" ha detto. Secondo lei, l'amministrazione "riprenderà i colloqui sulla riforma della migrazione, quando i democratici pagheranno le nostre forze armate e i servizi di sicurezza".

    Sanders ha anche accusato i democratici di aver posto i propri interessi al di sopra degli interessi del paese. "Hanno messo la politica al di sopra degli interessi della nostra sicurezza nazionale, le famiglie del personale militare, i bambini vulnerabili e l'opportunità di servire tutti gli americani… Questo è un comportamento da perdenti ostruzionisti, non da legislatori" ha osservato.

    In effetti, il governo federale chiuderà, ma non completamente. Verranno mandati in congedo non retribuito forse centinaia di migliaia di lavoratori. I dipendenti il ​​cui lavoro è fondamentale per garantire la sicurezza nazionale continueranno a lavorare.

    Il rappresentante ufficiale del dipartimento militare americano, Dana White, alla fine dello scorso anno ha assicurato i giornalisti di questo. "Le minacce non si fermano mai e questo Ministero non sarà mai chiuso".

    Allo stesso tempo, il segretario alla difesa statunitense David Norquist, responsabile del controllo finanziario, ha sottolineato che "il Ministero continuerà a difendere il paese". Secondo lui, "ogni volta che ci avviciniamo alla scadenza della legislazione sul finanziamento, aggiorniamo i nostri piani di riserva".

    Norquist ha spiegato che, in caso di chiusura delle istituzioni federali, i militari continueranno a lavorare, ma il ministero non sarà in grado di pagare loro gli stipendi finché la situazione non sarà risolta. Secondo lui, il personale civile sarà inviato in congedo non retribuito nel caso in cui la presenza di queste persone sul posto di lavoro non sarà fondamentale.

    Il viceministro ha definito la chiusura delle agenzie federali un'azione catastrofica in termini di sicurezza. "Se stiamo parlando della manutenzione dei sistemi d'arma, alcune di queste opere saranno sospese e non potremo pagare le famiglie di militari che sono morti nel fare il proprio dovere" ha detto.

    Tuttavia i dipartimenti più importanti come il dipartimento di stato, il Ministero dell'Energia, delle finanze e un certo numero di altri dipartimenti continueranno il loro lavoro.

    I senatori democratici, rifiutando di sostenere il disegno di legge, hanno fatto uno sgradevole regalo al loro caro amato presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sabato celebra il primo anniversario del suo insediamento. 

    Ovviamente, repubblicani e democratici inizieranno ora un nuovo ciclo di negoziati. Infatti, avevano già iniziato prima della fine delle votazioni di venerdì, quando i leader di entrambe le fazioni, Mitch McConnell e Chuck Schumer, hanno lasciato la sala riunioni del Senato per discutere la questione. Poco dopo, la CNN ha riferito, citando fonti, che i democratici hanno proposto una legge sul finanziamento del governo entro il 29 gennaio. I dettagli non sono ancora stati rivelati, ma si presume che questo sia un altro "regalo" a Trump, che il giorno dopo ha programmato un appello al Congresso "Sullo stato del paese". A proposito, il primo nel suo mandato.

    Il direttore dell'ufficio amministrazione e del bilancio della Casa Bianca, Mick Mulvaney, ha dichiarato poche ore prima della fine della scadenza che una decisione sarebbe stata presa entro 24 ore. "Penso che l'accordo sarà raggiunto nelle prossime 24 ore." Spero che tutto sarà deciso prima che la gente andrà al lavoro il lunedì ", ha detto alla CNN.

    Nel frattempo, residenti e gli ospiti di Washington che progettavano di visitare i famosi musei dello stato e della capitale americana  potrebbero diventare le prime vittime della chiusura delle agenzie federali. Semplicemente queste non appartengono al numero di strutture che debbano restare aperte per garantire la sicurezza nazionale ed è improbabile che apriranno le loro porte ai visitatori.

    Così è stato nel 2013 con il predecessore di Trump, Barack Obama. Il governo non ha funzionato per 16 giorni, e con esso i musei. Di conseguenza, 800 000 impiegati statali sono stati inviati in congedo non retribuito. È vero che successivamente sono stati pagati loro gli stipendi per intero.

    In totale, dal 1976, quando è stato adottato l'attuale sistema di finanziamento statale, le interruzioni dell'assegnazione di fondi per le attività si sono verificate 18 volte. Sotto Ronald Reagan, durarono tre volte un giorno o meno, sotto George W. Bush, una situazione simile si verificò per un fine settimana, con Bill Clinton nel 1995 e nel 1996 rispettivamente per 5 e 21 giorni.

    Correlati:

    Le indagini contro la Russia al Congresso USA sono sempre più maccartiste
    L'ex membro del Congresso USA sull'economia: questa bolla necessariamente scoppierà
    Casa Bianca prepara lista di "cattivi russi" per il Congresso
    Tags:
    Politica, politica, Richiesta di finanziamento, Casa Bianca, Dipartimento di Stato, Congresso, Sarah Sanders, Mitch McConnell, Donald Trump, John McCain, USA
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik