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    Financial Times: USA non possono fare pressioni su Pyongyang senza aiuto di Russia e Cina

    © Sputnik . Ilya Pitalev
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    Gli USA e il Canada vogliono tenere un summit internazionale a Vancouver con l'obiettivo di punire più duramente le navi che riforniscono di carburante la Corea del Nord, scrive il Financial Times. Russia e Cina non sono state invitate al summit, cosa che minaccia di far fallire i piani USA di creare una coalizione internazionale contro Pyongyang.

    Gli Stati Uniti vogliono aumentare la pressione sulla Corea del Nord "al massimo". A tal fine, le autorità statunitensi e canadesi terranno un summit internazionale a Vancouver dove, tuttavia, i rappresentanti di Cina e Russia non sono stati invitati. Questi criticano questa iniziativa definendola un ritorno alla "mentalità della guerra fredda" scrive il Financial Times.

    Martedì dei funzionari altolocati americani, incluso il Ministro della difesa James Mattis, si recheranno in Canada ad un summit con i Ministri degli esteri di 20 paesi. Intendono privare dell'accesso ai porti nordcoreani le navi che nonostante le sanzioni consegnano petrolio a Pyongyang. In precedenza Washington non è riuscita a fornire pubblicamente informazioni sulle navi che violavano la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ricorda la pubblicazione.

    "Abbiamo bisogno punire più duramente tutte le navi che partecipano a tali attività" ha dichiarato Brian Hook, direttore della pianificazione politica presso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Secondo lui, l'incontro di Vancouver aiuterà a trovare le falle nella campagna guidata da Washington, che cerca di costringere Pyongyang a rinunciare al proprio programma nucleare.

    L'iniziativa USA, che ha ricevuto "un sostegno senza precedenti" da Pechino e Mosca alle Nazioni Unite, è intesa a privare Pyongyang del 90% delle esportazioni. Ma i funzionari occidentali temono che una semplice introduzione delle sanzioni non sia sufficiente. Vogliono concentrare l'attenzione sulle società che violano questo divieto e rafforzare il controllo delle frontiere nella regione.

    "Riteniamo che saremo in grado di dimostrare la serietà delle nostre intenzioni se potremo iniziare a espandere l'elenco di queste navi al fine di vietare loro di entrare in altri porti" ha dichiarato Hook. Nel frattempo, l'assenza di Cina e Russia all'incontro mette a repentaglio i tentativi di Washington di riunire una coalizione internazionale per opporsi a Pyongyang, "la cui economia dipende sempre più dai principali rivali americani" sottolinea l'articolo.

    I negoziati avviati dagli Stati Uniti e dal Canada non aiuteranno a disinnescare la situazione nella regione, perché non includeranno "tutti i partecipanti importanti". Maria Zakharova, rappresentante ufficiale del Ministero degli esteri russo, ha dichiarato: "francamente, non possiamo che considerare questo summit un ritorno alla mentalità della guerra fredda, particolarmente inappropriato sullo sfondo dei recenti segnali di un movimento verso il dialogo tra il nord e il sud della penisola coreana."

    L'Amministrazione Trump è titubante davanti alla prospettiva di colloqui militari tra Seul e Pyongyang, l'impulso dei quali è stata la decisione della Corea del Nord di partecipare alle Olimpiadi invernali. Ma i funzionari statunitensi invitano la Casa Bianca ad astenersi da qualsiasi decisione che possa creare una spaccatura tra Stati Uniti e Corea del Sud.

    Le autorità statunitensi e canadesi sottolineano che la "sfaccettata lista degli ospiti" del summit di Vancouver ricorda come questi alleati hanno inviato truppe per sostenere la Corea del Sud. Secondo gli analisti cinesi, gli organizzatori del summit stanno commettendo l'errore di resuscitare il conflitto coreano degli anni '50. I ricordi di esso provocano ancora una reazione dolorosa in Cina, che, secondo alcune stime, ha perso 180mila soldati durante la guerra, scrive il Financial Times.

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    Sanzioni, Summit, Sanzioni, Situazione della penisola coreana, sanzioni, il ministero degli Esteri, Financial Times, Il Ministero della Difesa, James Mattis, Maria Zakharova, Penisola coreana, Canada, USA
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