09:48 29 Gennaio 2020
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E' interessante notare come cambia il tono delle relazioni dell'assemblea parlamentare della NATO quando si parla della Serbia. Ancora alla fine di maggio a Tbilisi il deputato britannico Richard Benyon si era scagliato contro la Serbia nella sua relazione, ritenendola la principale colpevole dello stallo nel dialogo tra Belgrado e il Kosovo.

Conseguentemente la parte serba aveva valutato il documento come "scandaloso". Quattro mesi dopo a Bucarest l'assemblea parlamentare dell'Alleanza Atlantica era pienamente soddisfatta di Belgrado, anche in termini di situazione di sicurezza. L'assenza di osservazioni e critiche all'indirizzo di Belgrado è stata confermata ai media serbi dal capo della delegazione del Parlamento serbo Dragan Sormaz.

Quali siano le ragioni dell'improvviso addolcimento e se sia legato all'assistenza della Russia nella modernizzazione dell'esercito serbo, dopo che 6 MiG-29 russi sono stati consegnati a Belgrado a condizioni favorevoli, sarà evidente al pubblico il 20 ottobre, il giorno della liberazione della capitale serba dagli invasori nazisti. O forse, il fatto che la Serbia può essere coinvolta nel progetto energetico "Turkish Stream", come ha detto il presidente Aleksandar Vucic a metà estate e di recente l'ha confermato durante la sua visita a Belgrado il capo di Stato turco Tayyip Erdogan.

Secondo l'analista Dragomir Andjelkovic, l'Occidente sta cominciando a cambiare atteggiamento nei confronti della Serbia per l'indebolimento apparente della sua posizione nei Balcani, nonostante il rafforzamento del ruolo della Turchia, membro dell'Alleanza Atlantica.

"Finchè la Serbia veniva vista come una specie di protettorato senza possibilità di muoversi, non le è stato dato nulla e non hanno mostrato alcun interesse. Ora, quando è emerso chiaramente che Belgrado ha alternative geopolitiche, è iniziato una sorta di corteggiamento per cercare di allontanare la Serbia dalla Russia e da altre potenze al di fuori della sfera d'influenza euro-atlantica. L'unica opzione giusta per noi è continuare a mantenere l'equilibrio e sviluppare relazioni migliori con la Russia e le altre forze non occidentali e con i centri principali di potere in Occidente", ha detto Andjelkovic a Sputnik.

L'analista militare Miroslav Lazansky a sua volta ha osservato che questo rapporto a lui personalmente così come all'80% dei cittadini della Serbia è stato privo d'interesse.

"Le preghiere non cambiano il fatto che la nostra posizione ufficiale per quanto riguarda la NATO non cambia per nulla. Perseguiamo la neutralità militare, ora cercano di lusingarci in modo da accettare una più stretta collaborazione con l'alleanza. Faranno di tutto per farci finire nella loro orbita, ma Belgrado deve stare in guardia pesare le relazioni con la NATO in modo da non compromettere la politica dichiarata" — ha detto l'esperto a Sputnik.

Allo stesso tempo a suo parere non si dovrebbe attribuire troppa importanza all'assemblea parlamentare della NATO:

"Non sono quelli che decidono. E' chiaro chi ha voce in capitolo. L'assemblea parlamentare serve soprattutto per viaggiare e passare del tempo in buoni alberghi" — afferma categoricamente Lazanski.

Rispondendo alla domanda se questo metodo di condanna e lode è stato usato con i vicini della Serbia come Bulgaria e Romania, l'interlocutore di Sputnik ha osservato che non era necessario, dal momento che questi Stati non sono stati trascinati nella NATO.

"La Bulgaria e la Romania hanno voluto la NATO, le loro èlite politiche hanno lavorato per entrare. Hanno dato le loro basi alle truppe americane come trampolino di lancio per l'intervento in Afghanistan, questo ha fornito loro il biglietto d'ingresso nella NATO. Per inciso sono quelli che hanno aperto il loro spazio aereo durante l'aggressione contro la Jugoslavia nel 1999 che, secondo il diritto internazionale, era un'azione di guerra. E' un'altra questione il fatto che Belgrado sia rimasta successivamente in silenzio su questo argomento e non l'abbia sollevato né con Sofia né con Bucarest. In generale non hanno avuto bisogno di essere lusingati, perché da soli si sono schierati dalla parte degli Stati Uniti", conclude Miroslav Lazansky.

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Tags:
Geopolitica, Politica Internazionale, Energia, Economia, Difesa, Occidente, Sicurezza, Turkish Stream, NATO, Balcani, Serbia, Turchia, Russia
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