12:26 29 Novembre 2020
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L'agenzia federale per la protezione dalle radiazioni (Bundesamt für Strahlenschutz, BfS) ha dichiarato che la presunta fonte del recente aumento di radioattività registrato in Europa potrebbe essere la Russia. Il corrispondente comunicato è stato pubblicato sul sito dell'agenzia.

Tra il 29 settembre e il 3 ottobre la Bundesamt für Strahlenschutz aveva registrato un piccolo aumento di radioattività in Europa. In particolare era stato trovato l'isotopo rutenio-106 in campioni d'aria provenienti da Germania e Austria. Allo stesso tempo la concentrazione di questo isotopo era su livelli che non rappresentavano rischi e pericoli per la vita e la salute della popolazione.

"Non è ancora chiaro il motivo per cui si è registrato un piccolo aumento della concentrazione dell'isotopo radioattivo rutenio-106. Tuttavia, con elevata probabilità, la sua fonte d'origine si trova negli Urali meridionali. Emerge dai dati dell'agenzia federale per la protezione dalle radiazioni. Altre regioni nel sud della Russia non possono nemmeno essere escluse", ha riferito l'agenzia.

Allo stesso tempo non è specificato sulla base di quali dati si traggono queste conclusioni.

Gli esperti dell'agenzia tedesca hanno inoltre escluso un incidente presso una centrale nucleare come motivo per l'aumento delle concentrazioni di rutenio-106, in quanto nessun altro isotopo radioattivo è stato trovato nei campioni.

In seguito il ministero della Pubblica Sicurezza della regione di Chelyabinsk ha smentito perdite nell'atmosfera di rutenio-106. Il livello delle radiazioni nella regione rientra nella norma.

Il rutenio-106 è usato per la radioterapia, in particolare per la cura dei tumori agli occhi; inoltre questo isotopo viene utilizzato nelle parti contenenti combustibile dei satelliti. Questo isotopo può inoltre generarsi a seguito delle lavorazioni dei combustibili nucleari.

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Tags:
Inquinamento, Ambiente, Nucleare, Società, Urali, Germania, Russia
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