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    Osservatori dell'OSCE nel Donbass

    A tre anni dagli accordi di Minsk ancora zero cambiamenti

    © Sputnik. Igor Maslov
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    Sono passati quasi tre anni da quanto a Misnk il gruppo di contatto trilaterale per la risoluzione del conflitto in Donbass firmava il memorandum, il secondo di tre documenti che ora vengono chiamati gli accordi di Minsk. Da tre anni tutti dichiarano la necessità di attuare tali accordi, ma l’ottimismo diminuisce sempre più.

    Il documento è stato firmato dal rappresentante speciale dell'OSCE Heidi Tagliavini, dal secondo presidente dell'Ucraina Leonid Kuchma, dall'ambasciatore russo in Ucraina Mikhail Zurabov e dai capi delle repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, Alexander Zakharchenko e Igor Plotnitsky. È stato preceduto dal protocollo di Minsk del 5 settembre, documento che il memorandum ha esteso e dettagliato.

    Le parti hanno convenuto sul cessate il fuoco, il ritiro degli armamenti, la cessazione delle operazioni offensive, lo scambio di prigionieri, l'amnistia ai partecipanti agli eventi del Donbass e l'avvio di elezioni locali.

    Possiamo supporre che il memorandum sia diventato una base certa, un punto di partenza, quando i mediatori hanno espresso la volontà affinché il conflitto fosse stato risolto politicamente". Affermare che al momento la situazione sia cambiata notevolmente in termini di attuazione, purtroppo, è impossibile" ha dichiarato lo speaker della Repubblica popolare di Donetsk ai colloqui di Minsk Denis Pushilin.

    Denis Pushilin
    © Sputnik. Vitaliy Belousov
    Denis Pushilin

    In una intervista con RIA Novosti, ha detto che Kiev in tutto questo tempo ha trovato "espedienti e scuse per non adempiere ai propri obblighi, cercando di distorcere l'intera essenza e tutta la logica degli accordi di Minsk".

    Nella missione di monitoraggio speciale, l'OSCE ritiene che i requisiti del memorandum siano soddisfatti solo parzialmente dalle parti. Anche se vengono rilevate diverse violazioni, tali periodi non durano a lungo.

    "Da un lato, l'OSCE registra che le parti hanno alcune armi pesanti oltre le linee di demarcazione concordate. I nostri osservatori regolarmente visitano i luoghi di spiegamento degli armamenti. Periodiacamente notiamo una diminuzione del livello di scontro. Recentemente, in occasione dell'inizio dell'anno scolastico il numero di violazioni del cessate il fuoco giornaliere rilevate dall'OSCE si è significativamente abbassato" ha detto a RIA Novosti Aleksandr Hug, vice capo dell'OSCE Ucraina.

    Allo stesso tempo, secondo lui, una tale diminuzione dell'intensità delle bombardamenti presto finirà, "poiché le cause principali non sono state eliminate: la presenza di armi pesanti e la vicinanza di esse ai corrispettivi nemici". "Il livello degli scontri, infatti, è un indicatore del rispetto degli accordi di Minsk da parte delle parti" ha detto Hug.

    I negoziati di Minsk sono iniziati nel bel mezzo i combattimenti nel Donbass. Le parti usavano l'una contro l'altra tutti i tipi di artiglieria e veicoli corazzati, inclusi diversi lanciatori a razzo (MLRS) Grad e Uragan.

    Il Memorandum ha richiesto il ritiro di armamenti pesanti dalla linea di contatto, che creerebbe una zona di sicurezza con una larghezza di almeno 30 chilometri. Le parti hanno cominciato a ritirare gli armamenti, ma dopo poco tempo si sono accusati l'un l'altro di violare gli accordi. L'intensità degli attacchi è diminuita, ma non si sono fermati completamente.

    "Come possiamo vedere nel 2014, oggi l'esercito ucraino continua a utilizzare armi pesanti con calibro superiore ai 100 millimetri, i sistemi di artiglieria, i carri armati e gli MLRS del nemico si trovano lungo tutta la linea di contatto" ha detto a RIA Novosti il rappresentante della leadership della Repubblica democratica popolare di Donetsk, il deputato del consiglio popolare della repubblica Alexandr Kostenko.

    Per tre anni sono stati adottati molti accordi sul cessate il fuoco ma si continua a sparare. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, più di 10 000 persone sono morte nel conflitto in Donbass.

    A parere di Pushilin, per parlare di un vero e proprio cessate il fuoco, sarebbe necessario che le parti in conflitto si incontrino disarmate, così come richiesto dall'attuazione dei punti politici.

    Gli osservatori dell'OSCE, che controllano l'attuazione del requisito di ritiro degli armamenti, dichiarano violazioni periodiche di questo punto.
    "Dall'inizio di quest'anno abbiamo registrato 3.000 casi di dispiegamento di armamenti con violazione delle linee di demarcazione, due terzi nelle zone non controllate dal governo" ha dichiarato Hug.

    Secondo Kostenko, malgrado gli accordi sull'armistizio, "la situazione sulla linea di contatto rimane abbastanza tesa". Il comando operativo del DNR afferma che le forze ucraine hanno anche cominciato a usare i droni proibiti dal memorandum, non solo come mezzo di ricognizione, ma anche per correggere il fuoco dell'artiglieria.

    Un altro requisito del memorandum era la cessazione delle operazioni offensive. Allo stesso tempo, dal 2014, il Ministero della difesa di Donetsk ha ripetutamente dichiarato i tentativi di sfondare le posizioni dei miliziani da parte delle unità ucraine e di occupare la cosiddetta "zona grigia", cioè di neutralità tra le opposte forze armate.

    Secondo Pushilin tutta la zona grigia è occupata interamente dalla forze ucraine, che vi si sono stanziate e la usano come postazione d'attacco.

    Le repubbliche auto-proclamate ritengono che quanto più spesso Kiev violerà i propri obblighi, tanto più velocemente si dissiperanno le speranze di reintegro della regione.

    Kostenko ritiene che l'esistenza degli accordi di Minsk ha impedito a Kiev di lanciare una guerra su vasta scala nell'est del paese. "Inoltre, le repubbliche popolari sono diventate parte del processo di negoziazione, cioè la comunità mondiale ha di fatto ha riconosciuto la loro soggettività, ma non possiamo parlare di una vittoria politica completa: dalla firma del memorandum che è entrato nella storia come Minsk-1, l'Ucraina non ha pienamente attuato nessuno dei punti che mirano alla de-escalation del conflitto" ha detto.

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