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11:25 20 Luglio 2019
Grano

Hub cerealicolo in Emirati Arabi aprirebbe la strada al grano russo in Africa e Iran

© Sputnik . Aleksandr Kryazhev
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La proposta di creare un grande hub cerealicolo negli Emirati Arabi per garantire un export stabile di grano verso i paesi del Medio Oriente potrebbe prendere vita se verranno raggiunti accordi convenienti con Abu Dhabi, altrimenti sorgeranno dei rischi. Lo comunica l’ex vice ministro dell’agricoltura Leonid Kholod.

"Un hub è un praticamente un magazzino dove le merci vengono scaricate, trasportate verso un porto e caricate su una nave per essere destinate al compratore finale. Dal punto di vista della logistica questo hub negli Emirati Arabi è strategico perché da un veloce accesso all'Iran, alla Turchia e ai paesi ricchi di idrocarburi del Medio Oriente, ai paesi del Golfo Persico e in Africa. Ci sono vantaggi logistici.

Tuttavia bisogna tenere conto che un ulteriore punto di carico/scarico della merce aumente il suo costo finale. In poche parole se il grano russo ha un vantaggio economico dovuto al basso costo di produzione, questo potrebbe essere annullato dua due cicli di carico e scarico. Dunque nella realizzazione di un hub logistico strategico bisognerà sarà fondamentale cercare di ottenere accordi specifici con Abu Dhabi" osserva lo specialista.

Il Ministro dell'industria e del commercio della Russia, Denis Manturov, all'apertura della settima commissione intergovernativa di Russia e Emirati Arabi ha comunicato: Mosca e Abu Dhabi firmeranno un accordo per una cooperazione tecnico-scientifica per le imprese del settore civile e per l'elaborazione di progetti congiunti. Con questo il Ministero dell'Industria e del Commercio propone agli Emirati Arabi di stoccare il grano sul proprio territorio col fine di esportare più facilmente nei mercati del Medio Oriente. Un hub del genere potrebbe essere creato non solo negli Emirati Arabi Uniti, ma anche in Arabia Saudita e nel Bahrein.

"Noi non siamo a conoscenza di accordi preliminari tra Russia ed Emirati Arabi. Se gli Emirati Arabi Uniti lasceranno entrare il grano dalla Russia nel proprio mercato interno, l'hub diventerebbe non solo una piattaforma di trasbordo delle merci, ma anche una zona per vendere le eccedenze sul posto. Ad esempio, se la Russia esporterà il grano in eccedenza, e non ci sarà un singolo acquirente per lotti di grandi dimensioni, potrà essere venduto ad acquirenti più piccoli.

Da questo punto di vista l'hub starebbe ideale perché prima o poi il grano stoccato verrebbe venduto, e il prezzo del grano russo è abbastanza vantaggioso per gli acquirenti del mercato locale. Se guardarlo però da un punto di vista della logistica, non è  così semplice" sottolinea l'esperto.

La Russia è alla ricerca di nuovi mercati di sbocco per la sua produzione cerealicola. Secondo i dati ufficiali del Servizio federale delle dogane, nel 2016-17 la Russia ha esportato 35,1 milioni di tonnellate di cereali, il 3,8% in più rispetto alla stessa data dell'anno scorso. Nel 2016, il paese ha battuto il record di 120,7 milioni di tonnellate. I principali acquirenti di cereali provenienti dalla Russia sono Egitto, Turchia, Iran e Arabia Saudita. Inoltre, la Russia ha iniziato a esportare in Siria e Giordania.

Con i principali acquirenti ci sono stati problemi. L'Egitto ad agosto 2016 ha introdotto una norma per il contenuto di segale cornuta nel grano. La richiesta è stata annullata in un mese: i venditori di grano non riuscivano a rispettarla, e l'Egitto non ha comprato mezzo milione di tonnellate. A  metà marzo la Turchia ha interrotto l'emissione di licenze per la fornitura di prodotti agricoli russi senza il pagamento di una tassa e le forniture sono state interrotte. A maggio, in via non ufficiale, Ankara ha iniziato a imporre delle quote sul grano russo. Il problema è stato risolto, ora verranno ripristinate le esportazioni verso Turchia ed Egitto.

"Bisogna capire che il grano russo è di buona qualità ed economico, ma nella sua varietà. Principalmente la Russia produce due varietà, una alimentare e una secondaria di qualità inferiore. Mosca è obbligata a cercare nuovi mercati di sbocco e allo stesso tempo deve sforzarsi nel produrre grano di qualità maggiore per incrementare il potenziale di esportazione.

Se i costi aggiuntivi di trasbordo del grano negli Emirati Arabi Uniti non annulleranno completamente la competitività del grano russo, dell'orzo, del mais e di altre colture, in ogni caso le forniture dovranno essere attentamente calcolate. C'è anche il problema della congestione dei porti russi: ora questi ultimi lavorano già al limite delle proprie capacità per le esportazioni dirette.

Dunque la creazione di un hub negli Emirati Arabi oltre ai vantaggi economici ha anche vantaggi pratici. Ancora non sappiamo se costruire con le nostre risorse le strutture necessarie nel territorio straniero o affittare magazzini già esistenti, il che è molto meno costoso. Ognuna di queste opzioni ha i suoi vantaggi e svantaggi" conclude Kholod.

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