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    Esperti indicano il più grande disastro sottomarino della storia

    © Sputnik. Vladimir Astapkovich
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    I vulcanologi dell'Università della Tasmania hanno descritto la grande eruzione del vulcano sottomarino Havre Seamount, verificatasi nel 2012 e considerata la più forte degli ultimi 100 anni. Lo riferisce la rivista Science Advances.

    All'inizio l'eruzione passò inosservata agli scienziati, ma ben presto i vulcanologi scoprirono, al largo della Nuova Zelanda, una grande "isola" fluttuante di pomice che raggiungeva i 26 mila chilometri quadrati. Tre mesi dopo l'eruzione, la massa si disintegrò e i frammenti arrivarono sulle coste di Tonga, Nuova Zelanda e Australia.

    Gli scienziati hanno determinato il corso e il potere dell'attività vulcanica, dopo aver studiato il luogo dell'eruzione con l'aiuto di un veicolo subacqueo a controllo remoto. A una profondità di 1220 metri è stata scoperta una caldera di 4,5 chilometri: un grande bacino formato quando la parte superiore del vulcano è crollata verso l'interno. Sul fondo della caldera sono state trovate 14 bocche attraverso le quali fuoriusciva lava, cenere e pomice.

    In tutta la storia delle osservazioni, l'eruzione dell'Havre è la più forte tra i vulcani sottomarini. Secondo i ricercatori, è stata 1,5 volte più potente dell'esplosione del vulcano St. Helens del 1980, la cui forza è stimata in cinque punti su otto sulla scala dell'attività vulcanica VEI.

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    Tags:
    catastrofe, Vulcano, oceano, Nuova Zelanda, Australia
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