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    Financial Times: Putin si distanzia dal Grande Ottobre

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    Vladimir Putin non parteciperà alle celebrazioni del centenario della Rivoluzione d'Ottobre, scrive il Financial Times.

    Secondo il giornale britannico, questa decisione spiega l'atteggiamento ambiguo del presidente e della società russa in generale verso il passato sovietico. Il sette novembre il partito comunista della Federazione russa prevede una celebrazione in grande stile in occasione del centenario della rivoluzione d'Ottobre del 1917. Ma il presidente Vladimir Putin non parteciperà a questa manifestazione, non si recherà alla serata di gala, che si terrà in uno degli alberghi di Mosca, lontano dal Cremlino, scrive il Financial Times.

    Secondo il quotidiano, questo distacco dall'anniversario non è peculiare del presidente russo. Nella Russia di Putin la storia è diventata un importante strumento ideologico, essenziale per rafforzare l'unità nazionale e per ottenere sostegno pubblico. Con Putin la vittoria contro la Germania nazista viene celebrata con "grande splendore". Il presidente ogni anno fa grandi parate militari sulla piazza Rossa e pronuncia il suo discorso, in cui sottolinea il contributo dell'Unione Sovietica, e non delle potenze occidentali, nella disfatta di Hitler, osserva il FT. 

    Fino a poco tempo nel paese c'era un ampio elenco di libri di testo con diverse interpretazioni degli eventi come la rivoluzione. Ma su indicazione del presidente sono stati standardizzati, sostiene il giornale. Il Cremlino fa particolare attenzione alla storia, perché aiuta a legittimare il regime, ritiene l'analista del Carnegie Center di Mosca Andrej Kolesnikov. A suo avviso, con il suo aiuto, le élite e la maggioranza filo-putin stanno cercando di capire chi sono e da dove vengono.

    Dal crollo dell'URSS, la Russia cerca la risposta a questa domanda. Per molte altre repubbliche sovietiche l'indipendenza è stata sufficiente per la base dell'auto-identità. Ma, secondo il parere di molti russi, hanno perso più di quanto acquistato, "un impero, lo status di potenza mondiale, lo stato, che per decenni li ha resi orgogliosi".

    "Ecco perché la storia politica è diventata così importante. C'è bisogno di veri eroi, capaci di ispirare il popolo. Di dogmi ideologici, che aiutano a conciliare la società" dice Kolesnikov. In questo senso, secondo lui, la rivoluzione del 1917  è "inutile", perché i temi che hanno giocato un ruolo importante in quel momento sono oggi obsoleti.

    Lo stesso leader russo non nasconde il suo duplice atteggiamento verso la rivoluzione d'Ottobre. "Vediamo quanto ambigui sono stati i suoi risultati, come strettamente sono intrecciati gli effetti negativi a quelli positivi" ha detto Putin di recente, suggerendo che la Russia avrebbe vinto, solo scegliendo il percorso dello sviluppo evolutivo, non pagando il prezzo della "distruzione spietata dello stato e di milioni di vite umane".

    L'antipatia di Putin per gli eventi del 1917 si riflette anche nel suo atteggiamento verso la stato d'animo rivoluzionario in generale. Lui è orgoglioso di aver restituito stabilità alla Russia dopo i turbolenti anni ' 90. Da più di dieci anni, il presidente critica il rovesciamento dei regimi negli altri paesi, per esempio in Ucraina, Egitto e Siria, li tratta come complotti occidentali, "che un giorno potrebbero arrivare fino in Russia", dice il quotidiano.

    Allo stesso tempo, Putin rende omaggio all'URSS. Inoltre, ricorda che è stata la "sfida sovietica" a portare ad un aumento del livello di vita, alla formazione di una potente classe media, alla riforma del mercato del lavoro, alle garanzie dei diritti umani come in Occidente. L'atteggiamento di Putin verso i personaggi rivoluzionari è altrettanto ambiguo. Da un lato, il presidente definisce Lenin "traditore" per aver scatenato una guerra civile e dà la colpa al leader bolscevico di aver messo una "bomba" sotto l'Unione Sovietica. D'altra parte, il leader russo giustifica la decisione di Stalin di stipulare un patto con la Germania nazista e critica i paesi limitrofi per la distruzione dei monumenti dell'Armata Rossa e di Lenin.

    I recenti studi dimostrano l'atteggiamento contraddittorio del presidente verso la storia sovietica in sintonia con l'opinione dei russi. Secondo un sondaggio di Vziom, il 45% ritiene che la Rivoluzione d'Ottobre rifletta la volontà del popolo, il 43% non è per niente d'accordo con questo.

    "La guerra civile è finita da tempo, ma la polemica non si placa fino ad oggi" dice il direttore generale del centro sondaggi Valerij Fedorov. "La percentuale di persone che non sanno cosa rispondere si è ridotta. Questo dimostra che la gente capisce la rivoluzione meglio di prima. Ma la spaccatura è ugualmente profonda".

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    Tags:
    Financial Times, Vladimir Putin, Russia
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