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02:15 25 Agosto 2019
Palazzo del governo a Kiev

Preferenze commerciali supplementari dell'Unione Europea per l'Ucraina entrano in vigore

© Fotolia / Dmytro Potapchuk
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Ulteriori, temporanee preferenze commerciali dell'UE per le esportazioni di alcuni tipi di prodotti agrari ed industriali provenienti dall'Ucraina, entreranno in vigore oggi.

La durata sarà di tre anni. Le preferenze sono un complemento dei privilegi commerciali per il business ucraino, che già operano all'interno della zona di libero scambio con l'UE.

A Kiev si aspettano che queste misure consentano di compensare la perdita degli esportatori ucraini dopo la rottura delle relazioni con la Russia. Tuttavia, dicono gli esperti, ciò non risolverà i problemi globali degli esportatori e sono solo un passo in segno di amicizia, il cui obiettivo è dimostrare sostegno.

Cosa offrono le preferenze

In una dichiarazione congiunta per l'entrata in vigore delle preferenze commerciali supplementari, per conto del commissario della Commissione europea per il commercio Cecilia Malmström e il vice ministro dello sviluppo economico e del commercio ucraino Natalia Mikolskoj, si afferma che "si tratta di una buona notizia per gli esportatori ucraini, per alcuni importanti prodotti agricoli e prodotti industriali, che ora avranno un migliore accesso al mercato dell'UE, poiché è possibile esportarli senza dazi doganali".

I commissari sono convinti che "questo è un ulteriore stimolo per lo sviluppo del commercio, fornirà l'opportunità di rafforzare potenti legami commerciali tra l'UE e l'Ucraina e sosterrà un'ulteriore espansione delle esportazioni ucraine verso l'UE, tenendo conto delle restrizioni commerciali verso la Russia".

In particolare, grazie alle nuove preferenze l'Ucraina riceverà ulteriori quote annuali di importazione verso l'Unione Europea per una serie di prodotti agricoli: mais, per una quota di 625 mila tonnellate, orzo, per 325 mila tonnellate, grano per 65 mila tonnellate, avena per 4 mila tonnellate, pomodori per una quota di tremila tonnellate, miele naturale per 2,5mila tonnellate e succo d'uva per 500 tonnellate.

Inoltre, si prevede la completa rimozione dei dazi di importazione su una serie di prodotti industriali come il rame, l'alluminio, fertilizzanti, coloranti, scarpe e attrezzature per la tv e radio.

L'Unione Europea calcola che i privilegi per facilitare l'accesso degli esportatori ucraini al mercato europeo, per contribuire a rafforzare le piccole e medie imprese, forniranno la spinta necessaria per aumentare il fatturato del commercio tra l'Europa e l'Ucraina.

Il ministro dell'Agricoltura ucraino Taras Kutovoy ancora prima di prendere la decisione sulle preferenze, ha detto che in caso di espansione della zona libera d'esportazione, per le quote dei prodotti agricoli, Kiev riceverà circa 200 milioni di dollari per ulteriori benefici economici.

Ampliate le vecchie quote

La decisione finale sulla concessione di preferenze commerciali supplementari per gli esportatori ucraini è stata adottata dal Consiglio dell'Unione Europea il 17 luglio, su iniziativa, a settembre 2016, della Commissione europea. L'azione delle preferenze commerciali viene calcolata in tre anni. In realtà queste preferenze ampliano i privilegi degli esportatori ucraini nel commercio con l'UE, con la firma di un accordo sulla zona di libero scambio.

La zona di libero scambio tra l'Ucraina e l'UE del 2016 prevede l'introduzione di quote per 40 tipi di merci ucraine nell'UE, per la maggior parte si tratta di prodotti agricoli. Le quote delle consegne vengono effettuate tramite tariffe preferenziali, oltre a quelle comuni. Quasi subito dopo l'inizio del libero scambio i singoli esportatori e gli esperti hanno detto che queste condizioni sono svantaggiose per l'Ucraina. 

Un motivo per cui sono svantaggiose è che i volumi forniti dalle quote sono bassi, rispetto ai più competitivi forniti dai gruppi ucraini che forniscono pollo, miele, zucchero, grano e farina.

I critici di queste quote rilevano anche problemi con l'accesso dei produttori ucraini ai mercati dell'UE per la complessità della certificazione del prodotto.

Alla fine del primo anno dopo l'accordo, le esportazioni ucraine verso l'UE sono aumentate solo del 3,7%, fino a 13,5 miliardi di dollari, con un aumento del fatturato dell'8,1%. Le autorità dell'Ucraina respingono le accuse sugli svantaggi dell'accordo, i modesti tassi di crescita del commercio con l'UE, che sono sfavorevoli, e li spiegano con la situazione sui mercati mondiali. Inoltre perseverano ribadendo la necessità di stabilire meccanismi bilaterali nel commercio nell'ambito dell'accordo di libero scambio.

Una goccia nel mare

L'esperto ucraino, il direttore esecutivo del fondo Internazionale Bleiser Oleg Ustenko, crede che le preferenze commerciali siano un passo positivo, perché questo aiuterà i produttori ucraini ad esportare a condizioni più favorevoli. Tuttavia, a suo avviso, le misure adottate non sono sufficienti per aumentare le esportazioni ucraine verso l'UE.

"In realtà questo passo deve dimostrare che gli europei sostengono l'Ucraina, ma non di più" ha detto Ustenko.

L'economista ritiene che, per quanto previsto dall'Unione Europea, l'aumento delle quote tiene conto del potenziale di esportazione dell'Ucraina nel settore agricolo. "Ulteriori preferenze, che ha ricevuto l'Ucraina, sono solo l'aumento delle quote per i cosiddetti "prodotti sensibili per i gruppi europei" a cui si riferisce la produzione agricola.

E qui sorge un problema: da un lato, gli europei, cercano di aiutare l'Ucraina, aumentando queste quote per i produttori ucraini, dall'altra parte, cercano di non pregiudicare gli interessi dei propri produttori agricoli" ritiene Ustenko.

Da esempio Ustenko ha nominato la quantità totale delle quote delle preferenze commerciali sulle esportazioni di grano, ovvero circa 1 milione di tonnellate di prodotto all'anno.

"A orecchio sembra tanto. Ma che cos'è un milione di tonnellate? È meno del 2% del raccolto di grano di quest'anno. Si tratta di una piccola quantità"  ha detto l'esperto. Secondo lui, l'Ucraina non recupererà con l'UE la perdita economica per la rottura commerciale con la Russia. 

"Dall'inizio del 2014, fino alla metà del 2017, la quota con l'Unione Europea delle nostre esportazioni sarà già il 40%. Mentre la quota della Russia sarà drasticamente diminuita. Tuttavia, è anche vero che non siamo stati in grado di bloccare la perdita di esportazione russa con l'esportazione nell'UE. Perché, se si calcola il guadagno con l'UE in valuta estera, sarà inferiore rispetto alle cifre dei prodotti esportati fino al 2014" ha spiegato l'esperto.

Secondo l'ex ministro dell'Economia ucraino Viktor Suslov, le preferenze commerciali sono solo un tentativo di propaganda da parte dell'UE.

"Ora, si, l'Unione Europea ha adottato la decisione di aiutare l'Ucraina con alcune quote, non tutte. Quindi sorge una domanda a cui è necessario dare una risposta: si tratta di preferenze commerciali o di ridurre la discriminazione? Io, per esempio, sono sicuro che dal punto di vista economico, questo è un indebolimento delle restrizioni discriminatorie per le esportazioni ucraine. Le vere preferenze commerciali ci sarebbero nel caso in cui non ci fosse alcun tipo di restrizione per l'Ucraina per l'esportazione, se il libero commercio fosse stato libero commercio" ha detto il ministro che ritiene che la decisione dell'UE "sia un movimento nella giusta direzione".

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Tags:
Commercio, quote, commercio, progetti commerciali, Ucraina
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