18:40 18 Luglio 2018
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"Il mondo è stato colpito da un'epidemia di paura"

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La giornalista del Frankfurter Rundschau Franziska Schubert ha parlato con Arthur Rosa, professore di sociologia e ricercatore a tempo all'università di Jena Fredrick Schiller, a proposito di efficienza, democrazia e crescente frammentazione della società moderna.

"Stiamo accelerando tutto, ci riesce fortunatamente di risparmiare tempo, ma tuttavia, non abbiamo più tempo libero. Le liste delle nostre cose si riempiono più velocemente rispetto al tempo che abbiamo risparmiato" e in questa cronologia si vede il paradosso della modernità.

"Il problema principale non è quello di una totale perdita di tempo, ma della logica di migliorare l'efficienza del mondo moderno. Senza crescita non può esistere la nostra economia e lo stato sociale. Ogni uomo ogni anno deve correre un po ' più veloce, per assicurarsi un posto nella società. Inoltre, ci distrae il permanente "bombardamento" di informazioni e di comunicazione" dice l'esperta.

"Cosa ci riserva il futuro, se continuiamo a seguire la logica del miglioramento dell'efficienza?" chiede la giornalista.

Secondo Rosa, in tutti i settori ci stiamo muovendo nella direzione della crisi, è evidente, e il nostro potenziale di crescita è limitato. Ci sono confini materiali ed ambientali. Soffre anche la psiche: in tutto il mondo cresce il numero di malattie legate al burnout emotivo.

"Il mondo sta diventando sempre più infelice, c'è un'epidemia di paura collettiva" ha detto l'esperto.

Nell'accelerazione della vita pubblica Rosa vede anche una minaccia per la democrazia: non perché la politica è incapace di ascoltare, ma perché nel mondo economico moderno i politici sono costretti ad agire più velocemente. Uno dei principali "problemi di desincronizzazione", insieme a politica e psiche, è ecologia, secondo il professore: la natura non può fornire abbastanza rapidamente materie prime e affrontare l'inquinamento.

"La crisi ecologica è anche una crisi di accelerazione" dice il ricercatore. E' possibile uscire da questo sistema?. "Se vorremo costantemente ottimizzare, siamo destinati a cadere dalla ruota del criceto. Quindi, questo problema non si può risolvere individualmente" ha detto il professore. Si tratta di un problema collettivo e strutturale.

Rosa ha anche sottolineato che la società moderna cerca di "immettere in questi limiti sempre più parti del mondo": per esempio, tramite smartphone o denaro. "Quindi ci sembrano interessanti i servizi streaming, così possiamo accedere contemporaneamente a milioni di canzoni e film. Tuttavia non ci sentiamo vivi" ha detto l'esperto.

"Che cosa possiamo fare, quali sforzi congiunti?" chiede la giornalista.

"Abbiamo da 20 un mantra: c'è bisogno di più concorrenza, da questo non traiamo solo vantaggi, ma dobbiamo pagare per questo. Perché più concorrenza significa meno tempo e la necessità di aumentare l'efficienza" ha spiegato lo scienziato.

"Dobbiamo liberarci dalla paura, ad esempio attraverso l'introduzione di un reddito di base incondizionato o difendere con tutte le forze il riposo della domenica o nei giorni festivi. Si può anche pensare di inserire una volta a settimana un giorno collettivo senza posta elettronica" dice Rosa.

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