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    Proteste contro il governo spagnolo a Barcellona

    “Media russi come Sputnik e RT hanno mostrato al mondo la verità”

    © Sputnik. Havier Luengo
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    Il governo spagnolo ha accusato la Russia e il Venezuela di sfruttare i social network per fomentare gli animi in Catalogna. Sputnik ha parlato con l'esperto internazionale Basem Tajeldine per discutere la legittimità di queste accuse.

    Il ministro della Difesa spagnolo María Dolores de Cospedal ha dichiarato lo scorso 13 novembre che il governo spagnolo è convinto che la "propaganda" della crisi catalana sia stata gestita su internet da persone residenti in Russia e Venezuela, affermando allo stesso tempo di non conoscere il regista di questa campagna.

    A sua volta il premier spagnolo Mariano Rajoy ha osservato che il 55% del traffico sul web sospetto proveniva dalla Russia, il 30% dal Venezuela. Tuttavia ha aggiunto di non disporre dati per incolpare il governo russo.

    Il politologo venezuelano Basem Tajeldine ritiene che si tratti di una "questione assurda diventata di moda negli Stati Uniti e in Europa."

    In un'intervista con l'edizione spagnola di Sputnik (Sputnik Mundo), Tajeldine ha osservato che i democratici americani hanno usato lo stesso argomento per "cercare di giustificare" la sconfitta di Hillary Clinton alle elezioni presidenziali nel 2016 contro il repubblicano Donald Trump. Dopo l'insediamento di Trump alla Casa Bianca, "cercano disperatamente di sfruttare questo argomento per ottenere l'impeachment del presidente non gradito".

    "Dal momento che è estremamente difficile esaminare a fondo la questione, l'hanno sfruttata per giustificare il fallimento della politica interna spagnola (…) In questa situazione la classe politica al potere sta cercando di trovare un capro espiatorio esterno per nascondere i veri motivi di questa crisi," ha commentato Tajeldine.

    Un funzionario venezuelano, che ha preferito restare nell'anonimato, ha detto che "proprio gli spagnoli, i loro mezzi di comunicazione e giornalisti, pubblicano notizie false (…) E' un altro episodio della commedia sul Venezuela dei mezzi d'informazione."

    In precedenza gli hacker russi erano stati accusati di essere intervenuti nelle elezioni americane del 2016 e nelle presidenziali francesi del 2017.

    "E' ridicolo. Anche se queste accuse fossero vere, come si potrebbe influenzare questioni così grandi come le elezioni negli Stati Uniti e in Francia o l'indipendenza catalana?", — si chiede Tajeldine.

    Secondo l'analista, la strategia del governo spagnolo è di demonizzare la Russia e il Venezuela per usarli come capri espiatori della crisi interna. Ha spiegato che per l'establishment americano "la Russia è il più grande nemico e Rajoy vuole assecondare questa politica".

    Tajeldine ha aggiunto che la stampa spagnola attacca il Venezuela in qualità di alleato del Cremlino, per cercare di dimostrare che a Caracas c'è una "dittatura che interferisce negli affari interni di altri Paesi, quando in realtà la Spagna vuole intervenire negli affari del Venezuela."

    Ha sottolineato che "i media russi, come RT e Sputnik, hanno mostrato al mondo la verità".

    "(…) L'attuale governo spagnolo è il più screditato rispetto ad un lungo orizzonte temporale. Pertanto incolpare gli hacker russi e venezuelani per i loro insuccessi è assurdo", ha concluso.

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    Propaganda, Informazione, Russofobia, mass media, Catalogna, Russia, Venezuela, Spagna
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