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11:53 22 Settembre 2019
Parata militare della Vittoria a Pechino, Cina

Come può reagire la Cina in caso di attacco USA alla Corea del Nord

© REUTERS / Damir Sagolj
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Christof Münger, in un articolo sul giornale svizzero Tagesanzeiger, ha descritto le possibili reazioni di Pechino ad un attacco preventivo degli Stati Uniti contro la Corea del Nord, dopo l’ultimo test nucleare.

La Cina, come gli USA, è contro il programma nucleare della Corea del Nord. Però per Pechino è molto importante che la penisola coreana resti divisa e il Nord continui a fare da cuscinetto alla frontiera con la Cina. I soldati americani, sull'altro lato del fiume Yalu, sarebbero un disastro per il governo cinese. Per questo motivo, dice il presidente del Council on Foreign Relations, Richard Haas, "la Cina non è disposta a fare la massima pressione sul suo partner commerciale, la Corea del Nord".

La dualità della Cina si farà vedere se "gli USA cominceranno una guerra preventiva contro la Corea del Nord". E dopo gli ultimi test una guerra preventiva è molto più probabile. Il segretario della difesa americano James Mattis ha fatto capire chiaramente che Washington non rinuncerà ad usare la forza.

In tal caso, come scrive il giornalista citando gli esperti, è poco probabile che "la Cina manderà un milione di volontari, come nella guerra di Corea del 1950," per sostenere il regime di Kim Jong Un. Però il capo della Repubblica Popolare Cinese non resterà a guardare con indifferenza gli americani muoversi ai margini della Cina. Altrimenti perderà la faccia e la Cina perderà lo status di potenza che garantisce la pace nella regione".

Però la Cina ha altre possibilità per reagire. Primo, la flotta cinese, seriamente cresciuta negli ultimi anni, "potrebbe diventare l'avversario alla flotta americana nell'Asia Orientale".

Secondo, la Cina potrebbe "iniziare azioni militari nel mar Cinese Meridionale". Il paese già da tanti anni conduce lì una variante marina della "guerra ibrida". Negli ultimi tre anni i cinesi hanno segretamente innalzato più di dozzina di isole artificiali con piste per gli aeri, porti e radar. La Cina pretende l'80% del mar Cinese Meridionale, e sono 159 isole dentro la così detta Nine-Dash Line. Il paese l'ha disegnata in modo unilaterale nel 1936 contro i piani di conquista di Giappone e Francia. Oggi la protezione della linea ha importanza statale, perché vi sono concentrate le risorse di petrolio ed è una via importante verso il golfo Persico.

Terzo, la Cina potrebbe conquistare territorio nell'Himalaya. Pechino ha già provato a farlo nel 1962, mentre tutto il mondo seguiva la Crisi di Cuba. Allora la guerra è passata quasi inosservata ed è terminata con la vittoria della Cina sull'India, anche se la Cina non è riuscita a ottenere grandi conquiste territoriali.

Quindi Pechino ha diverse varianti per reagire all'attacco degli USA alla Corea del Nord. Però le loro conseguenze sono imprevedibili e non escludono la possibilità di sfociare in una guerra ancora più vasta.

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Tags:
attacco, Opinione, Operazioni militari, Reazione, Media, Corea del Nord, USA, Cina
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