16:55 27 Ottobre 2020
Mondo
URL abbreviato
480
Seguici su

Dall'attacco terroristico al mercatino di Natale a Berlino, le carenze nel lavoro della polizia e dei servizi segreti in Germania e in Europa diventano sempre più visibili, sostengono gli eurodeputati del Partito Verde Europeo Ska Keller e Jan Philipp Albrecht. Il loro articolo è pubblicato sul Frankfurter Rundschau.

"Questi attacchi terroristici fanno capire: nella lotta contro il terrorismo i governi conducono una politica sbagliata. I ministri degli Interni della UE hanno presentato proposte per archivi aggiuntivi e sorveglianza di massa, ma non sono certo efficaci, violano i diritti fondamentali e sono troppo costose," — ritengono i politici.

Keller ed Albrecht vedono nel sistema che controlla gli ingressi e le uscite nella UE, che in futuro comprenderà la scansione dei volti e la presa delle impronte digitali di tutti i passeggeri provenienti dagli altri Paesi, come un recente esempio che conferma la stupidità delle archiviazioni ingiustificate di dati. Il risultato saranno le lunghe code alla frontiera e l'aumento delle violazioni per le scandenze del visto, si afferma nell'articolo. "Allo stesso tempo il sistema informativo di Schengen esistente non viene utilizzata correttamente per la mancanza di personale e la mancanza di scambio di informazioni tra i Paesi dell'Unione Europea," — ritengono i due eurodeputati.

"Se nel caso di persone sospette che possono risultare pericolose le informazioni relative al passeggero con cui viaggiavano vicino possono avere senso, raccogliere dati inutili su viaggiatori assolutamente non sospetti è inutile", — osservano i politici. Non garantisce la sicurezza della UE. L'accumulo di grandi quantità di dati porterà al fatto che la polizia e gli investigatori "non riusciranno più trovare l'ago in un pagliaio che cresce" e sarà troppo tardi per riconoscere il pericolo.

"La maggior parte dei terroristi islamici erano noti alle autorità, ma la disponibilità di informazioni non ha portato a misure concrete di controllo," — sottolineano gli autori.

Secondo la Keller ed Albrecht, i Paesi membri si devono scambiare le informazioni sui terroristi e le persone potenzialmente pericolose ed analizzare i dati. Occorre inoltre dotare meglio la polizia per le operazioni di ricerca e le investigazioni, lavorare di più a livello europeo e sfruttare i database esistenti.

"Quando i soldi si contano, spendere tutti i fondi disponibili per un monitoraggio ingiustificato dei passeggeri è irresponsabile. Mentre i Paesi europei investono miliardi nello sviluppo dei sistemi di memorizzazione dei dati dei passeggeri aerei e per il sistema di controllo degli ingressi-uscite nella UE, il bilancio annuale dell'Europol per le indagini conta solo diverse centinaia di migliaia euro", — osservano gli autori dell'articolo.

Allo stesso tempo manca il personale alla polizia per le operazioni sul campo.

"Chiunque voglia ottenere qualcosa nella lotta contro il terrorismo deve iniziare ad affrontare i problemi. Il classico lavoro dei poliziotti a livello europeo sarebbe un buon inizio per ribaltare la politica di sicurezza dell'UE", concludono la Keller ed Albrecht.

Correlati:

Repubblica Ceca, affondo del presidente Zeman contro la UE sul terrorismo
Per cittadini europei immigrazione e terrorismo le sfide principali della UE
Ungheria, Orban: “politica migratoria della UE è un cavallo di Troia del terrorismo”
L'Ue rafforza il controllo delle frontiere per contrastare il terrorismo internazionale
Tags:
Cooperazione, Società, Sicurezza, Terrorismo, Polizia, Europol, Unione Europea, Ska Keller, Jan Philipp Albrecht, UE
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook