22:11 24 Novembre 2020
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Un analisi dei frammenti di DNA dei Neandertaliani nel genoma dell’uomo moderno ha rivelato che i primi abitanti d'Europa erano un popolo molto variegato con la pelle e i capelli sia scuri che chiari, si legge in un articolo pubblicato nell'American Journal of Human Genetics.

"Abbiamo scoperto che l'umanità ha ereditato dai Neandertaliani non solo i geni del sistema immunitario e la predisposizione a determinate malattie, ma anche il tono della nostra pelle, la velocità della sua abbronzatura e il colore dei nostri capelli" ha dichiarato Janet Kelso, dall'Istituto di Antropologia Evoluzionistica a Lipsia.

L'uomo, secondo gli scienziati, assomigliava agli africani moderni prima che i nostri antenati iniziassero a lasciare la "culla dell'umanità", l'Africa orientale o del sud, circa 200-300 mila anni fa. Quando l'uomo raggiunse le regioni settentrionali dell'Europa e dell'Asia, dovette adattarsi a condizioni di vita radicalmente nuove.

Come gli scienziati credono oggi, questo adattamento è avvenuto molto velocemente, in poche generazioni, e gli europei e gli asiatici futuri acquisirono geni associati al colore della pelle chiara, ad una forte immunità, ad una maggiore resistenza alla perdita di calore e ad altri adattamenti necessari alla sopravvivenza nel freddo nord. Alcuni di questi geni potrebbero essere stati ereditati dai Neandertaliani, con i quali l'uomo di Cro-Magnon è entrato in contatto tra i 50mila e i 100mila anni fa.

Kelso e il suo collega Michael Dannemann studiando i frammenti di DNA  conservatisi nel genoma dei britannici odierni hanno confermato che essi hanno ereditato alcuni dei geni associati alla pigmentazione della pelle e dei capelli, così come molte altre caratteristiche dell'uomo di Neanderthal.

Secondo le stime dei genetisti gli umani moderni hanno ereditato circa il 2-4% del loro DNA dai Neandertaliani e il numero di tali geni, come mostrano recenti studi, diminuisce gradualmente con ogni nuova generazione, in quanto la maggior parte di essi è sfavorevole sopravvivenza e procreazione.

Cercando di capire come avviene il processo di "estinzione" del DNA dell'uomo di Neanderthal, gli scienziati hanno analizzato la struttura dei frammenti del genoma dei primi abitanti d'Europa, conservati nel DNA di circa 112 mila britannici che hanno partecipato al progetto Biobank.

I dati raccolti nell'ambito di questa ricerca non contiene solo informazioni sull'organizzazione del DNA, ma anche informazioni sulla loro dieta, sulle cattive abitudini, sullo stile di vita e anche su come prendono il sole e il modo in cui sono stati ammalati negli ultimi anni della loro vita.

Confrontando le differenze nel DNA e le caratteristiche dello stile di vita di diversi volontari, Kelso e Dannemann hanno confermato che i Neandertaliani hanno aiutato i nostri antenati ad adattarsi alla vita nel nord e a trovare diversi nuovi elementi curiosi del patrimonio neandertaliano che gli scienziati non avevano mai sospettato.

Per esempio, si è scoperto che l'uomo odierno ha ereditato dai Neandertaliani non solo i geni associati al colore blu degli occhi e alla pelle chiara, ma anche quelli degli occhi e della pelle scura, che sono influenzati dalle variazioni del gene BNC2. Inoltre, i geni dell'uomo di Neanderthal influenzano fortemente altre due caratteristiche: il regime del sonno e la propensione ad una routine "notturna", così come la velocità dell'abbronzatura della pelle.

Secondo Kelso e Dannemann, nel DNA potrebbero nascondersi altri frammenti ereditati dal Neanderthal che influenzano impercettibilmente il nostro comportamento e funzionamento dell'organismo. La loro ricerca aiuterà non solo a capire come i nostri antenati si sono evoluti in passato, ma anche ad ottenere un quadro più completo di come i loro antichi "vicini" sono vissuti.

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Ricerca, dna, studio, Ricerca scientifica, Università, Germania
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