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    Sputnik denuncia pressioni contro radio-partner negli Stati Uniti

    © Sputnik . Igor Russak
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    La direzione di Radio Sputnik negli Stati Uniti ha segnalato la rinuncia delle radio partner americane ai progetti di collaborazione per il timore di finire nella lista di agenti stranieri del Dipartimento di Giustizia.

    A giugno Sputnik aveva iniziato a trasmettere 24 ore su 24 a Washington nella frequenza 105,5 FM. "La stazione FM tramite cui trasmettiamo è un ripetitore", ha chiarito Mindia Gavasheli, direttore della redazione di Sputnik America. Ha diritto di trasmettere qualsiasi emittente nella regione di Washington".

    Il proprietario del ripetitore John Garziglia ha firmato un accordo con Radio One per assegnare la frequenza per Radio Sputnik.

    Secondo Gavasheli, subito dopo l'inizio delle trasmissioni, Radio One ha deciso di rescindere il contratto, sebbene garantisse buoni ricavi.

    Successivamente Garziglia ha accettato di collaborare con la compagnia iHeart Radio, ma dieci giorni dopo anche questa emittente ha rescisso il contratto senza spiegarne le ragioni.

    "Sospettiamo che sia avvenuto a seguito della pressione delle autorità, sebbene le stesse emittenti si rifiutino di commentare le ragioni della rescissione del contratto", afferma Gavasheli.

    A novembre per continuare a lavorare sulle frequenze FM l'ufficio di Sputnik a Washington era stato costretto a stipulare un accordo con i proprietari delle stazioni AM, che "non avevano paura di potenziali pressioni". Lo ha segnalato il Washington Post. "Non abbiamo cercato di lavorare sulle frequenza AM", ha detto Mindia Gavasheli ad un giornalista del Washington Post. "Siamo stati costretti a farlo".

    John Garziglia, che lavora con Radio Sputnik, ha dichiarato di essere stato registrato come agente straniero. "Capisco perché molte emittenti si rifiutano di lavorare con Radio Sputnik", ha detto Garziglia.

    "Non guardano il contenuto dei programmi, ma hanno paura di entrare nella lista degli agenti stranieri del Dipartimento di Giustizia".

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    Giornalismo, Russofobia, Sputnik, mass media, Mindia Gavasheli, USA, Russia
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