17:42 23 Settembre 2018
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Il Messico sarà la prossima vittima dell’interferenza russa

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Le notizie sulla stampa messicana sulla presunta "interferenza" della Russia nelle imminenti elezioni presidenziali hanno messo il ministro degli Esteri del Messico in una posizione scomoda.

La scorsa settimana Luis Videgaray è arrivato a Mosca. I negoziati con Sergei Lavrov sono stati eccellenti, ma dopo l'incontro un giornalista gli ha chiesto di commentare le notizie sullo "zampino del Cremlino", che vuole mettere il proprio uomo a capo dello stato. "Non abbiamo alcuna prova di questa teoria", ha seccamente risposto Videgaray.

A sua volta, Sergei Lavrov ha detto che tali accuse "non hanno alcun fondamento", piuttosto mirano a danneggiare le relazioni tra i due paesi in un momento di sviluppo. Il ministro russo ha additato quale fonte di queste voci gli Stati Uniti.

"La Russia è intervenuta nelle elezioni americane, ha influenzato i risultati del referendum sulla Brexit e del referendum costituzionale in Italia, si è intromessa nei processi elettorali in Germania, Ucraina, Austria, Francia, Finlandia, Paesi Bassi e in Catalogna", scrive il giornalista Fernando García Ramírez su El Financiero.

Per Ramirez il Messico sarà la prossima vittima di Mosca e spiega che Putin ha bisogno di impiantare populisti autoritari a lui sottomessi in tutto il mondo. E solo quando non ci saranno più paesi al di fuori del controllo del Cremlino, il presidente russo, "nostalgico dell'impero stalinista", si calmerà.

Javier Tejado Dondé sul quotidiano El Universal cita un rapporto segreto che afferma che gli hacker russi hanno già ricevuto l'ordine di attaccare le imminenti elezioni presidenziali. E ci sono prove "convincenti": il sito votoextranjero.mx, creato per consentire ai messicani di votare dall'estero, anche dalla Russia, sarebbe sotto il controllo del Cremlino, che può trarne qualsiasi risultato.

"Queste accuse sono ridicole", ha commentato il sociologo messicano Carlos Figuerora Ibarra, ricercatore presso l'Università Autonoma di Puebla, a Radio Sputnik. "Tutto questo è una sporca propaganda il cui scopo è demonizzare la Russia e il suo leader".

"Molte persone non amano la Russia moderna per la multipolarità", ha aggiunto Figuerora Ibarra, che è sicuro che dietro le accuse messicane ci siano gli Stati Uniti.

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hacker, interferenza, Presidenza, elezioni, Media, Russia, Messico
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