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    Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe

    “Non si torna indietro”: il partito al potere in Zimbabwe vuole mandare Mugabe in pensione

    © Sputnik. Michael Klimentyev
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    Sullo sfondo della crisi politica in Zimbabwe, dove l’esercito ha imbracciato le armi contro il presidente 93enne Robert Mugabe, il capo della repubblica non vuole lasciare il proprio incarico, togliendo così ai militari la possibilità di un cambio di potere con un'osservanza formale della costituzione.

    Venerdì 17 novembre i leader del  ZANU — PF si sono riuniti per preparare una risoluzione sulle dimissioni di Mugabe nel prossimo fine settimana. Ciò preparerà la strada per l'impeachment se il presidente si rifiuta di lasciare l'incarico. "Non c'è altro modo se lui è testardo, dunque organizzeremo le sue dimissioni domenica. Una volta fatto questo, martedì seguirà l'impeachment"  ha detto una fonte altolocata a Reuters.

    Allo stesso tempo, non è chiaro al momento chi sia il responsabile del partito al governo del paese. Nell'inverno dell'anno scorso Mugabe è stato rieletto come leader di ZANU-PF. Ma dopo il discorso dei militari sull'account Twitter del partito è stato riferito che è stato nominato come leader momentaneo del partito, Mnangagwa, che è stato licenziato dalla carica di vice-presidente dello Zimbabwe il 7 novembre.

    Nel frattempo, l'esercito dello Zimbabwe ha riferito che tenta di spingere Mugabe a impegnarsi in negoziati sul futuro del paese e a rivolgersi alla nazione con un messaggio sul loro esito al più presto possibile. In una dichiarazione televisiva, i militari hanno anche dichiarato di aver fatto "progressi significativi" nell'operazione contro i "criminali" che circondano il presidente del paese.

    Negli ambienti politici dello Zimbabwe si dichiara che Mugabe insiste a dimettersi solo in seguito ai risultati del voto della leadership ZANU-PF, che dirige formalmente. Il mediatore nei negoziati sulle dimissioni del presidente è un prete cattolico. L'ostinazione del capo dello stato ostacola il piano delle Forze armate per un pacifico cambiamento di potere.

    È stato anche riferito che un colpo di stato nel paese potrebbe essere evitato in un altro modo. Per fare ciò sarebbe necessario ridare la carica di vicepresidente Mnangagwa, recentemente licenziato, che, come riportato in precedenza, sarebbe rientrato nello Zimbabwe. Novanta giorni dopo, Mnangagwa diventerebbe automaticamente presidente in base alla costituzione della repubblica.

    Nella notte del 15 novembre i militari hanno preso il controllo della capitale dello Zimbabwe, Harare, i blindati hanno bloccato le strade per accedere agli edifici governativi, e la compagnia televisiva e radiofonica di stato ZBC è stata occupata. Allo stesso tempo, nella trasmissione televisiva alla nazione, l'esercito ha smentito che sia in corso un colpo di stato, sostenendo che le sue azioni sono dirette contro i "criminali" che circondano Mugabe per porre fine al deterioramento della situazione nel paese.

    Il presidente è stato preso in custodia nella sua casa con la sua famiglia. Secondo alcune fonti, sua moglie Grace, che è anche considerata uno dei contendenti per la carica presidenziale, si è trasferita in Namibia.

    Mugabe ha governato il paese per 37 anni consecutivi. L'anziano politico occupa la carica di presidente da 30 anni e sarà rieletto per un nuovo ed ultimo, secondo la costituzione, termine. In questo caso, Mugabe rimarrebbe al potere fino all'età di 99 anni, il che corrisponderebbe pienamente ai suoi piani di vivere fino al 100° anno di vita.

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    Politica, colpo di stato, Colpo di stato, Robert Mugabe, Zimbabwe
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