03:32 21 Ottobre 2018
Earth as seen from the Apollo 8 spacecraft

Il satellite russo Asgardia-1 a difesa del pianeta

© AP Photo / NASA, File
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E' stato lanciato il progetto per la difesa della Terra "Asgardia-1".

Igor Ashurbeyli ha lanciato il programma di difesa della Terra contro le minacce esterne.

Il 7 dicembre 2017 un altro satellite artificiale ha iniziato a ruotare nell'orbita attorno alla Terra. E' stato lanciato dal cosmodromo americano di Wallops il 12 novembre, 2 giorni dopo è giunto alla Stazione Spaziale Internazionale, da dove è stato lanciato in un'orbita più alta, a circa 500 chilometri dalla superficie terrestre (pressoché la distanza tra Bologna e Napoli).

Questo satellite è destinato a cambiare il mondo.

Sotto l'impatto della radiazione

In un piccolo "mattone" chiamato "Asgardia-1" è racchiuso un accumulatore di informazione, un disco SSD. Il dispositivo contiene una varietà di dati di 110mila abitanti del nostro pianeta provenienti letteralmente da tutti i Paesi del mondo. Parlano in varie lingue, appartengono a diverse nazioni e razze, ma hanno in comune molto di più delle differenze: tutti si considerano parte di Asgardia, tutti hanno chiesto la cittadinanza del Regno Spaziale Asgardia, tutti condividono le sue idee e valori.

Il compito scientifico del satellite è semplice e non suscita dubbi sul suo valore: controllare l'effetto della radiazione cosmica su archivi di dati relativamente grandi. Qui sulla Terra siamo protetti dalla magnetosfera naturale, ma nello spazio siamo senza questo guscio protettivo. In effetti la radiazione cosmica è il principale ostacolo alla colonizzazione dei piccoli corpi celesti.

Un satellite per le persone

Ma ancora più importanti sono altri aspetti meno ovvi del lancio di Asgardia-1. Dopotutto è in generale il primo libero accesso di conoscenza nello spazio della storia dell'umanità. Naturalmente i veicoli spaziali sono dotati di archivi di dati di "memoria", ma dispongono di queste funzionalità sempre i proprietari di questi dispositivi, ovvero i militari o i servizi segreti, raramente le imprese, ancor più raramente gli scienziati. Qui la gente comune partecipa volontariamente all'esperimento e allo stesso tempo dà informazioni su di sé all'intero universo. Non è un archivio eterno, entro 2 anni l'esperimento dovrebbe terminare, tra 2 anni e mezzo Asgardia-1 entrerà nell'atmosfera e precipiterà. Ma a quel punto su diverse orbite attorno alla Terra si troveranno già molti dei suoi successori predisposti per implementare un ampio e vario insieme di compiti.

Asgardia-1 non porta semplicemente informazioni digitalizzate sulle persone, ma il satellite è anche un loro territorio sovrano, un loro piccolo simbolo di indipendenza. Il Regno Spaziale Asgardia ha già tutto: la costituzione, l'ideologia, il sovrano (un eminente scienziato russo esperto nel settore aerospaziale di difesa Igor Ashurbeyli), la bandiera, l'emblema, l'inno ed i potenziali cittadini. Nel sito "Asgardia.space" si svolgono già le elezioni per il Parlamento di Asgardia e presto verrà nominato il primo governo. Ma mancava il territorio fino al 12 novembre, quando il razzo vettore Orbital-ATK OA-8 ha lasciato le immediate vicinanze della Terra, da tempo divise tra gli Stati di vecchio tipo ben ancorati alla superficie del pianeta.

Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana
© Foto : fornita da Roberto Battiston

Informazione e protezione

Pur piccolo e formale, ma il territorio degli asgardiani c'è, quindi il momento dell'adesione di Asgardia alle Nazioni Unite si avvicina. I governi tradizionali non dovrebbero preoccuparsi: gli interessi della nuova nazione si concentrano nello spazio. Gli asgardiani diventeranno un distaccamento avanzato dell'umanità nella lotta contro le minacce interne ed esterne di natura globale. Igor Ashurbeyli identifica 7 tipi di queste minacce a cui viene data troppa poca attenzione. Sono nell'ordine:

 

  • emissioni di massa dalla corona del Sole ("tempeste solari");
  • cambiamenti pericolosi nella magnetosfera terrestre;
  • asteroidi, comete e loro frammenti che volano vicino al pianeta (ricordiamo i meteoriti di Tunguska o Chelyabinsk);
  • la nostra spazzatura spaziale, ovvero satelliti abbandonati, rifiuti delle stazioni spaziali, inoltre ci sono sostenitori dell'idea di portare la spazzatura della Terra nello spazio;
  • cambiamenti climatici per cause di natura diversa;
  • radiazione stellare a seguito delle reazioni nucleari negli astri della Via Lattea;
  • microrganismi sconosciuti, che possono essere trovati su meteore e meteoriti (sostanze organiche sono state già trovate).

Per il nostro pianeta è di vitale importanza avere un sistema unificato ed organizzato, se non per prevenire, almeno per avvertirci dei cataclismi. Secondo Igor Ashurbeyli, dovrebbe essere così: la parte informativa formata da diversi satelliti di controllo coordinati da uno sciame di piccoli satelliti di osservazione, e la rete di piattaforme difensive dotate di armi per la distruzione di oggetti potenzialmente pericolosi. Questo è un compito estremamente ambizioso, grande e costoso per cui nessun singolo Stato si farà carico.

Ora, davanti ai nostri occhi, si sta creando una nazione che si assume come priorità questi obiettivi e grazie al proprio sistema di tassazione volontaria (ed ovviamente all'attrazione di altre fonti) intende ottenere i finanziamenti per la loro attuazione pratica. E' una cosa di cui essere solo contenti.

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