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    Yeni Safak: la crisi del pomodoro con la Russia terminerà entro l’inverno

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    Secondo le autorità ufficiali di Mosca, le importazioni di pomodori turchi nel paese verrà ristabilita entro il 1 dicembre. Si prevede che quattro compagnie turche esporteranno come prima tappa 50mila tonnellate di pomodori. Tuttavia altri produttori turchi criticano queste limitazioni “discriminanti” scrive Yeni Safak.

    La Russia ha stabilito la data in cui riprenderanno le importazioni dai produttori turchi. Pare che la storia della crisi dei pomodori tra Mosca e Ankara sia giunta al termine: il Ministro dell'energia e co-presidente della commissione intergovernativa russo-turca Aleksandr Novak ha definito stabilito che l'acquisto di pomodori turchi ricomincerà dal 1 dicembre. Tuttavia i rappresentanti del settore sono divisi su tale informazione si osserva nell'articolo.

    Il Ministro russo ha annunciato durante un incontro commerciale a Sochi che si è raggiunto un accordo con la Turchia sulla ripresa delle importazioni di pomodori turchi dal 1 dicembre. "È necessario introdurre alcuni cambiamenti nella normativa di base e adesso sono in corso le preparazioni per tali documenti" ha affermato Novak. Ha anche comunicato che quattro compagnie turche consegneranno 50 000 pomodori, scrive Yeni Safak.

    Secondo il capo dell'Associazione turca di produttori e investitori nelle aziende di serra, Myuslyuma Yanmaza, è un buon inizio. "L'annuncio sul fatto che la Russia, dove esportavano 50 000 tonnellate di pomodori all'anno, comprerà come prima tappa 50 000 tonnellate, è un buon segno, e che le nostre relazioni vanno bene" ritiene Yanmaz. É sicuro che sia solo l'inizio, e che l'export in Russia nel prossimo futuro potrà raggiungere le 300 000 tonnellate. "È un evento importante dal punto di vista delle motivazioni dei produttori. Credo che la quantità di compagnie a breve crescerà fino a 14 — 20" ha annunciato Yanmaz in una intervista con Yeni Safak.

    In Turchia si producono all'anno circa 12 milioni di tonnellate di pomodori, delle quali 500 000 sono destinate ad essere esportate, ha dichiarato Myuslyuma Yanmaza, capo dell'Associazione turca di produttori e investitori nelle aziende di serra. "Prima del divieto, il valore delle nostre esportazioni di pomodori in Russia era di $275 milioni. 50mila tonnellate di pomodori sono pari a quasi 50 milioni di dollari. Se si presume che abbiamo esportato per una somma di 300 milioni di dollari, allora adesso questo è pari ad un sesto delle nostre esportazioni verso la Russia" ha detto.

    Al tempo stesso, il capo dell'Unione Mediterranea degli esportatori di frutta e verdura fresca, Ali Kawak, ha definito questa decisione discriminante e ha dichiarato che tutte le associazioni di esportazioni turche sono contrarie. "In nessun modo siamo d'accordo sul fatto che solo quattro società turche possano esportare pomodori in Russia. Per noi, questa discriminazione tra le aziende del nostro paese è inaccettabile" ha detto Kavak in un'intervista a Yeni Safak. A suo parere, il fatto che la Russia abbia concesso un permesso solo ad alcune imprese dimostra come voglia ignorare altre compagnie turche: "i produttori turchi si oppongono a queste azioni perché portano alla monopolizzazione" ha ammonito Kawak.

    Nel frattempo, il Ministro russo dell'energia Aleksandr Novak ha anche detto che i negoziati con la Turchia sulle esportazioni di carne inizieranno il 21 ottobre, ha detto l'articolo. Secondo lui, oggi i funzionari russi e turchi avranno una riunione congiunta della commissione intergovernativa, dove verrà discussa l'entrata di pollame e carne bovina russi nel mercato turco, scrive Yeni Safak.

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    Esportazione, esportazione, Prodotti agricoli, Esportazioni, Ministero dell'Energia, Alexander Novak, Turchia, Russia
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