00:06 16 Agosto 2018
Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan

Incontro ad Ankara: Putin ed Erdogan trovano lingua comune sulla questione siriana

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Ai negoziati di Ankara, il presidente Vladimir Putin e la sua controparte turca Recep Tayyip Erdogan si sono accordati per fare il possibile per controllare le zone di de-escalation in Siria, riporta Voice of America. Il presidente russo ha notato che grazie alla Russia e alla Turchia, la Siria ha tutte le condizioni per porre fine alla guerra.

Alla riunione di Ankara, il presidente russo Vladimir Putin e la sua controparte turca Recep Tayyip Erdogan hanno accettato di impegnarsi attivamente per controllare le zone di de-escalation nella provincia siriana di Idlib per porre fine alla guerra civile, scrive Voice of America.   

Come risultato dei negoziati, Erdogan ha osservato che entrambi i leader hanno accettato di "monitorare in modo più attivo" l'attuazione del cessate il fuoco nelle zone di de-escalation ancora controllate dai jihadisti. Le parti considerano questo accordo come un passo fondamentale necessario per porre fine alla guerra civile e avviare il processo di pace.

"Sono state di fatto create le condizioni necessarie per porre fine alla guerra in Siria" ha detto Putin durante una conferenza stampa.

Nella guerra civile siriana, Mosca e Ankara sostengono parti opposte, ricorda la pubblicazione. Nel 2015, le relazioni russo-turche si sono trovate in una grave crisi causata dall'abbattimento di un bombardiere russo da parte della Turchia. Tuttavia la crisi diplomatica è stata sorpassata. Ciononostante, alcuni analisti ritengono che Mosca e Ankara non agiranno mai in un fronte veramente unito.

"Ci saranno sempre dei limiti su quanto serie e trasparenti possano essere le loro relazioni" ha dichiarato Sinan Ulgen, esperto presso dell'Istituto Carnegie. "Queste relazioni hanno una lunga storia e nei punti di vista di entrambi i paesi ci sono differenze sulla situazione della regione. Dunque possono d'accordo solo fino ad un certo punto".

Dopo diverse ore di negoziati, Putin e Erdogan hanno sottolineato l'importanza di sviluppare le relazioni tra i due paesi.

"Le relazioni bilaterali stanno diventando sempre più strette, entrambe le parti non possono che rallegrarsi. Speriamo che in futuro diventeranno ancora migliori" ha detto Erdogan, definendo Putin "un prezioso amico ".

"La riunione ha consentito uno scambio intenso e franco di opinioni" ha aggiunto Putin. Entrambi i leader hanno descritto i negoziati come "produttivi".

Il presidente russo ha inoltre sottolineato l'importanza dello sviluppo commerciale tra i due paesi. Secondo alcune fonti, durante i colloqui è stato sollevato l'argomento dell'acquisto dei sistemi missilistici russi S-400 da parte di Ankara. Questa transazione ha suscitato preoccupazioni in seno alla NATO per quanto riguarda il possibile riavvicinamento della Turchia alla Russia.

Inoltre, durante i colloqui è stato discusso il referendum sull'indipendenza dei curdi iracheni. Erdogan ha preso una dura posizione riguardo tale referendum in relazione alle preoccupazioni di azioni analoghe dei curdi in Turchia.

Mosca, a sua volta, non vuole proclamare il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), che combatte contro la Turchia, un'organizzazione terroristica, in quanto supporta la milizia curda siriana nella lotta contro lo Stato Islamico, scrive Voice of America.

"Le autorità turche sono ben consapevoli dell'ambigua la posizione della Russia, soprattutto nel caso delle relazioni di Mosca con il PKK. Lo stesso si può dire del sostegno della Russia ai curdi delle Unità di autodifesa del popolo" dichiara Ulgen. Dalla Russia non si aspettano nessun romanticismo. Qui funziona solo la politica del più forte".

Tuttavia, dato che tra Ankara e alcuni suoi tradizionali partner occidentali ci sono ancora rapporti tesi, Erdogan sembra pronto ad espandere ulteriormente la cooperazione con Mosca. Così il leader turco spera di far capire ai suoi alleati della NATO, che per lui ci sono alternative.

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Tags:
Pace, pace, guerra civile, Guerra in Siria, Stato Islamico, Unità di protezione nazionale curde, PKK, Partito Curdo di Lavoratori, Recep Erdogan, Vladimir Putin, Russia
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