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    Albanesi in Kosovo

    Uno strano avviso da Washington.. chi ha ucciso il politico serbo in Kosovo?

    © Sputnik. Илья Питалев
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    Secondo il medico legale, il famoso politico serbo di Kosovska Mitrovica e leader del movimento civico "Libertà, Democrazia, Verità," Oliver Ivanovic è stato ucciso con sei colpi di pistola "Zastava M70A".

    Gli assassini di Ivanovic gli hanno sparato da una "Opel Astra" in movimento, successivamente ritrovata bruciata in una strada non lontana.

    Oliver Ivanovic è diventato noto dopo la guerra in Kosovo del 1999: è stato uno dei leader dei cosiddetti "difensori del ponte" che controllavano l'infrastruttura che divideva la comunità serba ed albanese della città e difendevano i propri concittadini dagli attacchi degli estremisti albanesi.

    Dopo il cambio di potere a Belgrado, ha diretto l'Assemblea nazionale serba, ma è caduto in disgrazia per aver sostenuto apertamente la partecipazione dei serbi alle elezioni in Kosovo. Fluente in albanese, è stato due volte membro del Parlamento del Kosovo e dal 2008 al 2012 ha ricoperto la carica di segretario di Stato del ministero per il Kosovo e la Metohija della Serbia.

    Nel 2014 è stato inaspettatamente arrestato col sospetto di crimini di guerra. L'accusa è stata avanzata dal procuratore dell'EULEKS, la missione della UE in Kosovo. Il processo è durato tre anni e mezzo, inizialmente i giudici lo avevano condannato a nove anni di reclusione, ma successivamente per insufficienza di prove è stata annullata la condanna con la richiesta di un nuovo processo, dopodichè nell'aprile 2017 è stato scagionato.

    Ivanovic criticava la politica di Belgrado in Kosovo, aveva denunciato il peggioramento della situazione nella regione per la criminalità e l'omertà della polizia. Per Belgrado non si prodigava abbastanza per unire le varie forze politiche dei serbi del Kosovo. Ciononostante il leader del Partito Socialdemocratico era dell'opinione che il governo serbo fosse l'unico interlocutore per le questioni strategiche.

    "Il Kosovo è un tema molto importante, ogni partito vuole assumerne il controllo, pertanto cercano un leader esclusivo qui, ovvero un tentativo di eliminare qualsiasi altra opinione. Non è una cosa buona," — aveva dichiarato a Sputnik nel maggio 2017.

    Hanno avviato le indagini sull'assassinio di Ivanovic la Serbia e le autorità albanesi del Kosovo. Allo stesso tempo a Belgrado non credono che la polizia kosovara svolgerà coscienziosamente il proprio lavoro, inoltre la collaborazione tra le forze di sicurezza serbe e di Pristina è difficilmente possibile per le tensioni politiche.

    Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha caratterizzato l'assassinio del politico come "attacco terroristico" ed ha avvisato che non avrebbe rivelato alcun dettaglio per evitare speculazioni.

    Tuttavia non sono state evitate. Ad esempio il politico e avvocato kosovaro Azem Vlasi ha dichiarato al giornale locale che dietro l'omicidio potrebbero esserci "estremisti russi e serbi che si muovono liberamente nel nord del Kosovo."

    Tuttavia, come aveva detto lo stesso Ivanovic nella sua ultima intervista con Sputnik, "i serbi sono colpevoli di tutto per gli albanesi. Qualunque cosa accada, compresi i disastri naturali e le condizioni meteorologiche, è sempre colpa dei russi o serbi".

    Molto più interessante è il fatto che pochi giorni prima dell'uccisione del politico, il 10 gennaio, il Dipartimento di Stato americano aveva messo in guardia dal crescente rischio di terrorismo in Kosovo.

    In particolare nel documento si raccomandava agli americani di non viaggiare nel nord del Kosovo, compresa Mitrovica, per possibili disordini e rivolte (Reconsider travel to: North Mitrovica, Leposavic, Zubin Potok, and Zvecan due to civil unrest). Fate attenzione: non nel sud, dove gli albanesi sono in maggioranza assoluta, ma nella parte settentrionale, dove vivono per lo più serbi e dove Oliver Ivanovic è stato ucciso.

    D'altra parte in un'intervista a Sputnik l'esperto di terrorismo serbo Dzevad Galijasevic osserva che nel documento si parla solo di 4 centri con una popolazione prevalentemente serba, dove in passato non c'erano mai state segnalazioni simili.

    "Non ci sono stati avvertimenti, neanche quando si diceva che i terroristi dell'ISIS stavano tornando in Kosovo dal Medio Oriente. Anche se queste informazioni del 10 gennaio sono contenute in un documento di routine, occorrono rapporti dettagliati dei servizi segreti (…) Sono assolutamente convinto che gli Stati Uniti sappiano più di quanto pensiamo, avevano alcuni dati o indizi sul fatto che qualcosa potesse accadere".

    Il professore dell'Università di Belgrado ed esperto di servizi segreti Andrija Savic ritiene che non si possa escludere che le forze di sicurezza americane avessero qualche informazione, ma la verità si conoscerà a stento, se non altro perché le autorità competenti del Kosovo coinvolte nelle indagini lavoreranno secondo le istruzioni americane.

    Secondo Galijasevic, l'omicidio di Ivanovic implicherà gravi conseguenze politiche e di altro tipo, proprio come era l'obiettivo degli assassini del politico.

    Le strutture internazionali che lavorano in Kosovo, anche l'europea EULEKS, sono pronte a partecipare all'inchiesta. Tuttavia Dusan Prorokovic, politologo che in precedenza aveva ricoperto il ruolo di segretario di Stato nel ministero serbo per il Kosovo e Metohija, ritiene che non arriverà da loro nessun aiuto.

    "Le lettere e le dichiarazioni in un tono conciliante non significano nulla. Arriveranno i risultati solo se Aleksandar Vučić minaccerà il ritiro della Serbia dai colloqui sulla normalizzazione del Kosovo o non accetterà di attuare gli accordi. Comprendono solo misure estreme, solo dopo sono disposti a concessioni. Una lettera sarà presa in considerazione, probabilmente risponderanno gentilmente, ma finirà lì".

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    Geopolitica, Politica Internazionale, Giustizia, Omicidio, Dipartimento di Stato USA, Balcani, Kosovo, Serbia, Albania, USA, Russia
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