14:32 14 Agosto 2020
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"Il nostro lavoro il prossimo anno richiederà ulteriori sforzi per stabilizzare le aree liberate dall'IG", ha detto McGurk in una dichiarazione ai partner statunitensi della coalizione.

McGurk ha osservato che "i combattimenti in Siria sono ancora in corso",e  si prevede che le operazioni per combattere Daesh continueranno nel primo trimestre del 2018. " "L'attenzione sarà focalizzata sulla stabilizzazione e gli Stati Uniti sono pronti a rimanere in Siria finché non saremo sicuri che lo Stato Islamico è stato sconfitto" ha aggiunto.

In precedenza, il rappresentante della coalizione, il colonnello Ryan Dillon, ha affermato che in Siria e in Iraq ci sono circa un migliaio di combattenti dello Stato Islamico.

Il presidente russo Vladimir Putin, parlando l'11 dicembre presso la base militare aerea di Hmeymim, ha ordinato il ritiro delle truppe russe dalla Siria dopo la completa distruzione di Daesh in questo paese. Successivamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che quasi il 100% dei territori in Siria e Iraq, precedentemente occupati dal gruppo terroristico sono stati liberati, ma la presenza militare statunitense nei due paesi rimane.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti conduce un'operazione militare in Siria dal 2014 e agisce senza il permesso delle autorità del paese.

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Tags:
Guerra, Siria, Armi russe in Siria, Armi alla Siria, Daesh, Coalizione anti-Daesh, Pentagono, Brett McGurk, Vladimir Putin, Siria, USA
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