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    Soldati della Rivoluzione del 1917

    NYT: senza Lenin il XX secolo sarebbe stato diverso

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    La rivoluzione bolscevica in Russia ha influenzato molti paesi nel mondo scrive il New York Times, dalla Cina a Cuba, i quali hanno adottato la sua ideologia, alla Germania nazista, dove Hitler è giunto al potere con un’élite anticomunista. La vittoria di Lenin non era scontata, è avvenuta grazie a vari fattori.

    Gli echi della rivoluzione d'ottobre continuano a risuonare nel mondo, scrive il New York Times. Il marxismo-leninismo in Cina contribuisce alla crescita, ma allo stesso tempo distrugge Cuba e Venezuela, "una cupa monarchia leninista" in Corea del Nord terrorizza il mondo, e anche nella democratica Gran Bretagna cerca di salire al potere il seguace di un'ideologia quasi comunista, Jeremy Corbyn. Inoltre, l'autore ritiene che alle tattiche di tale ideologia abbia aderito lo stesso Donald Trump, il quale crede che il fine giustifichi i mezzi, e per il bene possono essere utilizzate menzogne, calunnie e l'uso di utili idioti. "Le conseguenze della rivoluzione sono state così enormi che sarebbe impossibile immaginare che essa non possa aver avuto luogo nella forma in cui si è verificata" scrive il giornalista.

    A detta sua nella rivoluzione non c'è stato nulla di scontato. Nel 1917 l'impero dei Romanov era in declino, ma se avessero condotto delle riforme si sarebbero potuti salvare. Altre monarchie caddero per la sconfitta nella guerra, ma se l'Impero russo fosse vissuto un altro anno e avesse condiviso una vittoria comune, allora forse non ci sarebbe stato un colpo di stato.

    Nel 1913 la polizia dello Zar dissipò tutta l'opposizione e all'indomani della caduta della monarchia Lenin disse alla moglie che la rivoluzione non sarebbe avvenuta nel loro secolo. "La detronizzazione di Nicola II avvenne grazie ad una spontanea e disorganizzata rivolta popolare e a causa di una crisi di fedeltà dei militari. In quel momento Lenin era a Zurigo, Trotsky a New York e Stalin in Siberia". Lenin considerava tale rivoluzione come "falsa".

    L'assalto del palazzo d'inverno, rappresentato come un trionfo della gente, non fu in realtà un assalto. Difeso solo dai cadetti adolescenti, l'edificio fu catturato dai bolscevichi, penetrando attraverso le finestre aperte e organizzarono un baccanale, bevendo costosi vini reali, scrive il giornale.

    La rivoluzione di ottobre sarebbe potuta essere abbastanza breve, come molte altre rivoluzioni di quella epoca. Ogni attacco coordinato dalle forze bianche o da un intervento dell'Occidente avrebbe potuto spazzare i bolscevichi. Lenin è stato quasi rovesciato dai suoi alleati, ma è riuscito a sopravvivere "grazie a una combinazione di passione ideologica, pragmatismo, sangue e al desiderio di stabilire una dittatura". E a volte è stato fortunato, ad esempio, quando fu quasi ucciso da un attentato.

    Se fosse successo qualcosa a Lenin, oggi il mondo sarebbe diverso. A detta sua senza Lenin non ci sarebbe stato Hitler, il quale giunse al potere grazie ad una élite conservatrice spaventata da una rivoluzione bolscevica in Germania. Proprio sulla base di queste paure Hitler provò a conquistare l'URSS, ritiene il giornalista.

    Viene fuori dunque che, se non ci fosse stato Lenin, il XX secolo sarebbe stato diverso, e anche la geografia sarebbe stata diversa. A est, la situazione è uguale a quella occidentale: Mao Zedong, che ricevette un enorme aiuto dall'URSS, non avrebbe conquistato la Cina. Non ci sarebbero né idee comuniste né a Cuba, in Vietnam, né in Corea del Nord. La guerra fredda non sarebbe avvenuta, anche se l'equilibrio del potere si sarebbe sviluppato nello stesso modo vizioso, anche se in modo diverso.

    I bolscevichi ammiravano le purghe di Robespierre e crearono i primi rivoluzionari di professione, il primo stato di polizia totale, la prima mobilitazione di massa con una guerra di classe contro la controrivoluzione. Apparve la volontà comunista di giustificare i massacri di nemici, reali e potenziali, e non solo in Russia, ma anche in Cina, Cambogia, Etiopia. Essa ha anche dato origine al campo di lavoro, al disastro economico e ad un danno incalcolabile per la psiche. L'autore di questo articolo fa notare che tutti questi orrori sono avvenuti molto tempo da e sono sbiaditi, la storia è stata dimenticata, e la gioventù si focalizza sull'idealismo e sull'idea glamour del comunismo.

    Per quanto riguarda la Russia odierna, l'autorità di Putin, secondo l'autore dell'articolo, è garantita dai suoi colleghi ex ufficiali del KGB. Il suo regime ha assorbito le tattiche leniniste di cospirazione e disinformazione, che funzionano perfettamente nell'attuale livello di sviluppo tecnologico. "Forse gli americani hanno inventato Internet vedendolo, ingenuamente, più come mezzo per fare soldi o un clic magico per la libertà. Spinti dal cinismo leninista, i russi l'hanno adattato per distruggere la democrazia americana" scrive la pubblicazione.

    Nonostante Putin abbia definito la caduta dell'Unione Sovietica come la catastrofe geopolitica più grande del XX secolo, egli ritiene comunque Lenin come agente del caos tra due epoche di grandezza nazionale della Russia: la monarchia dei Romanov fino a Nicola II e i tempi di superpotenza sotto Stalin. Putin stesso è uno zar, e come qualsiasi zar ha paura delle rivoluzioni. Proprio per questo la base ideologica della Russia di Putin è la vittoria contro la Germania nazista, e non la rivoluzione bolscevica. In questo sta tutta l'ironia della situazione: mentre l'Occidente discute animatamente della rivoluzione, la Russia fa finta che essa non ci sia mai stata, scrive il New York Times.

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    Rivoluzione d'ottobre, rivoluzione, Rivoluzione, governo, Vladimir Lenin, Stalin, Nicolai II, Vladimir Putin, Russia
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