23:02 20 Aprile 2021
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Il ministro degli esteri ungherese Péter Szijjártó ha detto che la decisione del tribunale dell'Unione Europea in merito al ricorso di Budapest e Bratislava sull'abolizione delle quote di reinsediamento dei rifugiati è "scioccante e irresponsabile".

Lo riferisce l'agenzia Reuters. Il tribunale dell'Unione Europea ha respinto il reclamo dell'Ungheria e della Slovacchia, che avevano richiesto di annullare le quote nazionali per il reinsediamento dei rifugiati nei paesi membri dell'Unione Europea.

"Il governo ungherese ritiene la decisione di oggi della Corte di Giustizia europea terribile e irresponsabile" ha detto il ministro, sottolineando che la decisione della Corte "mette in pericolo la sicurezza e il futuro di tutta l'Europa". Ungheria e Slovacchia hanno contestato la decisione del 22 settembre 2015, che obbliga i membri dell'UE a prendere 120mila rifugiati arrivati in Grecia e in Italia, per ridurre la pressione migratoria sui due stati. Contro questa decisione hanno votato Ungheria, Romania, Slovacchia e Repubblica Ceca. Si è astenuta la Finlandia. A sostegno della posizione dell'Ungheria e della Slovacchia, nel corso di procedimenti giudiziari, si è schierata la Polonia, mentre Belgio, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Francia, Svezia e la Commissione Europea hanno sostenuto il Consiglio dell'Unione Europea.

Slovacchia e Ungheria hanno giustificato il ricorso legale compiuto dicendo che la decisione sullo spostamento dei profughi è stata presa senza procedure e non contribuirà a risolvere la crisi della migrazione. A sua volta, l'avvocato generale ha detto che la decisione del Consiglio dell'EU non può essere considerato un atto legislativo, come sostengono i ricorrenti, la decisione è stata ragionevolmente presa sulla base dell'articolo 78 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea. Come si legge nelle conclusioni dell'avvocato generale, la procedura per l'adozione di questa soluzione non prevede la consultazione dei parlamenti dei paesi membri dell'UE.

L'avvocato generale ha affermato che il carattere temporaneo di questa soluzione è evidente, il tempo della sua applicazione è contenuto nel testo del documento: dal 25 settembre 2015 al 26 settembre 2017. Secondo l'avvocato, l'adozione di questa soluzione non è in contrasto con la posizione del vertice UE del 25-26 giugno 2015, ovvero quella sulla necessità di negoziare la distribuzione dei rifugiati su base consensuale. L'avvocato generale ritiene che il vertice si riferiva ai rifugiati arrivati dal 2014 ai primi mesi del 2015, la cui distribuzione riguardava un'altra decisione del Consiglio, con una sentenza del 14 settembre 2015 sulla distribuzione di 40 mila rifugiati.

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Migranti, rifiuto, Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Ungheria
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