06:35 19 Agosto 2018
Migranti a Berlino

Esperto: la crisi migratoria costerà alla Germania quasi un trilione di euro

© AP Photo / Markus Schreiber
Mondo
URL abbreviato
404

Dal 2015 sono arrivati in Germania circa 1,5 milioni di profughi che costeranno alle casse dello stato un cifra enorme in termini di pensioni e assistenza sanitaria. Per far chiarezza sulla situazione, Sputnik ha intervistato Bernd Raffelhüschen, docente di finanza presso l'Università di Friburgo.

Quali sono le spese statali approssimative causate dall'afflusso di migranti a partire dal 2015?

Non sappiamo ancora quante persone siano effettivamente arrivate nel 2016 e 2017. Ma se immaginate di essere persone che non hanno qualifiche molto alte, e alcune di loro non sono affatto giovani, si può chiaramente immaginare che queste persone nel loro ciclo di vita pagheranno molto meno di quanto si aspettano sotto forma di benefici da stato sociale. E il divario tra questi valori varia tra 350.000 e 450.000 euro per rifugiato nel corso della sua vita.

Attorno a quanto si aggira, secondo lei, la somma di cui lo stato dovrà farsi carico in totale?

Il costo effettivo sarà di quasi un trilione di euro. Ma sarà distribuito per molti, molti anni, cioè fino al momento in cui, per dirla in parole povere, l'ultimo migrante morirà… In un anno saranno circa 20 miliardi di euro.

Stiamo parlando di un picco temporaneo dei costi causato dall'afflusso dei migranti? O è una voce di spesa permanente nel bilancio dello stato? Dopotutto, riguarda anche le pensioni, l'assistenza sanitaria e molto altro per queste persone.

Questo è uno dei punti che nelle discussioni si evita di discutere. Abbiamo sempre parlato del costo dell'accoglienza a breve termine. Non del fatto che se un migrante dell'età media di 30 anni è impegnato in lavori scarsamente qualificati per il resto della sua vita e ha bisogno di 5-6 anni per integrarsi, allora, per definizione, dovrà lavorare fino a 80 anni per ricevere una pensione che è più grande dell'assegno sociale.

O non stiamo parlando del fatto che queste persone potrebbero effettivamente essere in grado di pagare autonomamente il 20 o il 25% delle loro spese di assistenza sanitaria, e tutto il resto dovrà essere pagato dagli altri, e questo non è dovuto al fatto che sono stranieri o migranti, ma semplicemente con il fatto che sono impegnati in lavori poco qualificati.

Allora, probabilmente, anche il calo del debito pubblico a lungo termine è minacciato?

Dipende da come reagiamo ad esso. I costi per i migranti poveri — e lasciamo entrare i poveri, non i ricchi — cioè quelli che non hanno sufficienti qualifiche, quelli che per tutta la vita non avranno una reale possibilità di rialzo, possiamo rifinanziare queste spese alzando le tasse. Ma possiamo rifinirli anche riducendo altre spese.

O, naturalmente, possiamo fare nuovi debiti. Il futuro — e soprattutto le politiche del futuro — ci diranno come faranno fronte a questo. Non usciranno dalla trappola dei debiti — o delle spese. Dal momento che in Germania abbiamo uno stato sociale assolutamente sproporzionato e assolutamente senza speranza. Non possiamo permettercelo, nemmeno per noi stessi. E ora lo distribuiamo anche a gran parte degli immigrati. Questo semplicemente non è particolarmente sensibile.

La Germania ha bisogno di manodopera. I costi dell'immigrazione saranno compensati dalle acquisizioni nel mercato del lavoro?

Per definizione no. Ma è possibile. L'immigrazione non è qualcosa di brutto, anzi, è una cosa positiva… Ma l'immigrazione casuale non ci aiuterà, soprattutto perché queste persone hanno qualifiche così basse che semplicemente non possiamo fornire loro un impiego qui. Non abbiamo posti di lavoro per i nostri lavoratori poco qualificati.

Al momento, il problema è semplicemente che lo stato non può gestire tutte le richieste di asilo. Come risolvere questo problema?

In Germania, il problema è che l'unica ragione per l'immigrazione è quella di fornire asilo. La "carta verde" non è diventata lo stesso fenomeno della "carta blu". Ma abbiamo l'esperienza della migrazione, che — ora non possiamo non vederla — è stata positiva. Cioè, gli immigrati dei primi anni novanta sono stati integrati molto bene.

Si riferisce ai migranti dalla Yugoslavia e dall'URSS?

Sì. Questi migranti erano, in linea di principio, molto facilmente integrabili. Anche la migrazione dalla Polonia è andata molto bene. Tra le altre cose abbiamo, e questo deve essere chiaramente compreso, rispettivamente, gli stretti circoli culturali, che sono facilmente integrati.

Riguardo l'apparato statale: come affrontare il numero di funzionari mancanti?

È chiaro che l'apparato statale in seguito all'afflusso di migranti, che abbiamo avuto negli ultimi due o tre anni, è aumentato. Abbiamo bisogno di molti più assistenti sociali, molti più poliziotti. I luoghi pubblici in Germania devono essere organizzati in qualche modo in modo diverso. Tutte queste cose erano chiare fin dall'inizio, ma sono state rapidamente rinviate, perché richiedono enormi spese. Non ci dovrebbero essere reclutamenti per lunghi periodi! Perché è impensabile che tali eventi accadano di nuovo. Lo ha detto anche la cancelliera Merkel.

Non crede che ci possano essere di nuovo gli stessi numeri? Pensa che diminuiranno?

Queste cifre saranno certamente ridotte. Si contraggono dopo ogni ondata maggiore e ora si stanno riducendo. Ma una cosa è abbastanza chiara: dopo un'altra ondata ne viene un'altra. Per questo bisogn essere pronti.

Secondo lei, come dovrebbe risolvere il problema dei rifugiati il nuovo governo?

Dal nuovo governo mi aspetto che provi a gestire in modo intelligente la migrazione. Che dica ai lavoratori poco qualificati: non abbiamo nulla da offrirti, non possiamo davvero integrarvi qui.

Correlati:

La Germania nomina l'arma più formidabile della Russia
Germania, ministro Esteri sicuro: Europa deve opporsi ai diktat economici americani
Turchia tende la mano alla Germania per superare la crisi diplomatica
Tags:
accoglienza, Migranti, integrazione, crisi, Germania
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik