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    2S19 Msta-S semovente d'artiglieria

    Gli Dei della guerra: i sistemi d’artiglieria più potenti dell’esercito russo

    © Foto: Vitaly V. Kuzmin
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    Cadenza di fuoco impressionante, un'incredibile gittata e letali proiettili guidati con il GLONASS. Il Ministero della difesa della Russia all'inizio di settembre ha ordinato i pezzi di prova dei semoventi d'artiglieria Koalizya SV. Questi semoventi dovrebbero diventare i principali pezzi d’artiglieria dell’esercito, che sostituiranno gli Msta-s.

    Anche in Occidente gli esperti confermano che il Koalizya SV supera di gran lunga tutti i suoi concorrenti, tra cui il tedesco PzH 2000, fino ad ora ritenuto il migliore al mondo. Tuttavia gli artiglieri russi hanno sempre avuto armamenti con i quali rispondere all'avversario. RIA Novosti pubblica una selezione dei pezzi d'artiglieria più potenti e di grosso calibro russi.

    Pion e Malka

    I pezzi d'artiglieria di grosso calibro hanno sempre svolto un ruolo importante negli arsenali delle principali potenze militari. Erano impegnati nel loro sviluppo negli anni della guerra fredda sia l'URSS che gli USA. Entrambi gli stati hanno cercato di creare uno strumento efficace sparare munizioni nucleari di bassa potenza per colpire concentrazioni di truppe nemiche a breve distanza.

    In questo ambito la Russia ha sviluppato il semovente da 203 mm 2S7 Pion e la sua variante 2S7М Malka. Essi furono creati per lanciare munizioni nucleari, ma gli ingegneri realizzarono anche proiettili non nucleari. Ad esempio, furono sviluppati una serie di proiettili a razzo, gli EFOF35 dal peso di 110 chili i quali potevano essere sparati a 50 chilometri di distanza. Per capacità di combattimento questo semovente d'artiglieria è molto vicino ai cannoni di grosso calibro delle navi da guerra della seconda guerra mondiale.

    Tuttavia, potenza e gittata non rappresentano solo vantaggi, ma in qualche misura anche difetti. In Russia si contano sulle dita i poligoni adatti alle esercitazioni di questi armamenti a media e lunga distanza. Inoltre, il numero di munizioni che questi cannoni semoventi possono trasportare è relativamente piccolo, quattro per il Pion e otto per il Malka. Tuttavia negli arsenali delle forze armate finora sono stoccati più di 300 di questi cannoni semoventi.

    Tyulpan

    Il mortaio semovente 2S4 Tyulpan è entrato in servizio nel 1970 e rimane ancora oggi un'arma formidabile, e nessuno ha fretta di mandarlo in pensione. Il principale vantaggio di questo sistema d'artiglieria è una vasta gamma di devastanti munizioni esplosive da 240 millimetri, incendiarie, a grappolo e guidate. In epoca sovietica potevano essere armati con proiettili a neutroni e con proiettili nucleari di potenza fino a due kilotoni. Le munizioni del mortaio volano con una traiettoria balistica dall'alto verso l'obiettivo che permette di distruggere i nemici, nascosti in bunker e fortificazioni. Inoltre in questa maniera il pezzo d'artiglieria fa fuoco da una posizione che è molto più difficile da rilevare.

    Il Tyulpan ha ricevuto il battesimo di fuoco nella guerra in Afghanistan. L'alta mobilità gli permetteva di muoversi su terreni accidentati alla pari con altri veicoli blindati e il suo potente cannone gli permetteva di distruggere obiettivi a sui pendii delle montagne, nelle gole e in altri rifugi. I proiettili esplosivi da 240 mm erano efficaci contro rifugi naturali rocciosi, in grotte, e contro fortificazioni nemiche di mattoni. I Tyulpan sono stati utilizzati anche in Cecenia, contro le strutture difensive in calcestruzzo in zone montagnose.

    Vena

    Il semovente d'artiglieria da 120 millimetri russo 2S31 Vena è stato presentato per la prima volta alla fiera IDEX-97 negli Emirati Arabi Uniti. È stato sviluppato dopo la guerra in Afghanistan, dove i semoventi Nona, in servizio presso le truppe aviotrasportate, si sono dimostrati efficaci. Il Ministero della difesa ha poi considerato che tali armamenti fossero necessari anche nell'esercito, ma sul telaio più pesante del BMP-3. Il primo "Vena" è entrato in servizio nell'esercito russo nel 2010.

    La principale differenza tra i nuovi cannoni  Non è la loro alta automazione. Ogni pezzo è dotato di un complesso di strumenti computerizzati, che consente di ricevere e trasmettere informazioni e dati per il fuoco. I dati sono visualizzati sul monitor del comandante del semovente. Il computer di bordo può memorizzare simultaneamente fino a 30 obiettivi nemici. Il comandante ha bisogno solo di scegliere l'obiettivo, e poi il sistema automatico stesso punterà il cannone su di esso. In caso di una improvvisa comparsa di un nuovo obiettivo il Vena è pronto a sparare un proiettile a frammentazione ad alto esplosivo 20 secondi dopo aver ricevuto le prime informazioni.

    Il semovente è dotato di un cannone rigato semi-automatico da 120 mm che combina le funzioni di cannone e mortaio. Può sparare tutti i tipi di colpi del suo calibro, indipendentemente dal paese di origine, il che rende il Vena molto attraente in termini di esportazioni.

    Smerch

    Entrato in servizio nel 1987 il sistema d'artiglieria lanciarazzi multiplo BM-30 Smerch è ritenuto ad oggi il più potente pezzo d'artiglieria a razzo del mondo.

    Lo Smerch è armato con un fascio di tubi lanciatori comprendente 12 bocche da 300 millimetri, in grado di lanciare razzi ad alto esplosivo a frammentazione o termobariche, del peso di 250 kg ciascuna. Un'intera salva di missili Smerch copre un'area di circa 70 ettari per una gittata dai 20km ai 90km. Secondo gli esperti una salva di sei unità "Smerch" è comparabile nel suo potere distruttivo ad un'esplosione tattica nucleare.

    Oggi nell'esercito lo Smerch verrà sostituito dal più recente Tornado. Il Tornado prevede di essere equipaggiato con la possibilità autonoma di correzione della traiettoria di volo dei missili. In poche parole, l'arma creata per la distruzione di obiettivi su grandi superfici, è diventata un arma ad alta precisione.

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    Tags:
    Armi, Armamenti, Artiglieria pesante, Armi, Esercito, Russia
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