10:20 20 Luglio 2018
La bandiera turca

La Turchia condanna i piani USA per la creazione della Border Security Force in Siria

CC BY-SA 2.0 / KLMircea / Bosphorus Bridge and Turkish Flag
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Ankara ha ufficialmente condannato i piani USA per la creazione delle “Border Security Force” (BSF) in Siria, si dichiara nell’annuncio del Ministero degli esteri della Turchia ricevuto da Sputnik.

"Il proseguimento della cooperazione tra USA e YPG, che contraddice i loro obblighi, mette a rischio la nostra sicurezza nazionale e l'integrità territoriale della Siria, e questo è inaccettabile. Condanniamo la perseveranza degli USA in questo approccio sbagliato e ancora una volta vi ricordo che la Turchia è determinata a eliminare tutte le minacce nei suoi confronti e ha tutte le possibilità di farlo" si legge nel comunicato diplomatico.

La coalizione antiterroristica filo-americana addestrerà sul territorio siriano sotto il proprio controllo  le "Border Security Force" (BSF). In questo processo prendono parte anche le milizie delle forze democratiche siriane (SDF) ha dichiarato in precedenza alla testata Defense Post il rappresentante del servizio stampa della coalizione Thomas Will.

"Attualmente è in corso la prima tappa dell'addestramento di circa 230 unità, l'obiettivo finale è creare un contingente di 30 000 soldati" ha detto lui.

Secondo Will le BSF verranno dispiegate lungo le colline del fiume Eufrate alla periferia occidentale del territorio siriano, controllato dalle SDF, nonché lungo la frontiera irachena e turca.

La SDF con il sostegno attivo degli Stati Uniti è stata formata nel 2015 come si disse allora per combattere lo Stato Islamico (IS). Il gruppo, composto principalmente da curdi siriani e da alcune tribù arabe, ha ricevuto armi dalla coalizione.

Il tentativo degli Stati Uniti di creare la cosiddetta Border Security Force in Siria ha l'obiettivo di mandare in frantumi un paese che non ha bisogno unicamente di Washington, ha dichiarato domenica il senatore russo Alexey Pushkov.

"Il tentativo degli Stati Uniti di creare sotto la propria egida nel nord della Siria delle cosiddette "forze di sicurezza" fino a 30.000 unità è un modo per preparare l'effettivo smembramento del paese. Ufficialmente gli Stati Uniti sostengono la Siria unita. Ma in realtà sono a favore di una frammentata" ha scritto il parlamentare la sua pagina Twitter.

Il capo del comitato internazionale del Consiglio della Federazione, Konstantin Kosachev, ha dichiarato a Sputnik che la decisione degli Stati Uniti di creare la Border Security Force sul proprio territorio in Siria viola direttamente la Carta delle Nazioni Unite e la sovranità della Repubblica Araba Siriana.

"La coalizione guidata dagli Stati Uniti non è altro che una chimera, non esiste nessuna coalizione in realtà, ma solo un'azione unilaterale degli Stati Uniti, sostenuta da un certo numero di paesi o di alleati per motivi di solidarietà, o per ricambiare degli obblighi derivanti dal ricevimento di assistenza militare o economica" ha dichiarato il Senatore.

Egli ha sottolineato che l'uso del termine "zona controllata" in relazione ad uno stato sovrano e ad un membro delle Nazioni Unite senza il suo consenso è "una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite, del diritto internazionale e della sovranità dello Stato".

Il primo vice presidente del Comitato del Consiglio della Federazione sulla difesa e la sicurezza, Franz Klintsevich ha suggerito a sua volta che gli Stati Uniti non abbiano intenzione di andare via dalla Siria, trovando diverse ragioni per questo, come per esempio gli "alleati" contro la Russia. "È un'altra conferma che gli Stati Uniti non lasceranno la Siria. Si possono trovare mille ragioni, e una di esse è la creazione della Border Security Force.  "In ogni caso, il significato rimane lo stesso: gli Stati Uniti sono pronti ad allearsi con chiunque pure di opporsi alla Russia" ha detto il Senatore.

Il capo della commissione della Duma per la difesa Vladimir Shamanov, ritiene che l'obiettivo dell'addestramento della Border Security Force in Siria, da parte USA e dei suoi alleati nella coalizione, sia quello di creare le condizioni per la destabilizzazione del paese, di rovesciare il regime del presidente Bashar Assad.

"L'obiettivo è ovvio: mantenere la propria presenza in Siria e continuare a creare le condizioni per la destabilizzazione allo scopo di rovesciare il regime di Assad" ha detto Shamanov a Sputnik.

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guerra, confine turco-siriano, Crisi in Siria, Conflitto in Siria, Opposizione siriana, Siria, Guerra al Daesh, Border Security Force (BSF), FOrze democratiche siriane, Coalizione anti-Daesh, YPG, Franz Klintsevich, Vladimir Shamanov, Konstantin Kosachev, Bashar al-Assad, Alexey Pushkov, Siria, Turchia, USA
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