23:46 19 Novembre 2019
Campo di concentramento Auschwitz

Polonia: gioco dell'acchiapparella in campo di concentramento: arte o insulto a memoria?

© Sputnik . Valeriy Melnikov
Mondo
URL abbreviato
305
Seguici su

Il luogo delle riprese del video shock polacco “acchiapparella” è stato reso noto. Si tratta dell’ex campo di concentramento di Stutthof, attualmente un museo e memoriale nei pressi di Gdansk.

Un video del gioco dell'acchiapparella sarebbe interessante? E se fossero uomini e donne nudi sessualmente maturi a giocarci? Magari si vieta al visione ai minori e qualcuno lo guarderebbe. E se il tutto si svolgesse in una camera a gas di un'ex campo di concentramento nazista, lo guardereste? In Polonia dicono di si. Ovviamente le autorità israeliane sono indignate e chiedono spiegazioni.

Com'è stato possibile girare un tale video in un memoriale del genocidio? La domanda è rivolta al presidente polacco: l'appello a Andrzej Duda è stato firmato personalmente da diversi gruppi pubblici israeliani guidati dall'Organizzazione dei sopravvissuti all'Olocausto. La risposta non è ancora arrivata.

Dal titolo The Game of Tag, il lavoro del fotografo e artista-video polacco Artur Zhmievsky, fu girato nel 1999 e l'artista voleva mostrare il suo lavoro di video-arte alla mostra di Berlino "Polonia-Germania: 1000 anni di storia e arte". Non ci riuscì perché la comunità ebraica non lo permise. Fu reso pubblico diversi anni dopo in Polonia presso il Museo dell'arte contemporanea di Cracovia.

La performance antropologica è entrata a far parte del progetto "Polonia-Israele-Germania: l'esperienza di Auschwitz". Il sito del museo lo ha raccomandato come uno dei modi per comprendere gli "oggetti di memoria dolorosa" e gli spettatori del video vengoino avvertiti con un avviso: "contenuto controverso".

Ma anche a Cracovia c'è stato un tentativo di rimuovere il video scandaloso dalla vita culturale e anche attraverso gli sforzi di gruppi sociali esclusivamente ebraici. Ahimè. Il tentativo è fallito. Dopo una breve assenza, "The Game…" è tornato in Polonia sulla base del principio di libertà di espressione.

Da allora sono passati due anni, e ora c'è stata una nuova ondata di indignazione del pubblico israeliano: questo perché è stata  resa nota la "location" usata per le riprese, come lo chiamano gli artisti contemporanei. Il video è stato girato nel complesso memoriale del campo di concentramento di primo grado Stutthof. Il campo fu il primo in Polonia (entro in funzione dal 1939). In generale qui sono avvenute le prime atrocità: esperimenti medici sulle persone, produizione di sapone dai corpi umani…

Nella lettera degli israeliani ad Andrzej Duda non ci sono domande poste personalmente ad Artur Zhmievsky. E infatti cosa chiedere se non ha mai negato di "lavorare col giusto discorso" e che "il sentimento di spirito fascista attira l'attenzione".

Al presidente polacco viene chiesto almeno di spiegare quali regole di condotta esistono nel complesso Stutthof, inserito nel registro statale dei musei in Polonia. 

Correlati:

Gli ebrei potrebbero lasciare la Spagna dopo l’attentato a Barcellona
Famiglie di ebrei nel rione islamico, sale la tensione a Gerusalemme
ISIS minaccia Israele: “Ebrei stiamo arrivando”
Netanyahu shock: Hitler voleva espulsione, non sterminio ebrei
Tags:
Genocidio, Scandalo, Scandalo, genocidio, Andrzej Duda, Polonia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik