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    Immigrati al confine della Germania

    Gli immigrati ucraini valgono meno di quelli afgani per l’Europa?

    © AFP 2017/ Christof Stache
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    Come comunica Sputnik Germania, i costi per il rimpatrio degli immigrati clandestini afghani potrebbero raggiungere i 202 milioni di euro.

    La cifra è calcolata sulla base della somma spesa per il rimpatrio di 26 afgani da Francoforte-sul-Meno all'Afghanistan. Questi cittadini afgani sono stati rimpatriati con una scorta di "79 poliziotti, un traduttore, alcuni medici e dipendenti della guardia di confine". Inoltre l'aereo ha dovuto soddisfare tutti i requisiti di sicurezza perché ha dovuto sorvolare zone di guerra.

    Il tutto è costato 350 000 euro. Se si moltiplica tale importo per i 15 000 afgani, la cui permanenza nella Repubblica Federale Tedesca è ritenuta illegale, si arriva a 200 milioni di euro.

    È una cosa surreale, ma non è tutto.

    Dalla Germania verranno rimpatriati in Afghanistan non tutti i 15 000 clandestini, ma fondomentalmente solo quelli che hanno commesso reati accertati. Così, la scorsa settimana a Kabul sono tornati otto afghani, di cui tre sono stati condannati nella regione della Baviera: uno per lesioni personali gravi e due per stupro.

    Cioè, alla fine si scopre così il tour europeo: un afgano arriva in Germania, il paese con alti standard sociali e imponente burocrazia, per vie clandestine, e presenta una domanda di asilo e riceve sostentamento. Va in giro a proprio piacimento a fare quello che vuole e, se è sfortunato, si arriva al crimine, sarà severamente punito e rinviato a casa accompagnato da un medico e dalla scorta.

    Il numero totale dei richiedenti del permesso di soggiorno tedesco dall'Afghanistan cresce (adesso sono oltre 250 mila). E il numero di quelli che dovrebbero richiederlo, ma che ancora non lo ha fatto continua a crescere anche: l'anno scorso si trattava di dover rimpatriare 12 mila persone.

    Il risultato è che il rimpatrio di un immigrato clandestino afghano in un paese pericoloso costa circa 13 500 mila euro.

    E così si scopre il sorprendente "paradosso europeo".

    Dunque più questi immigrati clandestini sono criminali, senza regole e non integrabili nell'Europa occidentale e più probabilità hanno di ottenere punti d'appoggio nell'Europa occidentale.

    E ci sono figure che illustrano questo con una chiarezza impressionante: nel 2015, circa 20.000 persone sono state rimpatriate dalla Germania. Di questi (attenzione), tre quarti sono stati richiedenti asilo provenienti da Serbia, Albania, Montenegro, Macedonia e Bosnia-Erzegovina.

    Cioè, sarebbe a dire che la Vecchia Europa non si crea nessun problema ad espellere cittadini di paesi che lottano per l'integrazione europea. Possono essere facilmente espulsi burocraticamente, vicini e facili.

    In altre parole, stiamo assistendo ad un impressionante "filtro negativo" che è emerso naturalmente al momento dello scontro tra la solidarietà umanitaria ufficiale e le procedure ufficiali. E questo filtro è la risposta ad una domanda che in molti si stanno ponendo recentemente.

    Perché l'Europa occidentale, dal momento che ha problemi demografici, è molto più disposta ad accettare "numerosi" stranieri con problemi culturali e religiosi rispetto agli abitanti dei territori post-socialisti, pronti, in linea di principio, ad integrarsi, lavorare, e generalmente a farsi assimilare dalla società locale?

    Tuttavia, ciò non significa che i residenti degli ex paesi comunisti, e ora aspiranti a far parte dell'Unione Europea (o già facenti parte), siano senza peccato. Quasi ogni anno, ci sono dei piccoli e grandi scandali provocati dall scoperta di "schiavi" provenienti dall'Europa dell'Est, che vengono portati dai loro connazionali in Occidente e dati in "affitto" in massa ai datori di lavoro locali.

    Recentemente, ad esempio, nella città britannica di Derby, dieci schiavi lettoni sono stati liberati, ai quali erano stati sequestrati documenti e libri paga e costretti a lavorare come "schiavi".

    …Tutta questa situazione è al limite dell'assurdo, e quindi genera sia da noi che nella stessa Europa tonnellate di cospirazioni sul presunto "complotto per sostituire la popolazione bianca cristiana dell'UE con coloro che vengono in gran numero".

    Ma secondo il principio del Rasoio di Hanlon "Non bisogna attribuire mai a malafede quel che si può ragionevolmente spiegare con la stupidità".

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    Immigrazione, rimpatrio, Immigrazione clandestina, Immigrati, rimpatri, Germania, Afghanistan
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