23:34 21 Settembre 2018
Raffineria di petrolio in Iraq

DWN: Russia compete con USA e Gran Bretagna per il petrolio iracheno

© REUTERS / Essam Al-Sudani
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La Russia, la Gran Bretagna e gli USA competeno in una lotta per i giacimenti petroliferi alla periferia di Kirkuk in Iraq, scrive il Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Allo stesso tempo il governo iracheno e i curdi non vogliono condividere le risorse con nessuno.

Ai ricchi giacimenti di petrolio di Kirkuk vogliono avere accesso tutte le maggiori forze militari nella regione riporta la testata. Si stima che nei giacimenti di Kirkuk ci siano circa 8 miliardi di barili di petrolio. Inoltre nella provincia ci sono un aeroporto e una base militare.

Come si osserva nell'articolo, tra Russia, Gran Bretagna e gli USA è iniziata una competizione che potrebbe portare ad una divisione distinta del territorio dei giacimenti e che beneficerebbe a molte imprese situate in diverse sfere di influenza. Le forze locali, come i curdi e i mediatori iraniani, non vogliono restare fuori da tale spartizione.

I militari iracheni sono penetrati nelle regioni del nord del paese, dove si trovano gli oleodotti e la frontiera con la Siria e la Turchia, riferisce il giornale. Secondo il governo regionale curdo a nord ovesti di Mosul si utilizzano mezzi militari pesanti e pezzi d'artiglieria.

Il governo regionale di Kurdistan, che gode del sostegno degli Stati Uniti, ha mantenuto finora solo un oleodotto di esportazione sotto il suo controllo. Le raffinerie di petrolio curde nella regione hanno una capacità di riserva non disponibili al governo centrale in Iraq per la produzione di prodotti petroliferi nelle aree liberate. Dopo che l'Iraq ha conquistato una parte dei territori, il governo regionale di Kurdistan, guidato da Masud Barzani, è stato notevolmente indebolito, il che potrebbe portare i curdi a perdere le loro posizioni forti nella regione petrolifera.

L'indebolimento di Barzani colpisce anche Israele, spiega l'autore. Il 77% delle importazioni di petrolio in Israele proviene da Kirkuk, e i curdi lo hanno garantito a prezzi molto bassi. In risposta Israele ha appoggiato il desiderio d'indipendenza di Barzani della regione curda in Iraq. Ora Israele ha preso una posizione difensiva, perché né la Russia né gli Stati Uniti vogliono la formazione di uno stato curdo nel nord dell'Iraq. Israele teme che l'Iraq aumenti i prezzi del petrolio perché Tel Aviv non può offrire a Baghdad lo stesso sostegno politico dato ai curdi.

I giacimenti petroliferi attorno a Kirkuk sono stati anche rivendicati dalle forze di mobilitazione popolare, sostenute dal governo centrale dell'Iraq e dell'Iran. Il loro comandante ha recentemente sottolineato che Kirkuk è la chiave dell'economia irachena e non verrà mai abbandonata a Barzani. Non si può negare il ruolo dell'Iran nell'attacco dell'esercito iracheno Kirkuk, prosegue la pubblicazione. Insieme all'aspetto politico, Kirkuk è importante per l'Iran come membro dell'OPEC. Secondo un alto funzionario iraniano, se il controllo di questi giacimenti dovesse cadere nelle mani dei nemici dell'Iran, sarebbe un disastro per Teheran. Non può lasciare i mercati petroliferi ai suoi nemici.

Nel frattempo, poco dopo l'operazione di successo nella zona di Kirkuk, il ministro iracheno del petrolio Jabbar al-Laibi ha affermato che il consorzio britannico BP in un prossimo futuro preparerà dei piani per lo sviluppo dei giacimenti petroliferi nelle vicinanze di Kirkuk.

Secondo la pubblicazione, attualmente BP, PetroChina e Basra Oil Company vogliono sfruttare il giacimento di petrolio Rumaila in Iraq. Tuttavia, dopo l'attacco a Kirkuk, la Russia ha annunciato i propri piani per il petrolio locale. Rosneft ha riferito di un accordo con il governo regionale del Kurdistan per l'acquisizione di una partecipazione (60%) del gasdotto Kirkuk — Ceyhan. La partecipazione a questo progetto per lo sviluppo delle infrastrutture dovrebbe contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici di Rosneft e migliorare l'efficienza del trasporto di materie prime ai clienti finali, tra cui l'approvvigionamento delle raffinerie in Germania, dichiara il capo della società, Igor Sechin. Come riportato nell'articolo, Rosneft dovrebbe investire 1,8 miliardi di dollari nel progetto.

Il Ministero del petrolio iracheno dopo la conclusione di questo accordo ha pubblicato una nota nella quale indica che ogni contratto deve essere approvato dal governo centrale Iracheno. È stato reso pubblico il giorno dopo la firma di un altro contratto per il greggio tra il governo regionale del Kurdistan e Rosneft sottolinea il quotidiano.

A causa della superiorità militare della Russia nella regione gli USA sono stati relegati in secondo piano e ora vogliono rafforzare la propria posizione nel sud dell'Iraq, scrive Deutsche Wirtschafts Nachrichten. Mentre la Rosneft rafforza la sua presenza nel nord dell'Iraq, l'americana Exxon si è tirata indietro dai tre ai sei sfruttamenti di giacimenti nei dintorni di Sulaimaniya, nel nord-est dell'Iraq. La società prevede di concentrarsi nel sud del paese, nella zona di Bassora e nei territori di confine con l'Iran. All'inizio di ottobre, il Ministero del petrolio iracheno ha riferito circa l'imminente accordo con la Exxon, che prevede la costruzione di un'oleodotto, magazzini e l'attuazione di un progetto per la fornitura di acqua di mare per il miglioramento della produzione, si dice nell'articolo.

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Petrolio, Mercato del petrolio, estrazione petrolio, Petrolio, Guerra, Traffico di petrolio, BP, ExxonMobil, Rosneft, Massoud Barzani, Kurdistan, Russia, Gran Bretagna, USA, Iraq
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