00:47 11 Dicembre 2019
Immigrati vs la polizia ad Atene, Grecia

Una previsione spaventosa dall'America: quando l'Islam dominerà in Europa

© AP Photo / Thanassis Stavrakis
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Negli ultimi anni il flusso di immigrati verso l'Europa è notevolmente aumentato, provocando la cosiddetta "crisi migratoria" del 2015-2016. Una parte significativa dei migranti che sbarcavano nel vecchio continente professa l'Islam.

In virtù di questa situazione, gli esperti del centro di ricerca non governativo americano Pew Research Center hanno elaborato la previsione della crescita dei cittadini europei che professano l'Islam fino al 2050. Hanno analizzato le possibili dinamiche della popolazione musulmana nei 28 Stati membri dell'Unione Europea, oltre che in Norvegia e Svizzera. Allo stesso tempo i sociologi sono sicuri che senza immigrazione l'Europa avrebbe un tasso di invecchiamento della popolazione ancora maggiore e registrerebbe un calo demografico complessivo.

Gli esperti del Pew Research Center hanno preso in considerazione tre possibili scenari per la crescita della popolazione musulmana. Il primo di questi si basa sulla cosiddetta "immigrazione zero" in futuro nei Paesi del vecchio continente, ovvero il flusso di immigrati musulmani verso gli Stati europei crollerà improvvisamente diventando molto piccolo. In questo caso, i sociologi ritengono che nel 2050 la percentuale dei musulmani in Europa sarà del 7,4% rispetto al numero complessivo della popolazione.

Secondo gli autori della ricerca, la crescita del numero di migranti che praticano l'Islam è inevitabile anche con "immigrazione zero", dal momento che i musulmani sono più giovani degli altri cittadini di altre religioni (oggi l'età media di un cittadino europeo musulmano è di 13 anni inferiore rispetto a quella di un cristiano), in aggiunta le donne musulmane danno alla luce mediamente più di un figlio.

Il secondo scenario proposto dal Pew Research Center suggerisce che l'intensa immigrazione verso l'Europa, che i ricercatori hanno osservato nel 2015-2016, scenderà nuovamente al livello del 2013-2014. In questo caso, secondo gli esperti, il numero di musulmani nel 2050 sarà pari all'11,2% della popolazione europea.

Il terzo scenario presuppone la continuazione del flusso migratorio eccezionalmente alto dai Paesi musulmani: a quel punto il 14% del numero complessivo dei cittadini europei sarà musulmano.

Secondo le statistiche, a metà del 2016 i musulmani rappresentavano il 4,9% della popolazione totale europea, ovvero 19,5 milioni cittadini in più (+3,8%) rispetto al livello del 2010. In generale i ricercatori del Pew Research Center ritengono che senza il fenomeno migratorio la popolazione europea sarebbe condannata ad un sensibile calo demografico per la diminuzione del tasso di natalità ed il più rapido invecchiamento della popolazione. Nello scenario intermedio si prevede che a fronte di un flusso costante di immigrati musulmani la popolazione del vecchio continente rimarrà stabile, mentre nel terzo scenario con la continuazione del boom migratorio il numero totale di abitanti dei Paesi della UE crescerà leggermente, così come in Svizzera e Norvegia.

Gli autori della ricerca rilevano inoltre che la popolazione musulmana in Europa dal 2010 al 2016 è aumentata in modo significativo non solo per i migranti, ma anche per la nascita di nuovi figli nelle famiglie musulmane. Si osserva che questo gruppo religioso è abbastanza stabile e solido: durante questo periodo solo 160mila di coloro che professavano l'Islam hanno rinunciato a questa fede a favore di un'altra religione o sono diventati atei.

I ricercatori sottolineano inoltre che il grado di influenza dei musulmani in ciascun Paese europeo è significativamente diverso. Nello scenario con un flusso migratorio intenso si prevede che la percentuale dei musulmani in Germania nel 2050 sarà parì al 20% della popolazione totale (a metà del 2016 erano il 6%). Questo è dovuto alla linea morbida nei confronti dei migranti perseguita negli ultimi anni dalle autorità tedesche. Nello scenario intermedio questo indicatore raggiungerà l'11% nel 2050, mentre il 9% con "immigrazione zero".

Inoltre i sociologi ipotizzano un aumento molto significativo della percentuale di musulmani residenti in Svezia. Nel caso di interruzione del flusso di migranti che professano questa religione, entro il 2050 questo indicatore sarà dell'11%, nello scenario intermedio sarà del 21%, mentre se il tasso migratorio resterà ai livelli del 2015-2016 i musulmani del Paese scandinavo potrebbero essere al 31%. Al momento l'8% della popolazione residente in Svezia professa l'Islam.

Secondo le stime del Pew Research Center, il terzo Paese in cui il numero di musulmani crescerà significativamente sarà la Francia. A seconda dello scenario ipotizzato, entro il 2050 la Francia avrà rispettivamente il 12,7%, il 17% o il 18% di musulmani rispetto alla popolazione complessiva.

In questo Paese, come rilevano gli esperti, la situazione è complicata dal fatto che ora ci sono molti adolescenti musulmani che diventeranno genitori nel prossimo futuro. Un leggero aumento della popolazione musulmana attende anche la Polonia (con "immigrazione zero" è previsto un calo fino allo 0,1%, mentre negli altri due scenari crescerà dello 0,2%), la Lituania (0,1% 0,2% e 0,2%), così come la Slovacchia (0,1%, 0,6% e 0,7% rispettivamente).

I sociologi che hanno preparato lo studio chiariscono che fare una previsione accurata è difficile, perché in primo luogo il tasso di migrazione dipende non solo dalle condizioni politiche ed economiche dei Paesi in cui gli immigrati ambiscono ad ottenere migliori condizioni di vita, ma anche da come cambierà la politica migratoria degli Stati e dalle condizioni sociali all'interno dell'Unione Europea.

Un altro fattore che può modificare significativamente le previsioni è il numero di migranti che nel prossimo futuro diventeranno regolari nei Paesi del vecchio continente.

Come mostrano le statistiche, dal 2010 al 2016 sono arrivati in Europa 3,7 milioni di immigrati musulmani, ma solo 2,5 milioni di loro sono diventati regolari. Circa 1,3 milioni sono attualmente in attesa della decisione sulla concessione o meno dello status di rifugiato. I ricercatori Pew Research Center, in base alle statistiche disponibili, sottolineano che quasi un milione di persone di fede musulmana si vedranno respingere la loro richiesta di asilo.

Per quanto riguarda i Paesi da cui arriva la popolazione musulmana in Europa, il primo posto è ancora saldamente nelle mani della Siria. Dal 2010 al 2016, 710mila migranti provenivano da questo Paese, il 91% dei quali di religione musulmana. Al secondo posto c'è l'Afghanistan, da cui 180mila persone sono emigrate in Europa negli ultimi 6 anni, il terzo posto appartiene all'Iraq, da cui sono arrivate circa 150mila persone. Un numero schiacciante di persone di questi Paesi ha deciso di emigrare per le conseguenze deleterie dei continui conflitti armati che divampano nei loro Stati d'origine. Un numero rilevante di immigrati si registra anche dal Marocco, dal Bangladesh e dall'Iran.

Per quanto riguarda i migranti che professano le altre religioni, dopo l'Islam ci sono i cristiani. Dal 2010 al 2016 1,9 milioni di persone che professano il cristianesimo si sono trasferite nei Paesi del vecchio continente per viverci permanentemente. Il terzo gruppo di migranti è composto dagli atei: nel periodo specificato sono stati stimati in 410mila. Altri 390mila migranti degli ultimi cinque anni si sono rivelati buddisti, mentre 350mila induisti.

Il ricercatore senior dell'Istituto di Economia Mondiale e Relazioni Internazionali dell'Accademia Russa delle Scienze Vladimir Olenchenko ritiene che nel prossimo futuro non si possa escludere l'arrivo di musulmani nei centri di potere e negli incarichi amministrativi dei Paesi dell'Unione Europea, ma di fatto questo sta già accadendo.

"Ad esempio il sindaco di Londra è di origine pakistana, ma è nato e cresciuto a Londra. Presterei attenzione non tanto all'origine etnica dell'uno o dell'altro politico, ma piuttosto a quali valori e principi aderisce. Se una persona vive in un Paese e acquisisce i suoi valori culturali e sociali è una cosa, ma se arriva in posti di potere per cancellare i valori esistenti e promuoverne altri potrebbe portare ad una spaccatura nella società di un Paese europeo", — ha evidenziato l'esperto.

Secondo Olenchenko, ora gli europei vengono spesso spaventati con il fatto che l'arrivo al potere di politici musulmani provocherà gravi cambiamenti sociali in un determinato Paese, uno scenario simile per esempio è descritto nel romanzo dello scrittore francese Michel Houellebecq "Sottomissione".

Tuttavia Olenchenko ritiene che la realizzazione di queste previsioni dipenda ancora molto dalle caratteristiche di ogni singolo Stato europeo.

Il confine del Niger
© AP Photo / Jerome Delay

"Diciamo che oggi ci sono molti immigrati africani in Italia. Ma in questo Paese esistono legami familiari molto forti ed il grosso dell'economia si basa su piccole imprese a conduzione familiare. Dove c'è la tradizione di famiglia nell'economia, il potere politico è concentrato intorno ad essa, pertanto è improbabile che qualche nordafricano assuma posizioni chiave nelle autorità italiane," — è convinto l'esperto.

Come esempio opposto ha citato la Svezia, dove la popolazione "indigena" è sempre più frammentata.

"In questo contesto, in una città svedese potrebbe verificarsi una concentrazione di cittadini musulmani, pertanto la comunità islamica potrebbe conferire un incarico politico ad un loro rappresentante attraverso le elezioni grazie ad un maggiore radicamento sul territorio rispetto alla popolazione locale", — ha riassunto l'esperto.

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Tags:
Economia, immigrazione, Immigrati, Europa, Africa, USA
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