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    Freedom of Press Foundation critica l'indagine dell'FBI contro Sputnik

    © Sputnik. Konstantin Chalabov
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    L'organizzazione non governativa Freedom of the Press Foundation a difesa della libertà di stampa è preoccupata dalle indagini dell'FBI contro l'agenzia russa Sputnik, ha dichiarato il direttore della fondazione Trevor Timm.

    In precedenza il portale Yahoo News, citando fonti anonime, aveva riferito che l'FBI aveva interrogato l'ex dipendente di Sputnik Andrew Feinberg. Pretesto per l'interrogatorio è l'accusa contro Sputnik di essere un media della "propaganda russa". Gli uomini della sicurezza americana hanno avuto accesso alla corrispondenza lavorativa di Fainberg e di Joseph John Fionda, un altro ex dipendente dell'ufficio di Washington dell'agenzia russa. Allo stesso tempo l'FBI non ha risposto alla richiesta di chiarimento per sapere se conduce un'indagine contro l'agenzia.

    "A prescindere dall'atteggiamento nei riguardi della Russia e di Sputnik, credo che ogni volta che l'FBI si impegna a determinare chi sia giornalista o meno, il fatto provoca preoccupazione", ha detto Timm al portale Washington Examiner.

    Secondo Timm, le limitazioni dei media sulla base della legge degli agenti stranieri (Fara) avrà conseguenze "non solo per le agenzie di stampa straniere, ma anche per il media statunitense Voice of America e per i giornalisti stranieri che lavorano all'estero se la Russia deciderà di rispondere".

    Un parere simile è stato espresso da Gabe Rottman, direttore della sede di Washington dell'associazione "PEN America" a difesa della libertà di espressione.

    "Dite quello che volete su Sputnik e RT, ma la maggiore preoccupazione per le attenzioni dell'FBI verso un'organizzazione di un media straniero sospettato di attività da agente straniero è la risposta che rischiano i media statunitensi come Voice of America o le emittenti pubbliche come la BBC".

    Il professore di diritto all'università George Washington Jonathan Turley ha dichiarato al Washington Examiner che l'indagine dell'FBI contro Sputnik ha superato la linea rossa che separa le autorità dai media. Secondo lui, "controllare i dati dei computer e la corrispondenza solleva seri interrogativi sulla libertà di stampa".

    Ha osservato che "ironicamente, dato che si tratta di un'indagine sull'influenza russa, molti di quelli che sostengono normalmente la libertà di stampa restano in silenzio".

    La direttrice di Sputnik Margarita Simonyan, commentando la notizia sull'interrogatorio dell'FBI di un ex collaboratore dell'agenzia, ha espresso la propria fiducia nel fatto che se l'agenzia verrà ufficialmente indagata, misure analoghe potranno essere adottate contro i giornalisti americani in Russia.

    Il Cremlino ha espresso preoccupazione per l'interrogatorio dell'ex dipendente di Sputnik, osservando che si tratta di censura e limitazione della libertà di stampa.

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    Informazione, Giornalismo, Russofobia, Censura, Indagine, Freedom of Press Foundation, FBI, Sputnik, mass media, USA, Russia
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