18:21 18 Dicembre 2018
Oceano Pacifico

Archeologi scoprono antica “isola della morte”

© Sputnik . Alexander Liskin
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In una delle isole dell'Australia si registrarono sanguinosi massacri circa 400 anni fa.

L'isola di Beacon, situata a largo delle coste dell'Australia occidentale, è giustamente caratterizzata come uno dei luoghi più terribili del pianeta. Durante gli scavi gli archeologi hanno scoperto i resti di persone trucidate, riporta il Sun. Secondo gli archeologi, basandosi sulle analisi dei resti delle vittime, sarebbero state uccise e seppellite circa 400 anni fa.

Secondo gli storici, i resti potrebbero essere quelli dei membri superstiti dell'equipaggio del galeone della compagnia olandese delle Indie orientali "Batavia", naufragato a largo delle coste australiane nel 1629. La nave si era scontrata con le barriere coralline a circa 25 miglia dalle costa dell'Australia occidentale. Gli storici sottolineano che il naufragio sarebbe stato provocato da un conflitto scoppiato a bordo tra il capitano e il timoniere, che aveva deciso di muoversi verso le coste inesplorate secondo la sua rotta. Si osserva che alcuni membri dell'equipaggio non avevano lasciato la nave fino all'ultimo ed i loro corpi sono stati trovati all'interno del relitto.

Tuttavia per i naufraghi che erano riusciti a raggiungere la terraferma si concretizzò una sorte ancor più drammatica: circa 125 tra uomini, donne e bambini vennero uccisi per ragioni sconosciute a distanza di intervalli di pochi mesi.

Il luogo dove il galeone Batavia era affondato è stato scoperto dai ricercatori nel 1963 e in 10 anni vennero riesumati i corpi delle vittime. Gli archeologi osservano che i luoghi di sepoltura scoperti non sono una casualità: le vittime erano state interrate in vari luoghi di sepoltura e, a quanto pare, erano stati celebrati riti funebri.

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Archeologia, Storia, Società, Oceano Pacifico, Australia
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