22:05 14 Dicembre 2019
Lingotti d'oro

Il mondo rischia un deficit dell’oro

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Negli ultimi anni dopo la crisi economica mondiale del 2008-2009, tutti si sono dimenticati dell’oro. Contemporaneamente vengono scoperti sempre meno giacimenti d’oro, e questo potrebbe portare ad un deficit del metallo prezioso e ad un aumento del suo prezzo in futuro.

Pier Lasson, co-fondatore e rappresentante di Franko-Nevada, in una intervista con la testata finanziaria tedesca Finanz Und Wirtschaft ha dichiarato che in questo momento c'è una carenza di grandi giacimenti d'oro. Le leggendarie miniere d'oro, come Witwatersrand in Sudafrica, Carlin Trend in Nevada e Super Pit in Australia, si avvicinano a completare i loro cicli di vita, e presto potrebbero diventare un ricordo del passato.

A medio e lungo termine questo potrebbe portare ad uno squilibrio della domanda e dell'offerta con il risultato di provocare una forte pressione sul prezzo dell'oro. Alla fine del XX secolo ogni dieci anni veniva scoperto un giacimento con almeno 50 milioni di once d'oro, almeno 10 giacimenti con 30 milioni di once e ancora di più giacimenti contenenti dalle 5 alle 10 milioni di once. Ma se si guarda alla situazione degli ultimi 15 anni, non è stato possibile trovare dei giacimenti dalle 50 alle 30 milioni di once e ancora di meno giacimenti con 15 milioni di once.

Oggi sono aperte poche grandi miniere in grossi giacimenti perché le compagnie hanno dovuto tagliare i budget dei lavori di esplorazione geologica a causa dell'abbassamento del prezzo dell'oro. In precedenza quest'anno la S&P Global Market Intelligence ha comunicato che il budget per le esplorazioni della compagnia, che si occupa dell'estrazione di metalli preziosi, è stato ridotto per il quarto anno di seguito. I bilanci sono scesi a $6,9 miliardi di euro, il tasso più basso in 11 anni. Nonostante quest'anno si osservi un aumento dei prezzi, essi sono ancora molto indietro dal picco del 2012. Per quanto riguarda lo sfruttamento di un nuovo giacimento sono necessari in media 7 anni prima che la produzione venga avviata, e l'estrazione potrebbe diminuire ancora più velocemente nei prossimi anni.

"In realtà non importa quale sarà il prezzo dell'oro nei prossimi anni. La produzione continua, e questo significa che l'aumento dei prezzi dell'oro può essere molto intenso" ha detto Lasson.

I costi di tali attività e l'alta regolamentazione dell'industria sono fattori che influenzano negativamente il settore. A differenza del settore petrolifero dove è stato inventato il fracking per raggiungere i giacimenti più inaccessibili, nel settore minerario non ci sono tecnologie analoghe. Barrick, il più grande produttore al mondo, ha condotto degli esperimenti presso il proprio progetto Cortez in Nevada.

Ora i ricercatori sono costretti a scavare più in profondità e a lavorare in condizioni più estreme per scoprire i depositi economicamente convenienti. Questo è evidente in Sudafrica, una volta il più grande paese di miniere d'oro al mondo, ha visto la sua produzione annua diminuire bruscamente. Nel 1880 l'oro è stato scoperto a Witwatersrand in Sudafrica, dove più del 40% dell'oro complessivo estratto nella storia dell'umanità era localizzato. Questo ha trasformato Johannesburg in una delle più grandi città del mondo. Oggi l'economia sudafricana è la più stabile nell'Africa sub-sahariana grazie al metallo prezioso. Nel 1970, sono state prodotte più 1000 tonnellate metriche, un volume incredibilmente enorme. Da allora la produzione è in calo costante. Al culmine della produzione in Sudafrica nel 2016, sono state estratte solo 167,1 tonnellate, una caduta dell'83% dal picco del 1970. Nel frattempo, i minatori d'oro nella nota miniera di Mponeng, una delle più profonde al mondo, la cui profondità raggiunge 2,5 miglia, continuano a scavare sempre più nei meandri della Terra. L'Australia sta aspettando un calo simile nei prossimi 40 anni.

Il primo studio, condotto da MinEx Consulting e pubblicato questo mese, mostra che in Australia la produzione d'oro si ridurrà significativamente in futuro. Entro il 2057 solo 4 dei 71 giacimenti del paese attualmente in esercizio saranno ancora in funzione. La maggior parte di essi si esaurirà nei prossimi due decenni. Qualsiasi produzione supplementare dipenderà dal successo dell'esplorazione, che è sempre più difficile fintanto che le aziende non investono nell'esplorazione e il governo australiano non allenta le norme minerarie. Secondo le stime di MinEx, "affinché l'industria aurifera australiana possa mantenere la produzione al livello attuale a lungo termine, sarà necessario raddoppiare l'importo speso per l'esplorazione o raddoppiare l'efficienza dell'esplorazione".

Nel mese di marzo è stato riferito che Shandong Gold Group, il secondo più grande produttore in Cina, ha scoperto un giacimento d'oro in Cina orientale, il quale contiene dalle 380 tonnellate fino alle 550 tonnellate di metallo prezioso. Se fosse così, questo sarebbe il più grande giacimento d'oro del paese, il quale avrebbe una durata di sfruttamento di 40 anni dopo l'inizio delle operazioni. Inoltre, in questo mese la Kitco segnala che Seabridge Gold a Toronto ha scoperto un importante giacimento d'oro nella Columbia Britannica. La scoperta è stata fatta dopo il ritiro di un ghiacciaio. Si stima che esso contenga 780 tonnellate metriche d'oro. "Non c'è dubbio che, con lo scioglimento dei ghiacciai appariranno più opportunità per l'esplorazione, e in questa parte del mondo sarà possibile fare di più scoperte" ha detto il delegato della Kitco, il direttore generale di Seabridge Rudy Fronck. La società ha già ricevuto l'autorizzazione ad iniziare l'estrazione. Come è già stato affermato in precedenza, i costi di esplorazione sono aumentati in modo significativo.

Secondo S&P Global Market Intelligence, i costi sono aumentati a partire da settembre 2012. I bilanci sono aumentati del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fino a $7,95 miliardi. In questo periodo le aziende aurifere hanno speso in esplorazione circa $4 miliardi, che è circa la metà del valore di tutti i bilanci nella produzione di metalli non ferrosi. Ma poiché la ricerca diventa più costosa per le ragioni discusse in precedenza, i produttori da più tempo sul mercato possono decidere invece di acquistare piccole imprese con progetti dimostrativi e redditizi. Questo può essere di grande valore per gli investitori, quindi vale la pena tenere d'occhio i piccoli produttori che sono l'obiettivo dell'acquisizione.

Ad esempio nell'industria mineraria australiana si è vista una certa crescita degli affari nell'ultimo anno rispetto allo scorso. Lo scorso anno la Goldcorp ha concluso un affare per l'acquisizione dell'azienda Kaminak Golda di Vancouver, e maggio di quest'anno El Dorado ha annunciato l'acquisizione di Integra Gold per $590 milioni.

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