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    Presidente del CIO Thomas Bach

    Doping, dal Comitato Olimpico sanzioni “morbide” per la Russia

    © Sputnik . Elena Sobol
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    Thomas Bach tiene il Comitato Olimpico sotto controllo e lo ha dimostrato impedendo dibattiti sul doping in Russia e ammorbidendo le sanzioni contro la nazionale russa. Ne parla il Neue Zürcher Zeitung.

    "Thomas Bach tiene il Comitato Olimpico sotto controllo. L'ha dimostrato la settimana scorsa quando prima ha ostacolato i dibattiti sullo scandalo del doping in Russia e poi ha approvato sanzioni più leggere di quanta ci si attendeva", afferma la pubblicazione.

    La squalifica della nazionale russa era sostenuta di molti però Bach ha deciso di ostacolarla con "una manovra esemplare". Bach è contrario ai castighi collettivi: quando era campione olimpico di scherma ha saltato le Olimpiadi del 1980 a Mosca per il boicottaggio dell'Occidente. "È pure vero che Bach ha rapporti stretti con Vladimir Putin", osserva l'autore.

    Secondo Gian Franco Kasper, membro del Comitato Olimpico, a tutti i presenti alla riunione di martedì è stato chiesto di consegnare i loro telefonini. Alla riunione è stato presentato il rapporto di Samuel Schmid che si occupava dell'indagine sullo scandalo di doping in Russia. Le concluzioni generali al rapporto riguardano il sistema politico russo e la cronologia degli eventi.

    "Un rapporto debole potrebbe sollevare la questione se Schmid abbia fatto abbastanza per dimostrare che Putin era a conoscenza della truffa del doping e dava ordini a riguardo. Probabilmente bisognerebbe condurre numerosi interrogatori in Russia. Invece Schmid ha investigato scrupolosamente sulle provette con i campioni delle urine del Laboratorio antidoping di Mosca che non sono contestati", scrive l'auttore.

    La rigidità delle sanzioni del Comitato è relativa prendendo in considerazione l'invito degli atleti. Una commissione inviterà gli atleti russi che hanno superato le qualifiche, non sono mai stati accusati nell'uso di doping e dovranno passare i test prima dei giochi.

    "Questo significa che non inviteranno solo quelli che individualmente hanno causato dei sospetti", indica la pubblicazione.

    Kasper sostiene che non saranno numerosi gli sportivi esclusi: "la maggior parte degli atleti russi si presenteranno Pyeongchang".

    Sulla TV russa gli sportivi che stanno considerando l'opportunità di andare a Pyeongchang con la bandiera neutra sono comparati con i collaborazionisti e i traditori del periodo della guerra, scrive The Guardian.

    Secondo il giornalista Shaun Walker, l'essenza della presidenza di Putin è il ritorno del senso di dignità della Russia e qualsiasi sentimento dell'appartenenza ad una nazione "vincente".

    "Dopo la Seconda guerra mondiale… risulta più facile portare gli eventi della guerra nella Russia moderna. Invece di aspettare da Mutko e da altri funzionari la spiegazione del perché il paese si è messo in questa storia, molti russi preferiscono pensare che il loro paese si stia nuovamente opponendo all'aggressore esterno. E lo fa sia sui campi di combattimento in Ucraina che sulle piste di sci alpino a Sochi", scrive Walker.

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    olimpiadi, Scandalo, doping, sport, CIO, Thomas Bach, Russia
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