22:11 14 Novembre 2019
Orsi biachi

"L'orso guarda i turisti come cibo in scatola": il parco nazionale “Artico russo"

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Il direttore del parco nazionale "Artico russo" parla di turismo e pinguini volanti.

"Artico russo" è uno dei parchi nazionali più incredibili della Russia. Pochissimi turisti riescono a farvi visita. I media russi hanno parlato con il direttore del parco Alexander Kirilov su quanto grandi siano le possibilità di incontrare l'orso polare, dell'energia alternativa, dei pinguini volanti e di molto altro ancora.

A metà giugno della scorsa estate "l'Artico russo" ha aperto la stagione delle crociere per 10 navi. Mediamente in un anno abbiamo circa un migliaio di visitatori in viaggio verso il Polo Nord e la Terra di Francesco Giuseppe. Durante la crociera, i viaggiatori possono vedere canyon, iceberg, ghiacciai e naturalmente la fauna locale.

— Qual'è il ruolo del parco nazionale in queste crociere?

— Avvengono nel nostro territorio, pertanto le guide dell'Artico russo accompagnano ogni gruppo. Osserviamo come avvengono le crociere, vediamo dove è possibile e impossibile far sbarcare i viaggiatori, controlliamo le condizioni del viaggio. Occorre capire che la natura dell'Artico è molto fragile e vulnerabile e deve essere sorvegliata in ogni modo possibile.

— Le guide garantiscono anche la sicurezza dei turisti? Ad esempio dagli orsi?

— Incluso. Piuttosto anche la sicurezza degli orsi dai turisti.

— Qual è la probabilità di vedere l'orso durante la crociera?

— Cinquanta percento: o si incontrano oppure no. Ma seriamente è più giusto dire non quando incontrerete gli orsi, ma se gli orsi vi incontreranno.

— Cioè gli orsi sono sicuri?

— Certo. Anche le balene e le foche sono garantite. Vedrete le volpi artiche, se starete attenti. In estate il paesaggio artico è grigiastro e le volpi artiche si mimetizzano. Bisogna solo guardare se all'improvviso una pietra si muove, non è frutto dell'immaginazione, è una volpe artica. Mentre se si muove un cumulo di neve si tratta di un orso.

Artico
© Sputnik . Valeriy Melnikov
— Quanto è vicino il contatto con la fauna? Dalla nave?

— Certo osserviamo gli orsi polari dalla nave, vivono sulle banchine di ghiaccio, spesso nuotano verso la nave. La nave spesso si ferma, affinchè l'orso possa avvicinarsi ed i turisti lo possano fotografare.

— Come si comportano gli animali, non hanno paura dell'uomo?

— Spesso incontrano l'uomo per la prima volta, quindi sono solo interessati. Soprattutto gli odori delle persone sono per loro gradevoli. Non bisogna dimenticare che l'orso è un predatore alla costante ricerca di cibo: in questo caso gli hanno portato "cibo in scatola".

— I turisti possono dare da mangiare agli orsi? Tirargli un pesce, per esempio?

— Mai. E' severamente proibito ed è punito con responsabilità amministrativa secondo la legislazione russa. Episodi simili ci sono stati in passato, alcuni hanno cercato di dar da mangiare agli animali, ma le nostre guide sono intervenute immediatamente, hanno spiegato che non si può fare. Complessivamente i turisti che vengono da noi capiscono perfettamente che non serve farlo.

—  Da dove arrivano più spesso i turisti delle crociere?

— Il 26% sono turisti cinesi, il 17% tedeschi. Inoltre quest'anno ci sono state due crociere esclusivamente con turisti francesi. I russi sono solo il 6%.

— Quale programma c'è a bordo quando non succede nulla?

— Ci sono parole inglesi: education — "educazione" ed entertainment "intrattenimento". Ci atteniamo al concetto di "edutainment", ovvero combiniamo questi due idee. Si tratta di istruzione con elementi di intrattenimento. Ci sono lezioni a bordo, dove parliamo del parco, dell'Artico, delle regole di sicurezza, degli animali che vivono qui e così via. Ad esempio, se vedete un pinguino volante, non è un pinguino volante, ma un'uria. Questi uccelli sono molto simili ai pinguini, ma volano. Tutti i dieci giorni sono pieni di lezioni, attività ricreative ed escursioni. I turisti sono molto interessati a ciò che vedono, fanno domande alle nostre guide, fanno propri i temi della tutela della natura e dell'ambiente.

— Quale attività scientifico-didattica è prevista?

— Cosa nascondere, le crociere sono un modo per raggiungere le aree remote del parco. Spieghiamo spesso alle compagnie di crociera che, ad esempio, serve fermarci, portare un gruppo nell'isola o viceversa. Le compagnie turistiche comprendono l'importanza e la necessità del nostro lavoro, troviamo un compromesso. Inoltre tra i nostri turisti ci sono uomini di scienza che da tempo desideravano venire nell'Artico. La crociera offre loro questa opportunità. Durante il viaggio, condividiamo i nostri pensieri con loro.

— Perché sono così pochi i russi tra i turisti?

— Ammettiamolo: vediamo già la neve 9 mesi all'anno. Poche persone sono disposte ad andare in vacanza per vedere la neve. Inoltre il prezzo minimo di una crociera al Polo Nord è di circa due milioni di rubli (quasi 30mila euro). I tour a Spitsbergen e alla Terra di Francesco Giuseppe sono più economici, si parte da 500mila rubli (7mila euro).

Ora siamo focalizzati nella progettazione dei cosiddetti complessi artici multifunzionali. Sono i punti che i turisti e gli scienziati possono visitare. Saranno equipaggiati con eliporti, depositi di carburante, elettricità e così via.

— E da dove arriva l'elettricità?

— Sfruttiamo attivamente l'energia rinnovabile. I tetti di tutte le nostre basi sono ora coperti con pannelli solari, che producono molta elettricità anche nella notte polare. Il consumo di carburante per i generatori è sceso di molte volte.

Abbiamo pensato alle pale eoliche, perché con il vento non abbiamo problemi. Il problema principale è che i generatori eolici non hanno bisogno di un forte vento, invece abbiamo esattamente questo. I mulini a vento non reggono. Uno è volato da qualche parte in direzione del confine cinese.

— I complessi artici multifunzionali possono rendere più economiche le visite nell'Artico?

— Al momento non c'è niente di più economico del trasporto aereo. Da Arkhangelsk alla Terra di Alexandra ci sono 1.600 chilometri. Questi numeri vi fanno capire i prezzi. E con l'apertura di questi complessi, ci aspettiamo una significativa riduzione del costo dei tour.

— Secondo lei, qual è la cosa più memorabile dell'Artico ed in generale per quale motivo vale la pena venire qui?

— Tante persone, tante opinioni. Mi piace il fiore Saxifraga hyperborea, ma quasi nessun andrebbe nell'Artico per questo piccolo fiore viola. O per una distesa di papaveri polari in fiore. Anche se, francamente, non portiamo in queste zone i turisti per non calpestare la tundra.

— Quanto preparato fisicamente dovrebbe essere un turista per fare una crociera nell'Artico? Vale la pena andare in palestra?

— L'allenamento fisico è completamente irrilevante. La nave rompighiaccio è una città galleggiante, di fatto un hotel. Servono vestiti caldi, i rullini fotografici non finiscono nelle macchine fotografiche se c'è una fotocamera digitale. E se qualcuno ne ha davvero bisogno a bordo c'è una palestra.

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