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    Duma: risoluzione sulla Crimea è provocazione politica

    © Sputnik. Vasiliy Batanov
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    Il deputato della Duma di Stato Sergey Zhelesnyak ritiene che la risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Crimea approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU sia una provocazione.

    Ha osservato che il documento è stato preparato dall'Ucraina e da una serie di politici antirussi UE ed USA.

    "Sono uguali alle iniziative precedenti adottate da Kiev, non ha nulla a che fare con la situazione reale dei diritti umani, la libertà di religione e di istruzione sulle lingue native in Crimea" cita il membro del comitato della Duma per gli affari internazionali l'ufficio stampa.

    Il deputato ha anche ricordato che molti politici occidentali sono stati in Crimea e "hanno compreso l'obiettivo degli attivisti per i diritti dell'uomo ucraini è la fabbricazione di bugie sul nostro paese".

    Zheleznyak, ha aggiunto che l'obiettivo della risoluzione è di "riscaldare i sentimenti anti-russi per giustificare agli occhi della società occidentale i costi di scoraggiare il nostro paese e finanziare il regime di Kiev".

    Il parlamentare è indignato per il fatto che la missione di monitoraggio dell'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani abbia pubblicato un rapporto con le parole "politici ucraini", e anche "non essendosi preso la briga di visitare la Crimea".

    "Organizzazioni internazionali solide, come le Nazioni Unite, sono obbligate a studiare attentamente il vero stato dei fatti, ad adottare un approccio equilibrato a qualsiasi provocazione politica e a valutare in modo indipendente gli eventi che accadono nel mondo" ha riassunto il politico.

    L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato ieri una risoluzione sulla situazione dei diritti umani in Crimea. Per il documento 70 stati hanno votato a favore, 26 contro e altri 76 paesi si sono astenuti. Tra coloro che hanno sostenuto l'iniziativa, c'erano la la maggior parte dei paesi europei e gli Stati Uniti.

    L'Assemblea Generale ha condannato la "occupazione temporanea" di parte del territorio ucraino da parte della Russia e ha invitato Mosca ad attuare dodici raccomandazioni per "porre immediatamente fine alle" violazioni dei diritti umani in Crimea.

    A settembre, l'OHCHR ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che i diritti umani sono stati violati in gran numero dopo la riunificazione della penisola con la Russia. Nel documento si parla di "trattamento crudele", tortura e un caso di "esecuzione extragiudiziale". Allo stesso tempo, gli osservatori lavoravano da remoto in Ucraina non erano in Crimea.

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    Situazione in Crimea, Risoluzione, risoluzione, Crimea, Crimea e diritto internazionale, Risoluzione, Alto commissariato ONU per i diritti umani, Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ONU, Sergey Zheleznyak, Crimea, Russia
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