06:32 18 Ottobre 2018
Syrian army forced the Euphrates River near Deir ez-Zor

Si stringe l’accerchiamento attorno a Daesh a Deir-ez-zor

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Le forze governative siriane hanno forzato la riva occidentale dell’Eufrate garantendo la sicurezza del perimetro per la base aerea di Deir-ez-zor, il che non ha quasi lasciato nessuna possibilità di sopravvivenza per i terrorristi nella regione.

Un corrispondente di RIA Novosti assieme alle unità distaccate dell'esercito siriano dell'esercito siriano, ha partecipato all'assalto attraverso l'Eufrate a est di Deir-ez-zor e ha assistito ad un'operazione unica dell'esercito che potrebbe portare al completo accerchiamento dei terroristi in città.

I soldati prima di iniziare riempiono le borracce direttamente dal fiume, ogni plotone si mette in fila, preparandosi ad attraversare il fiume. In nottata un gruppo di scout hanno già attraversato il fiume su piccoli gommoni. L'avanguardia ha avuto il compito di rivelare la posizione delle principali forze terroristi e delle postazioni di tiro.

In mattinata i mezzi pesanti delle forze goverantive, tra i quali i vecchi KrAZ 255B sovietici, si avvicinano alla riva del fiume al comando degli ufficiali.

Quattro plotoni di forze d'assalto sono già pronti e s'imbarcano a turno nei mezzi anfibi. I militari dovranno garantire la sicurezza della zona di attraversamento del pontone. Il processo di attraversamento del fiume è complicato da una forte corrente. Un mezzo anfibio multiruolo viene sospinto dalle correnti come una scatola di fiammiferi. Ma i timonieri riescono a far fronte agli elementi.

Non passano 30 minuti che le truppe si nascondono dietro i cespugli sull'altra riva e comincia la battaglia.

"I terroristi non si aspettavano di certo questa visita. Adesso mandiamo i mezzi pesanti. Calate in acqua l'imbarcazione e il primo pontone. Veloce, i ragazzi hanno bisogno di supporto" urla il generale siriano e i militari attorno iniziano velocemente ad attivarsi.

La prima imbarcazione viene calata nel fiume e subito viene spazzata via in parte, in acqua vengono calate un paio di tonnellate di mezzi ingegneristici che creano rapidamente una piattaforma stabile.

Una decina di militari reggono il pontone con delle corde per non farlo trascinare via dalla corrente. L'intensità dello scontro sull'altra riva aumenta, fischiano proiettili da tutte le parti e le mitragliatrici sparano incessantemente.

Una squadra d'assalto viene caricata per attraversare il fiume. I soldati preparano le armi e urlano al conducente. "Facciamo in fretta, dobbiamo aiutare i nostri ragazzi, hanno bisogno di munizioni" grida il comandante di uno dei gruppi.

Dopo il passaggio sulla riva opposta, i militari si annodano un nastro distintivo, si incoraggiano a vicenda con delle battute, stringono le cinture e controllano l'equipaggiamento.

La battaglia è intensa ad un chilometro o due dall'Eufrate. Sulla riva, veniamo raggiunti dai combattenti della squadra di ricognizione, infangati, ma felici. I loro vestiti odorano di polvere da sparo.

Nelle prime ore dei combattimenti i soldati sono riusciti a catturare due auto dei terroristi cariche di munizioni a armi.

"Gli abbiamo colti di sorpresa, non hanno avuto il tempo di scappare. Ma ora la situazione è peggiorata. Il nemico ha capito cosa sta succedendo, e sta cercando di contrattaccare sui fianchi. Pesanti combattimenti sono in corso nella zona Jafra" ha detto uno dei soldati.

A Jafra, un gruppo separato di truppe ha ricevuto il compito di ripulire l'isola più vicino al centro della città. Ma i militanti sono più preparati. Secondo quanto riferito dagli agenti radiofonici, i terroristi hanno lanciato un forte contrattacco e conducono un pesante fuoco con i mortai. In poche ore due autobombe sono esplose con attentatori suicidi al volante.

Dopo un generale mi si avvicina e mi dice che ho cinque minuti per fare un paio di domande ad un terrorista catturato.

In una macchina c'è un uomo con la barba con una gamba ferita.

"Il mio nome è Mohammed. Sono di Raqqa. Vivo da due anni a Mayadin. Datemi acqua per favore, perdo sangue" dice il guerrigliero.

Il generale chiama il dottore dicendo di portargli dell'acquae e che il terrorista gli serve vivo.

Dopo aver bevuto molta acqua, il guerrigliero inizia a raccontare dettagli interessanti. Dice che dopo l'accerchiamento di Deir-ez-Zor molti dei suoi compagni fuggiti. Temendo di essere circondati, i militanti prendono le loro famiglie da Mayadin e Bukemal di notte. Ad oggi a Deir-ez-zor sul territorio occupato dai terroristi non ci sono praticamente civili.

"Sono nell'ISIS da due anni. Lavoro come tesoriere. Abbiamo un sacco di stranieri, tra i comandanti ci sono arabi e caucasici, combattono bene" continua a rispondere alle domande prigioniero.

Successivamente viene mandato all'ospedale.

Sulla riva occidentale dell'Eufrate sono arrivati i mezzi pesanti. Dopo aver ricevuto informazioni da un ufficiale che la prima squadra di assalto ha catturato il villaggio più vicino saltiamo sul pontone sulla via del ritorno. La strada per l'attraversamento non era priva di sorprese. Sull'asfalto sotto lo strato di sabbia erano nascosti frammenti vari che hanno forato le ruote della nostra auto in un campo aperto a due chilometri dal fronte. Tuttavia, presto dei giornalisti su un'altra macchina ci hanno raggiunto e ci hanno aiutato a sostituire la ruota in un tempo record di cinque-dieci minuti.

Ci avviciniamo ad una colonna di carri armati comandata dal generale Salam.

"Siamo in tempo. Voglio condividere la mia soddisfazione. Siamo riusciti a garantire la sicurezza della zona intorno all'aeroporto. È atterrato il primo aereo da carico con munizioni e ne sta arrivando un altro. Dobbiamo fare ancora altri 8 km. Abbiamo quasi ripulito tutta la zona" racconta il generale.

Fino a qualche giorno fa la base aerea era accerchiata dai terroristi. I soldati siriani asserragliati nell'aeroporto hanno retto l'assedio per 9 mesi.

Dal 5 settembre, dopo lo sfondamento dell'assedio che durava da tre anni a Deir-ez-Zor, le forze dell'esercito siriano sono entrate in città. Il raggruppamento dello Stato Islamico ha anche concentrato le unità più efficienti in questa regione. Rendendosi conto che la situazione è difficile, i terroristi hanno cominciato a minare interi quartieri e villaggi. Nella città, secondo l'intelligence siriana, i militanti hanno minato delle gallerie sotterranee.

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Tags:
guerra, Guerra, Bombardamenti in Siria, Guerra al Daesh, RIA Novosti, RT, Deir ez-Zor, Siria
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