23:20 05 Giugno 2020
Mondo
URL abbreviato
2131
Seguici su

Nella città di Veles in Macedonia, lavora la principale "fabbrica" del pianeta per la produzione di notizie false (fakenews): gli studenti delle scuole superiori inventano racconti molto popolari tra l'americano medio.

La maggior parte delle notizie false su Donald Trump durante le elezioni è stata creata a Veles. L'effetto mediatico è stato tale che nei media occidentali si diceva: i macedoni "hanno eletto" Trump. Il corrispondente di RIA Novosti a Veles ha cercato di capire come funziona la fabbrica delle notizie fake.

Nel 2016 durante le presidenziali americane molti giornalisti di numerosi giornali e portali web statunitensi avevano notato che molti siti che pubblicavano notizie fake erano registrati a Veles. La maggior parte degli articoli era a sostegno di Trump.

Ad esempio l'articolo del sito WTOE 5 News, secondo cui Papa Francesco avrebbe sostenuto Tump dichiarando che il miliardario era "il miglior candidato alla presidenza degli Stati Uniti". Un'altra notizia popolare: Trump ha colpito un uomo che ad un suo comizio lo aveva insultato. Questa notizia ha fatto esaltare i sostenitori dell'eccentrico repubblicano: questo gesto è stato considerato come la reazione di un "vero uomo". Il sito ConservativeState.com aveva pubblicato una nota che Hilary Clinton avrebbe scritto nel 2013, secondo cui avrebbe voluto vedere Trump alla Casa Bianca perché è "il più onesto e non può essere comprato". L'articolo raccolse mezzo milione di repost nei social network. Un altro media americano aveva affermato che dopo la sconfitta della Clinton alle elezioni, Barack Obama aveva discusso il tema delle notizie fake di Veles con i suoi assistenti e consulenti di intelligence e sicurezza.

"La città è piccola, molto povera. Non c'è assolutamente nulla da fare qui — racconta Natalia (cittadina russa sposata con un macedone — ndr). "Non ci sono posti di lavoro, soprattutto per i giovani".

Secondo Natalia, a Veles hanno inciso 2 fattori. Da un lato la mancanza di lavoro e prospettive, dall'altro il buon livello di istruzione conservatosi sin dai tempi della Jugoslavia. Tutto questo ha dato un effetto inaspettato: gli studenti delle scuole superiori e i laureati hanno iniziato a sperimentare attivamente vari progetti commerciali sul web. Conoscenze sufficienti, niente da fare ed accesso ad internet ovunque, anche a Veles.

Si può guadagnare dalla pubblicità se scrivi notizie: più lettori più soldi.

Uno dei primi a Veles che ha iniziato a guadagnare con questa attività è un giovane che si è presentato nell'intervista con RIA Novosti come Dimitar. Ha 19 anni, studia web design a Skopje, da un anno inventa notizie su Trump. Dimitar chiede di non essere fotografato. Non ha paura di aver problemi con la legge, crede semplicemente di non aver fatto "qualcosa di cui essere orgogliosi" e da "inserire nel curriculum in futuro".

"L'intera attività è iniziata con due dei miei amici di scuola, che hanno capito che avevano capito come guadagnare soldi molto facilmente scrivendo e inventando false notizie o "articoli sensazionali" su Donald Trump. Il clic americano sul web è il più remunerativo. Lo abbiamo capito ed abbiamo cominciato a creare siti per gli americani. Il piano era quello di fare soldi", racconta Dimitar.

Dimitar e i suoi amici più spesso lavoravano con il servizio di pubblicità di Google AdSense. Non avevano il compito di scrivere su Trump, ma gli articoli su di lui erano i più letti: detto in altri termini il tycoon era la fonte migliore di guadagno.

"Penso che sia accaduto perché Donald Trump ha detto ai suoi sostenitori di non dare ascolto ai media del mainstream. Pertanto i sostenitori di Trump hanno cominciato a cercare fonti alternative di notizie".

Così gli americani sono caduti nella trappola dei giovani studenti macedoni. Volevano leggere notizie scandalose, piccanti e non banali sul politico-showman Trump e sono stati accontentati. Tramite account fittizi su Facebook, e link a notizie false pubblicati nei gruppi a sostegno di Trump hanno raccolto un buon traffico, che Google ha monetizzato secondo lo schema standard della pubblicità.

Per Dimitar si trattava solo di business: non gli importava nulla di Trump, le sue preferenze personali erano tutte per il candidato della sinistra del Partito Democratico Bernie Sanders. L'atteggiamento dei cittadini locali e delle autorità sull'improvvisa gloria di Veles è molto ambiguo. Naturalmente si condannano le bugie, ma c'è anche una sensazione particolare di orgoglio.

"Ora dirò qualcosa che non si può dire, ma data la criminalità che esiste qui questo è un business onesto. Attraverso il Kosovo e la Macedonia passa la droga che arriva in Germania e in Austria. Purtroppo molti giovani sono coinvolti in questo. E' meglio creare siti con notizie false che vendere droga".

"Nessuna legge dello Stato macedone è stata violata. Tutto era conforme alle norme e alle leggi in vigore. Altrimenti ci sarebbero stati processi ", insiste il sindaco di Veles Slavčo Čadiev.

"Non fermatevi davanti a nulla per fare soldi", ci hanno insegnato gli americani. Mentire, ricordate il tubicino che Colin Powell aveva agitato prima dell'invasione dell'Iraq, anche quello è stato un insegnamento americano. I nostri studenti hanno semplicemente usato i loro metodi sugli americani", commenta Natalia.

Correlati:

Newsweek ha rimosso articolo fake sul "complotto di Trump con la Russia"
Direttrice di Sputnik e RT commenta articoli fake di Newsweek su collusione Trump-Russia
Era un fake la notizia della richiesta alla FIFA per revocare i Mondiali 2022 al Qatar
Margarita Simonyan commenta aiuto media occidentali nella lotta di Google contro i fake
Tags:
Giornalismo, Occidente, fake news, Presidenziali USA 2016, mass media, Donald Trump, Macedonia, USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook