14:05 18 Agosto 2018
Mateusz Piskorski

Lettera dal carcere di Mateusz Piskorski, politico polacco considerato una spia russa

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Alla redazione dell'edizione polacca di Sputnik è arrivata una lettera del politico polacco e pubblicista Mateusz Piskorski, che da un anno e mezzo si trova nel carcere di Varsavia per il sospetto di essere una spia russa. E' noto per le sue posizioni antiamericane. La lettera è stata controllata ufficialmente dalla Procura polacca.

"La Polonia non è più un Paese per gente normale. A volte mi sembra che debba verificarsi una catastrofe affinchè la gente si svegli dalla paralisi della stupidità. Ad esempio nella situazione relativa ai monumenti.

Alcuni dei miei amari avvertimenti sui monumenti dei soldati dell'Armata Rossa…

Le emozioni, i simboli e l'interpretazione della storia sono una parte importante della politica. La situazione relativa ai monumenti è tutt'altro che marginale. I monumenti che erigono le autorità dello Stato rivelano la direzione politica dell'establishment. Forse dicono qualcosa in più sui valori, dal momento che questi monumenti devono formare l'identità non solo delle generazioni dei nostri giorni, ma anche di quelle future. La distruzione dei monumenti dei soldati dell'Armata Rossa in Polonia è un'azione di guerra storica e simbolica delle autorità polacche non solo contro la Russia moderna, ma anche contro tutti i popoli che hanno partecipato al Grande Vittoria del 1945. Anche contro gli stessi polacchi, i cui progenitori hanno combattuto nell'esercito della Polonia fianco a fianco con i soldati sovietici. Simbolicamente la Polonia si mette dalla parte del nemico, ma non con la Germania moderna che si prende cura dei monumenti dei vincitori della Seconda Guerra Mondiale.

Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski
© Sputnik .
Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski

Si mette dalla parte di Paesi come l'Ucraina, l'Estonia e la Lettonia, cioè su posizioni neonaziste. Distrugge i monumenti dedicati agli uomini grazie a cui i polacchi oggi vivono e sta con chi erige monumenti a quelli che fino al 1945 hanno ucciso i polacchi.

Questo problema può anche essere visto dal punto di vista del diritto. La parte polacca viola gli obblighi internazionali, ignora i trattati con la Federazione Russa, distrugge i luoghi di memoria elencati nel trattato del 1992. Ora nessuno si ricorda la superiorità del diritto internazionale, nessuno si ricorda delle leggi sancite da un trattato al di sopra della giurisdizione di un singolo Stato. Sarebbe logico se Varsavia informasse e riscrivesse gli accordi conclusi prima con Mosca. L'istituto neonazista di Memoria Nazionale è una moderna polizia polacca di storia che viola lo stato di diritto. Nel 2016 l'ho denunciato alle autorità competenti, ma non c'è stata alcuna reazione. Poco dopo ho realizzato di essere un prigioniero politico per le mie opinioni in questa materia.

Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski
Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski

Sono originario della Pomerania Occidentale, nativo della città di Szczecin, che la Polonia ha ottenuto in seguito alla vittoria sulla Germania hitleriana. In precedenza vi vivevano tedeschi e piccoli gruppi di minoranze di popoli, compresi i polacchi. Una situazione simile c'era nelle città di Tchanka, Legnica e in centinaia di altri centri in cui i monumenti e luoghi della memoria vengono smantellati. Con chi hanno combattuto i soldati dell'Armata Rossa sotto il comando dei generali Pavel Batov, Ivan Konev e Georgy Zhukov in queste terre? Con quelli che fino alla fine della guerra hanno combattuto nelle truppe delle SS, la Wehrmacht? Di fatto le autorità polacche si schierano dalla loro parte, cancellando i luoghi di memoria delle vittime dell'invincibile Armata Rossa. Il prossimo passo sarà la costruzione di monumenti per i nazisti? Forse vogliono simbolicamente restituire queste terre alla Germania? Qual è lo scopo di questa politica odiosa e aggressiva?

L'obiettivo è molto chiaro: una dichiarazione di guerra alla Russia nella sfera dei simboli, provocare le autorità russe, creare una voragine tra i popoli di Polonia e Russia.

Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski
Lettera da carcere del politico polacco Mateusz Piskorski

Oggi gli abitanti di queste province non vogliono distruggere i luoghi della memoria storica, molte autorità regionali si oppongono. Pertanto questa azione simbolica è perpetrata dal governo centrale senza chiederlo ai cittadini del posto. L'obiettivo del partito radicale e russofobo "Diritto e Giustizia" è fare il lavaggio della memoria e delle menti dei polacchi. Le generazioni future in Polonia non dovrebbero sapere affatto che l'Unione Sovietica ha liberato l'Europa dalle forze di Hitler. "Diritto e Giustizia" convincerà gli alunni nelle scuole che bisogna ringraziare gli americani.

La conservazione dei monumenti sarebbe contraddittoria per le attuali autorità polacche: se la Russia è dichiarata nemico e aggressore da cui difenderci con le basi militari statunitensi, la memoria dell'Armata Rossa è al di fuori di questo schema politico.

Contro la violenza storica di "Diritto e Giustizia" protestano in pochi. Ci sono alcuni polacchi, per esempio Jerzy Tuts e la sua organizzazione "Kursk", che da anni si prende cura dei monumenti dell'ultima guerra. Mi piacerebbe vedere che Jerzy Tyz fosse la persona con cui i russi associano il nostro Paese. Affinchè oggi i russi guardino la Polonia non attraverso il prisma della completa stupidità e dell'odio dei politici polacchi, ma di persone semplici e dignitose che esistono ancora. Forse un giorno i monumenti distrutti oggi verranno ripristinati…"

Mateusz Piskorski

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Cultura, Seconda guerra mondiale, URSS, Russofobia, Storia, Società, Occidente, Monumento, Mateusz Piskorski, Polonia, USA, Russia
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