07:54 04 Luglio 2020
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Sputnik ripercorre la storia di Caterina Ioannovna Romanova, l'ultimo membro della famiglia reale, nata in Russia prima della rivoluzione del 1917, vissuta poi in Serbia, Inghilterra, Italia e Uruguay.

Lontano da San Pietroburgo, a Montevideo è rimasta parte della storia della casa dei Romanov, la dinastia che governò l'Impero Russo per tre secoli. La vita di Caterina Ioannovna Romanova, l'ultima della corte zarista, nata in Russia, è stata un viaggio emozionante in russo, serbo, inglese, italiano e spagnolo.

Caterina, pronipote dell'imperatore Nicola I (1825-1855), è nata il 25 luglio 1915 a Pavlovsk in uno dei più importanti palazzi della famiglia imperiale.

Secondo Gregory Korolev, autore del libro "i Russi in Uruguay: storia e modernità" i suoi antenati si sono distinti non solo in titoli militari, ma anche in successi scientifici e artistici.

Figlia del principe di sangue imperiale Ioann Konstantinovich e della Principessa Helena Petrovna, "la principessa Caterina Romanova è stata pro-nipote e figlioccia dell'ultimo imperatore russo Nicola II" scrive Korolov in un libro pubblicato per ordine della Commissione russa sugli affari dei connazionali all'estero.

Ekaterina Ioannovna, il cui pieno titolo nobiliare era "Sua Altezza Serenissima la principessa di Sangue Imperiale" ha trascorso i primi anni della sua vita con l'erede al trono Aleksey.

Nella vita della principessa si verificò una tragedia. Il 18 luglio 1918 durante la guerra civile dopo la rivoluzione russa, nella città di Alapaevsk, suo padre Ioann fu giustiziato insieme alla granduchessa Elizabeth Feodorovna, al graduca Sergey Mikhailovich, ai principi Costantin e Igor Konstantinovich, al principe Vladimir Paley e alla monaca Varvara Yakovleva.

Per cercare di salvare il marito, Helena Petrovna si fece arrestare, così fu prima imprigionata a Perm e poi nel Cremlino di Mosca. Poi, grazie all'intercessione dell'ambasciata norvegese, ottenne il permesso di lasciare la Russia. Nel frattempo, la madre di Elena aveva portato fuori dal paese Caterina e suo fratello maggiore Vsevolod.

"In un primo momento vissero in Svezia, dove alla piccola principessa fu insegnato a leggere in russo il Padre Nostro alla sua prozia, la regina greca Olga, che in seguito si unì alla madre di Caterina, che le portò nella loro patria, in Serbia. Lì vissero per otto anni. I bambini avevano bisogno di una buona istruzione, quindi Elena Petrovna li portò prima in Francia e poi nel Regno Unito. In Inghilterra, il famoso Ninette de diede lezioni di danza alla principessa" dice Korolev.

Caterina parlava bene sia l'inglese che il russo. Spesso andava a trovare sua madre in Italia, dove incontrò il suo futuro marito, il marchese Ruggero Farace di Villaforesta. Nonostante suo marito fosse meno noto, la principessa accettò quando lui le chiese la mano. Nel 1937 la principessa ventiduenne sposò il marchese Farace, un diplomatico. Nacquero tre figli da questo matrimonio: Nicoletta, 1938, Fiammetta, 1942 e Giovanni, 1943.

Nel 1963, il Ministero degli esteri italiano inviò Farace come ambasciatore a Montevideo, dove portò con se i suoi figli. Durante questo periodo, la principessa Caterina si recò per la prima volta in Uruguay: nel 1966 giunse al matrimonio di Nicoletta con un imprenditore uruguaiano e tornò a Roma l'anno dopo. I due altri bambini lasciarono il paese sudamericano: Giovanni andò a vivere in Francia e Fiammetta negli Stati Uniti.

Farace morì nel 1970 di tumore a Roma in presenza della moglie. Caterina, ormai vedova, si recò con Fiametta negli Stati Uniti, ma tornò poi in Uruguay per trascorrere il Natale con Nicoletta.

"Nel 1982, Caterina Ioannovna decise di trasferirsi a vivere in Uruguay. A Montevideo, condusse una vita isolata e modesta, è dedicò la maggior parte del suo tempo all'educazione dei suoi nipoti,alla lettura e alla pittura" scrive Korolev.

La principessa amava la musica classica e il cinema e conduceva una vita pubblica nella comunità britannica dell'Uruguay. La principessa sviluppò un'intimità spirituale con padre Vladimir Shlenev, sacerdote della Chiesa ortodossa russa all'estero, il quale come lei, crebbe tra gli emigrati bianchi.

"Caterina Ioannovna amava molto la Russia, seguiva attentamente le notizie del nostro paese. Guardava spesso la BBC e, secondo sua figlia, ha sempre ascoltato i discorsi di Vladimir Putin cercando di tradurli a Nicoletta e ai suoi nipoti" dice Korolev.

Caterina viveva uno "stress emotivo troppo forte" quando ricordava la storia della sua famiglia. Quando nel 1998 i membri della casa di Romanov furono invitati a San Pietroburgo per seppellire con gli onori i membri della famiglia giustiziati, lei si rifiutò. Invece Nicoletta ci andò.

La principessa morì il 13 marzo 2007 all'età di 92 anni. Con la sua morte, questo ramo della dinastia Romanov (Konstantinovich) si spense con la linea femminile.

Pochi mesi dopo, nella tomba principale della cattedrale di San Pietro e San Paolo a San Pietroburgo, fu svolta una funzione per il trapasso della principessa. Il patriarca di Mosca e di tutta la Russia hanno benedetto la memoria di Caterina.

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Storia, Storia, famiglia, romanov, Russia
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