07:36 24 Marzo 2019
La bandiera dell'Albania

La slavina catalana continua: gli albanesi in Serbia chiedono adesione al Kosovo

© Sputnik . Илья Питалев
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Il premier dell'autoproclamato Kosovo, Ramos Haradinaj, ha promesso agli albanesi del sud della Serbia, - nella sua terminologia, "gli albanesi orientali del Kosovo"-, che avranno il passaporto dello Stato nei prossimi mesi.

Le leggi kossovare permettono di avere la doppia cittadinanza, ma perché albanese? E quanto sono pericolose le dichiarazioni di Haradinaj, che ha promesso di visitare Presevo prossimamente, nonostante le autorità serbe ritengano che il Capo del Consiglio dei ministri kossovaro sia colpevole di crimini commessi durante la guerra in Kosovo, e hanno più volte insistito sulla sua estradizione?

Il docente della facoltà di Scienze politiche dell'università di Belgrado Stefan Surlic è convinto che Haradinaj stia semplicemente bluffando: gli albanesi, tra cui quelli del Kosovo, usano molto volentieri i passaporti serbi, che aprono loro l'ingresso in Europa, mentre con i documenti della "Repubblica del Kosovo" la libertà di movimento è estremamente limitata. 

Mancano i dati ufficiali sul numero di albanesi kosovari titolari di passaporti serbi. Diverse fonti parlano di trecentomila persone.

Nel 2016 in un'intervista al giornale di Belgrado, Politica, Vladimir Petronijević, l'ex consigliere per la liberalizzazione dei visti del governo della Serbia, ha detto che il passaporto serbo ogni anno era stato emesso per 20.000 albanesi. Un anno prima, l'allora ministro degli Interni della Serbia, Nebojsa Stefanovic, ha osservato che 60000 albanesi hanno presentato i documenti per ottenere documenti serbi.  

"Le parole di Haradinaj prima di tutto bisogna considerarle dal punto di vista della politica interna. Si calcola che quelli che oggi riceveranno la cittadinanza del Kosovo, domani sosterranno la sua politica, sta cercando di mostrarsi come difensore degli albanesi al di fuori dei confini del cosiddetto Kosovo. E' una promessa pericolosa, perché, dice Belgrado, i problemi possono verificarsi in tre comuni meridionali della Serbia" ha detto l'esperto.

Si tratta dei comuni di Presevo, Bujanovaz e Medvedja, dove i problemi c'erano già a cavallo tra gli anni '90 e i 2000, quando si svolsero i combattimenti tra le forze di sicurezza serbe e il gruppo terrorista chiamato "Esercito di liberazione di Presevo, Bujanovaz e Medvedja". Quando Haradinaj ha detto che "i kosovari orientali hanno versato il loro sangue per il governo del Kosovo", aveva in mente questi separatisti. Alla riunione dei rappresentanti albanesi con il primo ministro del Kosovo era presente l'ex comandante Sefket Musliju, su cui la Serbia ha un ampio dossier sui casi di omicidi dei serbi del Kosovo nel 1999. Musliju ha partecipato con militanti albanesi e la polizia macedone agli eventi di Kumanovo nel 2015. 

Ispirato da quello che è successo in Catalogna, il leader politico degli albanesi del sud della Serbia Jonuz Musliju ha invitato la comunità internazionale a riconoscere i risultati del referendum, che gli albanesi hanno condotto in questa zona nel 1992 e dove la maggior parte di loro ha sostenuto l'adesione al Kosovo. "Il referendum è l'espressione della volontà e del diritto dei popoli, in questo caso, dei catalani. Il referendum albanese è legittimo. Questa volontà garantisce la pace e la stabilità nei rapporti tra la Serbia e la valle di Preshevo, è il diritto degli albanesi, la maggior parte di loro vuole unirsi al Kosovo" ha dichiarato l'ex comandante al portale Preshevo, ricordando che nei tre comuni vivono più di 100.000 albanesi. Sefket Musliju è conosciuto per le sue dichiarazioni controverse. Ad esempio, nella primavera di quest'anno, ha detto che il suo presidente è Edi Rama, il primo ministro dell'Albania.

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passaporto, cittadinanza, Referendum, Kosovo, Serbia
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