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    Politologo: "ingerenza russa con Pokemon Go", USA vogliono giustificare propri fallimenti

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    Il rappresentante ufficiale del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha definito “indegni” i tentativi di accusare Mosca di “ingerenza” in USA attraverso Pokemon Go. Il politologo Pavel Svyatenkov in onda su radio Sputnik ha osservato che non sono state fornite prove di alcun tipo.

    Maria Zakharova ha commentato il materiale della CNN nel quale viene dichiarato che la Russia avrebbe presumibilmente usato il gioco Pokemon Go come strumento per creare ostilità razziale negli Stati Uniti.

    Come ha osservato sulla sua pagina facebook i media americani ritengono che gli afroamericani costruiscono la loro posizione civile, basandosi sui giochi.

    "Sulla base della logica della CNN gli afroamericani determinano la propria posizione civile giocando ai Pokemon. Con tale giustificazione il canale televisivo spiega stupidamente come sono apparsi i problemi razziali nell'America contemporanea. I russi sono di nuovo colpevoli… e hanno usato i Pokemon" ha scritto Zakharova.

    l rappresentante ufficiale del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha definito “indegni” i tentativi di accusare Mosca di “ingerenza” in USA attraverso Pokemon Go.
    © Sputnik. Vitaly Podvitsky
    Secondo le informazioni del canale televisivo si tratta della campagna Don't Shoot Us, dei quali account erano registrati sui social network e su Youtube. È stato riferito che gli organizzatori della campagna hanno usato queste piattaforme per evidenziare i numerosi casi di violenza della polizia contro i neri.

    I partecipanti alla campagna sono stati rinviati nei luoghi delle violenze della polizia e gli veniva suggerito di chiamare i propri Pokemon con i nomi degli afroamericani deceduti. In particolare uno dei Pokemon è stato chiamato Eric Garner, così si chiamava un afroamericano di New York morto durante un arresto della polizia.

    Come prova della partecipazione della Russia in tale campagna la CNN indica il legame dell'account Facebook con l'Internet Research Agency, struttura definita dal canale come pro-Cremlino.

    Il politologo Pavel Svyatekov in onda su radio Sputnik ha dichiarato che gli USA provano ad addossare alla Russia i fallimenti dell'amministrazione americana precedente.

    "È evidente come le rivolte a sfondo razziale e le rivolte degli afromericani contro la polizia avvenute durante l'amministrazione Obama siano un grosso problema per gli USA. La polizia è sempre più accanita nei confronti degli afroamericani rispetto ai bianchi. La comunità afroamericana ha protestato ritenendo che questo fosse causato da stereotipi. Di conseguenza in un ambiente mediatico nel quale si accusa la Russia di qualsiasi problema e fallimento degli Stati Uniti c'è la tentazione di addossare anche la responsabilità di questo sulla Russia. Anche se queste pesano sull'amministrazione Obama, poiché tutti pensavano che con l'arrivo di Obama la condizione degli afroamericani in USA sarebbe cambiata. Ma questo non è accaduto" ha detto Pavel Svyatekov.

    L'esperto sottolinea anche che la parte americana non fornisce alcuna prova.

    "L'agenda politica interna nazionale viene usata per addossare responsabilità sulla Russia, ma non c'è alcuna prova della "terribile ingerenza russa". La polemica si protrae con annunci sensazionali con argomentazioni ideologiche. Questo è un altro tentativo del Partito Democratico di scaricare la propria politica fallimentare sulla Russia. Dicono che in America ci sono rivolte su base razziale? La Russia è da biasimare, ha sicuramente pubblicato qualcosa su Facebook" ha concluso Pavel Svyatenkov.

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    Politica, campagna mediatica, rivoluzione, Pokemon Go, Guerra mediatica, il ministero degli Esteri, Maria Zakharova, Barack Obama, USA
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